Un martedì mattina come tanti un po’ noiosetto e in attesa della pausa pranzo, mentre il mio orecchio è incollato alla cornetta del telefono e le mie dita inseriscono dati al computer, appare il classico avviso Outlook di nuova posta in arrivo.
Oggetto: conferma acquisto ticket one..
Ohpss.. cos’è???
Nel frattempo il mio interlocutore incalza e mi sprona a risolvere i suoi problemi.
Io, purtroppo per lui, mi distraggo e per un attimo perdo la concentrazione. Alcuni secondi per riprendermi, mi sforzo di impadronirmi della conversazione per renderla più breve possibile. Ci riesco. Risolvo il suo problema, riaggancio soddisfatta e mi accingo ad aprire la posta.
Ticket one è un servizio online che offre la possibilità di acquistare biglietti di eventi culturali, sportivi e musicali in tutta Italia. La maggior parte di spettacoli cui ho potuto assistere lo devo a questo servizio.
Apro il messaggio e cosa ci trovo? Roberto Benigni al Festival della Felicità.
Il connubio Benigni/Festival della felicità, nella mia immaginazione suona come le campane a festa la domenica mattina nei ricordi della mia infanzia. Provo un moto gioia e leggerezza solo ad abbinare l’evento al personaggio. Chi altri poteva essere testimonial di un evento chiamato Festival della Felicità?
Ricordo ancora il suo saluto di commiato al festival di Sanremo:
“Vorrei che foste felici, perché viviamo in un Paese memorabile. Se la felicità a volte si scorda di voi, voi non vi scordate della felicità”.
Non manco di esprimere la mia sincera gratitudine a chi ha voluto farmi un così bel dono: l’opportunità di assistere a uno spettacolo dal vivo di Roberto.
Manca poco meno di un mese, ma già pregusto l’emozione che saprà darmi con la sua poesia ironica, giocosa ma profonda. Per tutta la giornata non faccio altro che pensare a quest’evento e al contesto in cui si svolge: Il festival della Felicità.
E’ la prima volta che ne sento parlare e l’idea, pur sembrandomi grandiosa, non riesco a immaginare come possa essere concretamente sviluppata.
La sera, davanti al mio PC, mi collego a Google e inizio le ricerche su questo festival. Entro nel sito ufficiale della festa. L’home page si apre con una citazione di Robert Kennedy risalente al 18 marzo 1968:
“…Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta…”
Sarà perché dentro di me aleggia mai sopita un’animella hippie, ma della citazione di Kennedy avrei voglia di farne manifesti e appiccicarli in tutto il Paese. Sento che quest’iniziativa mi può aiutare a riconciliarmi almeno con una parte di società contemporanea. I modelli che oggi colgo, non solo attraverso la stampa o i media ma anche nella comunità in cui vivo, mi fanno sentire spesso diversa e inerme.
I governi di tutto il mondo da che ho memoria misurano la ricchezza del paese sulla produttività del popolo. Quando il PIL cala, si fanno sacrifici e i sacrifici sono sempre nella stessa direzione: impoverire i cittadini attraverso tagli alla sanità, all’istruzione e alla cultura. Quando anche questo non basta, i potenti invadono i territori altrui, distruggono per ricostruire, rimettendo così in moto la macchina dell’economia.
Non posso fare a meno di immaginare se, dopo quelle affermazioni, Kennedy oggi potesse assistere ai nostri teatrini politici e come soppeserebbe il grado di moralità che è trasmessa dai media in questi ultimi vent’anni.
Dovendolo misurare, quale grado di saggezza e onestà trarrebbe, vedendo i primi cittadini (quelli migliori e al di sopra di tutti gli altri, gli eletti dal popolo) che tutti i santi giorni passano il loro tempo a difendersi, a creare leggi ad personam per nascondere i loro discutibili comportamenti?
Ahimè… domande senza risposta, mi dico, mentre proseguo la visita di questo sito.
