giovedì 25 novembre 2010

CASUMARO CITY E LA SUA SCRITTRICE – GALEOTTO FU QUEL POST…

Alcuni giorni fa, sull’home page di Facebook, trovo uno spezzone video di uno spettacolo di Beppe Grillo, risalente agli anni ’90 con un commento di un amico: “Nonostante sia datato, è sempre attuale”.

Apro il video e subito parte la satira sagace di Beppe che commenta gli eventi di quel periodo. Parla in chiave grottesca del trattamento che il mondo politico e i media hanno riservato a studiosi e scienziati come Fleming (premio Nobel per la medicina) precursore della chemioterapia, ma tanto umile da andare a lavorare in bicicletta e Sabin (inventore del vaccino della poliomelite), morto nell’indifferenza generale. Cita il più illustre personaggio politico della seconda metà del ‘900 chiamandolo “il gobbo” e racconta di tutti i misteriosi giochi di potere che custodisce.

E’ vero, penso, satira purtroppo sempre attuale. Si tende a enfatizzare personaggi impegnati in giochi di potere e denaro e a minimizzare i doni inestimabili che persone come Fleming o Sabin hanno regalato all’umanità. Esprimo il mio apprezzamento cliccando su mi piace e prima di condividere il post, lascio un commento: “all'epoca c'era il gobbo ma forse, era meglio del nano....mamma mia come siamo scesi in basso!!”

Passa qualche ora, ricevo una notifica e una richiesta di amicizia. E’ Grazia. Ha apprezzato il mio commento e chiede di entrare nella mia rete.

Incuriosita, ma forte del consiglio della nonna “non accettare caramelle dagli sconosciuti”, ne visualizzo il profilo. E’ di Ferrara, abbiamo 7 amici in comune, quasi tutti Casumaresi, condividiamo un po’ di pagine e interessi comuni.

Accetto la richiesta di Grazia, entro nel suo spazio virtuale. Nella sua bacheca, due sono le cose che attirano la mia attenzione e che mi accomunano con lei: la prima, la ricerca d’informazione alternativa alla “stampa ufficiale”. La seconda: Grazia è una scrittrice e ha appena pubblicato un libro. Contenta di questo incontro virtuale, le mando un messaggio “piacere di conoscerti Grazia. Scopro che sei una scrittrice, a questo punto sono curiosa di leggere il tuo libro”.

Mentre invio il messaggio, l’icona notifiche s’illumina: e’ Paola M. che commenta così la mia nuova amicizia con Grazia: “Finalmente le due scrittrici di Casumaro si sono incontrate, ci tenevo vi conosceste su Facebook, ma non ho spinto, pensando di lasciar fare al destino, e…infatti….”

Fuori è una giornata uggiosa e triste, il messaggio di Paola sul mio umore ha l’effetto e il calore di un camino acceso con la legna che scoppietta, desidero farglielo sapere e rispondo:

“Grazie per avermi catalogato tra gli scrittori Casumaresi, anch'io credo che quando le cose devono accadere...semplicemente accadono. Queste piccoli eventi mi fanno pensare che la vita è bella!! “.

Passano alcune ore e Grazia risponde al mio messaggio: “Piacere mio cara! ...in effetti la strada della curiosità è quella giusta, per poi arrivare a riflettere... e io questo vorrei ottenere con il mio libro e ancora di più con gli incontri che sto organizzando. Intanto se hai voglia leggi qualcosa sul mio blog.
A presto cara, spero parleremo un po'!”

Con questo messaggio, Grazia mi consegna le chiavi per entrare nel suo blog e sul suo sito, concedendomi il privilegio di conoscerla meglio.

Grazia, si definisce una giovane donna che ha la necessità di scrivere le sue sensazioni, le sue passioni e desideri. Tuttavia anche lei come me, ha bisogno di condividere ciò che scrive, lo fa attraverso la creazione di un romanzo e l’apertura di una pagina blog.

Inizio a leggere alcuni racconti presenti sul suo sito.

” Per sempre…. o solo per stasera” è quello che più mi ha colpito. E' la storia di un incontro tra un uomo e una donna, raccontato al femminile. Per la protagonista non è importante sapere chi è l’uomo, il suo nome, dove vive, se la storia avrà un futuro oppure no. Per lei una sola cosa è importante: le sensazioni che quest’uomo le procura.

Non si chiede se lo rivedrà domani, non le interessa chi guida il gioco, a lei interessa solamente assaporare quello che prova in quel preciso momento.

E’ un’istantanea della passione, dove al posto della macchina fotografica Grazia ha usato la penna. Non un’istantanea frettolosa, scattata da un’auto in movimento con una macchina digitale, è uno scatto fatto con la reflex manuale, dove ha definito l’esposizione, la messa a fuoco e la luce giusta, affinché si possano percepire i contorni, i dettagli e il calore dell’immagine da immortalare.

Interessante anche il racconto dedicato a un amico, “Mentre Dormi”.

La voce narrante, racconta l’impeto di un uomo, lo spasimo di possesso che si scatena, così diverso dal desiderio di una donna di essere posseduta.

Pur parlando d’amore, nei suoi racconti le parole amore piuttosto che sesso non sono mai citate, ma in queste storie ho percepito il sapore e l’odore dell’amore stesso, quello profondo e vero, svestito da luoghi comuni, pudori, gelosie piuttosto che vanità.

Grazia nel suo sito oltre ai suoi brani, suggerisce anche indirizzi di altri narratori di emozioni. Uno, in particolare mi avvince . Il racconto si chiama “Sai tenere un segreto”. Una nonna che condivide il momento più triste della sua esistenza, il funerale del compagno, con la nipote di diciassette anni.
 E’ l’occasione in cui fa il bilancio della sua esistenza; nonostante il dolore del distacco, è  grata  di tutte le emozioni che il suo uomo le ha donato, soprattutto  comprende che il suo compagno, con il suo amore, le ha concesso la continuità della vita attraverso la nipote. Sarà che per casualità la nipote del racconto ha lo stesso nome della mia nipotina, Martina, sarà che ritrovo nella protagonista analogie di approccio alla vita, la storia mi commuove.

Nonostante, ahimè, i tre o quattro ormoni che ancora ho in circolo, per dirla come la Maionchi ad Xfactor, questi racconti mi hanno trasmesso emozione.

Paola M., non ha interrogato i suoi oracoli, o preparato pozioni particolari, per favorire l’incontro ma, anche se l’avesse fatto, capisco perché da brava “maghella” sperava (o forse sentiva) che io e Grazia in un qualche modo saremmo entrate in contatto.

Entrambe siamo spinte dal desiderio di fare qualcosa per noi stesse, senza tuttavia essere insoddisfatte delle nostre vite. Siamo semplicemente curiose e desiderose di metterci in gioco, togliere il freno a mano che tante volte limita tutti noi.

I percorsi, forse dati dalla differenza d’età, sono diversi. Grazia, compie un viaggio interiore, si sveste della sua crisalide e comprende che la strada dell’appagamento è saper cogliere e assaporare le sensazioni di un batter di ciglio.

Io che di viaggi interiori ne ho già fatti tanti, forse anche troppi, sento il bisogno di uscire dal mio guscio, vedere cosa mi gira intorno, stupirmi, provare meraviglia e soddisfazione anche per piccole cose come l’incontro con il mondo di Grazia.

domenica 21 novembre 2010

UNA PICCOLA FENICE SORGE DALLA CENERE

Le ricerche fatte sullo stato e la tutela del territorio in cui vivo, ammetto, mi hanno scosso e hanno scatenato il lato molto autocritico del mio carattere. Così, per alcuni giorni il giudice che alberga in me non ha fatto altro che sussurrarmi: “Perché ti stupisci di quello che hai scoperto sul web? Passi la vita a guardare senza vedere, poi hai anche l’ardire di stupirti. Tutto quello che hai trovato in rete, è sotto i tuoi occhi da anni e tu non sei riuscita a coglierne la gravità. Prepari la spazzatura, la porti nel cassonetto e pagando la tassa annuale, credi di aver assolto i tuoi compiti. Quando senti freddo alzi il termostato del riscaldamento, ma non vuoi vivere con un bombolone da 120 Km sotto i piedi!”