Il Festival promette dieci giorni d’incontri, confronti, spettacoli, riguardo a un tema su cui tutto il mondo sta discutendo: l’opportunità di sostituire il concetto di PIL con un indice che meglio rappresenti lo stato di Benessere di una Nazione.
Inizio a intuire lo scopo della Festa, una sorta di utilizzo dell’economia in funzione del benessere e non solo del guadagno... Visione nobile che ricorda la filosofia buddhista, ma come renderla concreta nella vita politica di tutti i giorni?
Difficile trasformare gli economisti in monaci penso, mentre vado alla ricerca di chi sta organizzando tutto ciò.
Dal titolo della manifestazione ipotizzavo che dietro all’evento ci fossero artisti, santoni o hippies nostalgici, ma mi sbagliavo…
Niente di tutto ciò! Con sorpresa scopro che Il festival è stato ideato dal Presidente delle Provincie di Pesaro e Urbino, Matteo Ricci, con la partecipazione dell’ISTAT e dell’Università di Urbino.
Lo scopo di questo signore è di creare una serie d’incontri per studiare un nuovo modello economico, affinché il PIL non sia l’unico indicatore del benessere di un Paese. La sua visione, grazie al cielo, è condivisa anche da altri studiosi. Ricci la descrive come una delle sfide più importanti della politica e delle amministrazioni pubbliche.
“Oltre alla crescita, fondamentale perché altrimenti mancano occupazione e redistribuzione, abbiamo adesso bisogno di nuove politiche e nuovi parametri in grado di misurare altri livelli fondamentali per una comunità, come quelli relativi a salute, istruzione, lavoro, ambiente, relazioni interpersonali, partecipazione. Comprendendo anche gli indicatori che si riferiscono all’equità e alla sostenibilità “.
Da quanto leggo, questo giovane non ancora quarant’enne, dall’inizio del suo mandato si sta interrogando su quella parte di scelte pubbliche che possono incidere sulla sfera personale dei cittadini, dalla costruzione del Piano strategico e dalle scelte urbanistiche dell’amministrazione provinciale.
«Perché mentre resistiamo alla crisi – spiega Ricci – dobbiamo iniziare a pianificare e progettare il futuro. L’evento non sarà solo socio economico ma anche culturale. Lo scopo sarà indagare sulla felicità in tutti i sensi, in modo innovativo e sorprendente. Sociologi, poeti, artisti, giornalisti, economisti, sportivi e politici hanno già confermato la loro presenza a un appuntamento che avrà nello spettacolo di Roberto Benigni l’evento clou”.
Che soddisfazione sentirsi in sintonia con un rappresentante del popolo! Anche se una goccia nel mare, lo percepisco come un segnale di cambiamento. Peccato che i mezzi di comunicazione di larga diffusine non parlino mai di queste iniziative, ma d’altronde perché mi stupisco?
Da quanto ci è propinato, gli approcci intelligenti non fanno mai notizia. Molto meglio le ricostruzioni dei delitti irrisolti attraverso i plastici di Bruno Vespa o la manipolazione delle notizie di Radio Londra; quelli si fanno share.
Ricollegandomi a quanto scoperto mesi fa sulla stupidità umana, non posso fare a meno di stupirmi di quanto sia estesa e contemporaneamente rendermi conto della mia di stupidità che ancora mi stupisco….
Non resta che ammettere ciò che sosteneva un mio compaesano: “Tutto questo accade perché il popolo …è bue”.
Se il titolo della manifestazione mi ha incuriosito, ora dopo essermi documentata, l’aspettativa di partecipare a questa iniziativa, diventa sempre più alta e, come i bambini, conto i giorni che mi separano al 28 Maggio!
Voglio provare l’emozione di trovarmi in quell’emisfero di umanità con assetto neuroendocrino sensibile alle esperienze di vita che segue una certa etica, anche in contrasto ai media, produttori di omogeneizzazione di massa dei consumi e comportamenti o, per sintetizzare in poche parole il concetto: sentirmi un individuo in armonia con ciò che lo circonda.