Poi, se non bastasse il mio spirito auto recensore a fustigarmi, trovo un commento sul racconto “Noi della Bassa”. E’ un’impiegata dell’Erg Rivara Storage che m’invita a visitare il sito ufficiale e l’Info Point a Mirandola, presso il Castello Pico, per visionare tutte le informazioni riguardanti il progetto che ormai nella mia mente si chiama il “Bombolone”.

Sono grata a questa Signora che, cogliendo il mio desiderio di approfondire l’argomento, mi ha dato indicazioni per approfondire la materia ma, già leggendo quanto è stato pubblicato sul sito ufficiale dell’Erg Rivara Storage, ho capito che questo progetto non è basato sul rispetto e il sostegno al territorio; la storia insegna che la natura, quando non si asseconda, si ribella ai danni dell’uomo e chi perde, è sempre l’uomo. Perché noi esseri umani abbiamo la memoria così corta?

Per fortuna esistono studiosi come la Bastioli, inventore della bio-plastica.

Grazie a lei da Gennaio tutte le borse di plastica per la spesa saranno bandite a favore delle buste di bio-plastica (costruite sostituendo il petrolio con cereali e biodegradabili). Il costo, per il momento, sarà superiore alla normale plastica, ma i centesimi che pagheremo in più, faranno si che non ci sia più bisogno di presidiare le discariche tipo Molino Boschetti, così questi comitati invece di organizzare cortei contro la costruzione di nuovi inceneritori, potranno dedicarsi a progetti più ludici.

Forse, non ci capiterà più di sentire il Governo della Lombardia che dichiara di non essere disposto a smaltire i rifiuti della Campania, mentre quello della Toscana sì.

La notizia contro però è che il mais (cereale principe di questa nuova tecnologia) è già aumentato di prezzo…..(maledetto denaro!!!)

Nel tentativo di sedare l’indignazione mista a senso di colpa, trascorro le serate a coltivare la mia fattoria virtuale, ora a livello 72, dotata di pala eolica (pagata 1.500.000 coins) e a gironzolare per il web.

Oltre alle pagine d’informazione “alternativa” come Net1, la Nave Corsara, Byte Liberi, piuttosto che Informazione Libera, non manco quasi mai di visitare il sito di Molino Boschetti e di seguire gli aggiornamenti sul sito Tutela Ambiente e Salute di Rivara.

Dopo l’apprezzamento di Cico al mio racconto su Molino Boschetti, mi sono iscritta alla pagina web per accedere allo spazio “piccoli commenti” e rimanere aggiornata sulle evoluzioni di questa protesta pacifica.

Mentre scorro la lista messaggi, il mouse mi scivola sulla finestra link. Il sito è collegato al portale di un paio di Comuni limitrofi (Renazzo e Area Centese), ad alcuni blog come Indezent (scritto da un gruppo di centesi) Emanuele Fallavena (che racconta l’area di Sant’Agostino) e un PC in regalo…

Un PC in Regalo? No, sicuramente è un caso di omonimia….Apro la pagina….ma è proprio il mio!!!

Con tanta soddisfazione e un pizzico d’orgoglio lascio un messaggio nel campo dedicato, ringraziando l’organizzazione Molino Boschetti per aver inserito i miei piccoli pensieri nel loro spazio.

La gratificazione che provo per questo gesto, riconcilia il mio senso d’impotenza e inadeguatezza nei confronti di questa protesta.

Tuttavia, la segnalazione più appagante la trovo aprendo il portale di Renazzo :

Casumaro. «Entro marzo 2011 dovranno essere ultimati i lavori della prima fase di messa in sicurezza della prima discarica esaurita. Se l’area risulterà inquinata, la Provincia sarà favorevole a ritirare ogni progetto sulla discarica di Molino Boschetti». Queste le rassicurazione espresse ieri sera a Casumaro dall’assessore provinciale Giorgio Bellini.
Finalmente, uno spiraglio di apertura nei confronti della volontà popolare.
L’auspicio è che nel frattempo la Provincia tuttavia continui a cercare soluzioni alternative, nonostante l’area dovesse, per buona sorte, risultare non inquinata. La gestione del “Buon Padre di Famiglia” non credo ispiri a doverla necessariamente contaminare con nuovi impianti smaltimento rifiuti.
Probabilmente, però Molino Boschetti ha già pagato un salato prezzo e passeranno alcuni decenni prima che il territorio, martire dell’incuria, sia bonificato.
La strada, ahimè, sarà ancora lunga e tutta in salita.

Leggermente rincuorata, mi sposto e cerco nuovi aggiornamenti sulle attività più recenti dei comitati Noi della Bassa contro il Bombolone, interrogando l’oracolo “Google”.
Seleziono una ricerca temporale dell’ultimo mese.
Nessun articolo sull’argomento pubblicato. Interpreto questo silenzio positivamente. La commissione VIA non ha ancora espresso il suo parere, quindi, deduco che il progetto è fermo.
Trovo il mio blog che parla d’inceneritori, gas e biomasse e alcune notizie sportive legate alla bassa modenese.

Poi scorrendo a fine pagina, vedo un articolo pubblicato da impact zero con un titolo uguale al mio…che strano. Fino ad oggi non mi era mai successo di trovare titoli uguali a quelli pubblicati da me.
Verifico l’indirizzo web : www.impactzero.biz/noi-della-bassa-–-non-solo-gas-ma-inceneritori-e- impianti-di-bio-masse/.

Nessun riferimento al mio PC in Regalo, se non il titolo del post fatto sull’argomento.
Non mi resta altro da fare che entrare.
Le prime tre righe corrispondono a quello che ho scritto io, senza riferimento alcuno all’autore. Sono esterefatta. I casi di omonimia sono frequenti, può anche capitare nella vita di trovare il proprio sosia, ma ritrovare un articolo uguale a come l’ho scritto, è veramente curioso.
Analizzo la pagina, in cerca di riferimenti che mi aiutino a capire chi sia l’autore, poi in fondo, in inglese, l’invito a leggere l’articolo completo.
Clicco e si apre il mio Blog “Un PC in Regalo”….
Ahh… sospiro di sollievo! Ero stata colta da crisi d’identità!
Ora però sono curiosa di vedere dove è approdato il mio PC in Regalo e apro la pagina “Chi Siamo”.
L’ideatore è di Torino, professionista della comunicazione che descrive così il sito:

NASCE UN NETWORK IMPORTANTE DI DOMINI CHE FARANNO DELL’INFORMAZIONE IL PROPRIO CREDO.
UN GRUPPO DI DOMINI SETTORIALI DI APPROFONDIMENTO CHE GRAZIE ALLA TECNOLOGIA METTERA’ A DISPOSIZIONE DELL’UTENTE APPROFONDIMENTI E TEMI NEI VARI SEGMENTI GESTITI..

A sensazione, mi sembra svolga una funzione simile ai network Liquida o Wikio, ma la cosa che mi colpisce è che non ho chiesto iscrizione alcuna a Impact Zero.
Proseguendo la ricerca, scopro che il sito è amministrato da WordPress, che per proseguire mi chiede di registrarmi. Eseguita la registrazione entro nel mondo Impact Zero e realizzo che la sua funzione è simile a quella di Liquida e Wikio, con la differenza che i blog che raccoglie parlano di energia pulita e denunce di svariati comitati in giro per l’Italia contro le speculazioni edilizie e gli impianti a impatto ambientale.
Che dire….ho passato la settimana a giudicare la mia superficialità nel non vedere fino in fondo cosa accade fuori dalla mia porta di casa, ma scoprire che i miei pensieri hanno fatto si che qualcuno abbia deciso di darne visibilità su un portale dal nome auto esplicativo come Impact Zero, questo mi gratifica molto e non posso esprimere altro che un sentito grazie!

domenica 14 novembre 2010

NOI DELLA BASSA – NON SOLO GAS MA INCENERITORI E IMPIANTI DI BIO-MASSE

 Spronata dal consiglio che un lettore mi ha lasciato sul blog, decido di visitare il sito ufficiale dell'impresa ideatrice del progetto “Gas a Rivara”.

Si tratta della Società ERG Rivara Storage Srl, con sede legale a Modena soggetta all’attività di direzione dell’inglese Independent Research Inc.
In questo sito ritrovo il progetto, suddiviso in fasi e valutazioni dei benefici.
Naturalmente il progetto strutturale è lo stesso che ho trovato in tutti comitati Ambientali visitati durante la precedente ricerca ma, la cosa stupefacente che mi ha colpito, è l’esposizione e la valutazione dei rischi e benefici.
L’introduzione è quasi apocalittica:
Una finestra che scorre sulle news:

Il destino del deposito di gas naturale a Rivara, in provincia di Modena, è nelle mani della commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) del ministero dell’Ambiente...continua...
A differenza degli altri progetti di stoccaggio, che prevedono la conversione di giacimenti di gas in via di esaurimento, questo progetto prevede lo stoccaggio...continua...
In considerazione della scarsità infrastrutturale in cui versa il sistema gas, è auspicabile che gli eventuali interventi di sviluppo di nuova capacità di stoccaggio contribuiscano in particolare…..


Apro la “finestra “ delle news e trovo un elenco di domande e risposte su questo controverso studio.
Le domande elencate rispecchiano tutte quelle affermazioni che hanno indotto i comitati ambientali e la commissione VIA a opporsi alla realizzazione di un sistema di stoccaggio gas nel territorio di Rivara, utilizzando la roccia come serbatoio che interessa uno spesso strato calcareo e dolomitico, molto permeabile, che si estende dal Trentino all’Istria fino alle Marche e che ospita al suo interno una falda acquifera salata profonda. La struttura calcarea è ricoperta da uno strato di 1700 metri di argille sovrapressionate completamente impermeabili.
Poi, che sotto ci sia una falda acquifera è la classica ciliegina sulla torta, una fortuna veramente insperata:
gli stoccaggi di gas in ambiente acquifero come quello di Rivara, sviluppati in tutto il mondo, hanno il grande vantaggio di avere una pressione di estrazione costante garantita dalla spinta dell’acqua che torna ad occupare le fratture lasciate libere dal gas. Questa è una caratteristica molto utile per la sicurezza del sistema energetico italiano, perché garantisce erogazioni di punta anche a fine stagione, quando gli stoccaggi in giacimenti esauriti sono quasi vuoti ed hanno quindi poca pressione di erogazione. Altro vantaggio dell’ambiente acquifero è la sua pulizia. Infatti accade molto di frequente che gas purissimo immesso negli stoccaggi sabbiosi s’impregni di sostanze inquinanti poi trascinate nella risalita con conseguente inquinamento e maggiori costi di depurazione.
Mentre proseguo nella lettura di queste esposizioni, non posso fare a meno di collegare il sistema comunicativo di questo sito con il film “thank you for smoking” di Jason Reitman. Ho il sospetto che il pubblicitario che ha ideato il sito si è ispirato al protagonista: un lobbista che si batte per la difesa del fumo e dei produttori di sigarette. Il suo motto: “ Io non nascondo la verità: la filtro”.
Se fino ad ora avevo dubbi sul significato di manipolare le informazioni, ora ho capito!
Passando alla pagina dei vantaggi, riesco a capire anche perché molte correnti politiche si sono dimostrate possibiliste sulla costruzione di questo impianto, non certo l’incremento occupazionale nel territorio:

Royalties
La Legge finanziaria 2008 dal 1º gennaio 2008, obbliga le aziende a versare una royalty pari all’1% del valore della capacità complessiva autorizzata di stoccaggio di gas naturale alle regioni dove hanno sede gli stoccaggi a titolo di contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio.

ERG Rivara Storage pagherà quindi una quota di circa un milione di euro all’anno, per i prossimi 40 anni, alla Regione Emilia Romagna che provvederà a suddividerli tra i Comuni che ospiteranno il deposito. Gli importi verranno così articolati: il 60% sul totale a San Felice sul Panaro perché è il comune nel quale hanno sede gli stabilimenti, il restante 40% suddiviso tra i comuni di Mirandola, Finale Emilia, Camposanto e Medolla, in misura proporzionale per il 50 per cento all'estensione del confine e per il 50 per cento alla popolazione.
ERS occuperà per la gestione dello stoccaggio circa 30 dipendenti diretti che avranno sede a Rivara. Lo stoccaggio genererà poi, per le attività legate a manutenzione, servizi di sorveglianza, guardiania, etc., un indotto di 45 persone assunte dalle aziende locali che si aggiudicheranno le diverse forniture.

Ehh… behh…. 40 miliardi di Euro sul piatto, sono appetitosi, se questa società afferma che una bombola del gas da 120 km sotto i piedi non è pericolosa, in fondo ci si può anche credere…

Mentre, amareggiata e sdegnata chiudo le pagine web sull’argomento, mi imbatto in una lettera che il Sindaco di Finale scrisse nel 2008 a Beppe Grillo.
E’ lo sfogo di un cittadino arrabbiato contro chi deturpa e svilisce il suo territorio a favore delle speculazioni e del business.
Racconta della sua terra:
La Bassa Modenese, ovvero l’altra metà del territorio della provincia di Modena. Qui è arcinoto c’è una fetta del fior fiore della nostra agricoltura. Qui tutto è Doc, Igp, bio… E qui era fino a un mese fa l’Uomo del Monte – se lo ricorda? – sì quello che ‘dice sì’. Succhi di frutta, conserve prodotti a San Felice sul Panaro e venduti in tutto – dico in tutto – il mondo. Una mail da Miami e…. un mese fa chi la controlla ha deciso la chiusura. Occupava fino a 600 lavoratori anni fa.
Oggi è una grande area che cerca acquirenti. In cinque anni il fior fiore dell’agroalimentare qui, nella Bassa – tra Mirandola-San Felice-Finale Emilia (sono sindaco di quest’ultimo Comune), ha visto chiudere stabilimenti di Covalpa, Mon Jardin, Conserve Italia, Corte Buona… e un anno fa pure il grande zuccherificio perché l’Italia ha detto sì alla ristrutturazione del settore saccarifero. Oltre 2mila occupati a spasso.
Di più: quello che per i Ds (ormai rimasti soli a sostenere il progetto dopo la sollevazione in tutto il comprensorio) è stato ribadito è ‘investire nel comprensorio’ e che per il sottoscritto, i Comitati (a cui va dato il merito di aver sollevato lo scandalo) e la stampa è solo una grande speculazione che farà di questo territorio cuore dell’agroalimentare italiano il ‘Polo della pattumiera’, prevede anche ad appena 1 chilometro di distanza nel sito dell’ex zuccherificio di Massa Finalese (e qui siamo nel mio territorio di competenza) un inceneritore (!): a volerlo Italia Zuccheri che aveva l’impianto saccarifero e che dall’Ue per bonificare l’area si prenderà circa 35milioni di euro. La stessa Italia Zuccheri che ha già detto di esser pronta a realizzare un inceneritore con un partner locale… (Aiamg, altra multiutility modenese e questa volta con sede proprio a Mirandola). Attenzione perché dietro l’inceneritore sorgerebbe a poca distanza un impianto per le bio-masse e sempre nel mio territorio e a non più di 3 chilometri in linea d’aria dal maxi deposito del gas di Rivara, pure una maxidiscarica.
Sono migliaia le firme raccolte dai cittadini, i teatri sono stati strariempiti come mai era accaduto nel modenese e in Emilia, ci sono state omelie a Natale nelle chiese, i giornali ne parlano un giorno sì e un giorno sì e hanno a cuore il disastro che si vorrebbe realizzare… e tutti insieme senza distinzione di ideologie, tessere di partito, stiamo lavorando per sbarrare la strada al maxi deposito del gas e poi all’inceneritore (ne esiste già uno enorme a Modena).
Chicca finale: il nostro territorio è giudicato zona sismica di 3 grado, anni fa per un mese tutti i giorni la terra qui tremava, e la concessione usata dall’Independent è l’unica lasciata libera dall’Eni e altri gruppi che avevano fatto studi in passato perché non ritenuta sicura e produttiva.

Se penso che mi sono sempre ritenuta fortunata a vivere in piccoli paesi di campagna dove, quando esci da casa i vicini ti salutano, ti controllano casa e ti annaffiano le piante quando sei fuori, vai al supermercato un po’ tutti ti conoscono, il traffico è sostenibile, puoi fare lunghe passeggiate in campagna in compagnia dei tuoi cani, di notte non sei costretto a dormire con i tappi alle orecchie per contrastare i rumori del traffico e delle sirene, la frutta la compri ancora dal contadino, credi di vivere in un area più salubre delle grosse città, ora, grazie a questo PC realizzo che tutto questo è solo una favola che mi sono costruita. In realtà corro il rischio di vivere una grossa pattumiera sopra un’enorme bombola del gas!
Grazie allo sfogo del sindaco giungo anche ad un’altra conclusione: i tanti capannoni chiusi che si trovano nella nostra zona, non sono il frutto di un calo di domanda del mercato. Sono il frutto di una scellerata politica industriale!!!
I succhi di frutta, le conserve, le marmellate, la frutta sciroppata e lo zucchero si vendono ancora, solamente si è lasciato che queste attività si continuino altrove!
Ci hanno propinato che queste sono le regole della globalizzazione e che ne avremmo tratto solo vantaggi.
In realtà, penso siano solo dei bugiardi lobbisti che “non nascondono la verità ma la filtrano”.
Trasferiscono le unità produttive in Paesi che probabilmente per il disturbo offrono sovvenzioni succulente, poi ci accusano di essere un popolo improduttivo che vive al di sopra delle proprie possibilità, non affermano che con questa politica industriale siamo ahi noi destinati a diventare un paese di disoccupati! Non riusciremo nemmeno a tornare a lavorare la terra perché la rubano per fare le maxi pattumiere….
Hanno dimenticato quella frase che si trova in molti libri di diritto “La diligenza del buon padre di famiglia”.
Non credo che barattare milioni di posti di lavoro fondati sulle risorse del territorio, come produrre succhi di frutta, piuttosto che zucchero, con discariche inceneritori e ancora impianti di stoccaggio gas risponda ai requisiti di una “Gestione da buon padre di famiglia”.
Mentre faccio queste considerazioni, mi collego al sito ufficiale del Comune di Finale Emilia e scorro l’elenco delle news della mia amministrazione:

27/10/2010
AVVISO DI DEPOSITO.D.lgs 387/2003 – Procedura Unica per impianto produzione energia elettrica dalla gassificazione delle biomasse da realizzare in Via Ceresa - Sorgenia Bioenergy Spa. 30 Giorni di tempo per presentare alle autorità competenti eventuali osservazioni
Mi sento come Benigni e Troisi nel film “non ci resta che piangere” quando incontrano Savonarola : “Ricordati che devi morire!!” e anch’io rispondo “Mò me lo segno” ma aggiungo anche: “Caro Savonarola ricorda che anche tu devi morire!”
L’indignazione è troppo alta anche per andare a dormire! Non mi resta che andare a fare il raccolto nella fattoria Zynga…..

domenica 7 novembre 2010

NOI DELLA BASSA

Aprendo l’home page di facebook, scorgo di essere stata invitata a partecipare a un gruppo: NOI DELLA BASSA.
Finalmente trovo anche qualche gruppo dell’area dove risiedo, andiamo a vedere, mi dico.
L’immagine del profilo di questa pagina è un cartello giallo e verde che da anni invade non solo le strade del mio paese, ma anche di quelli limitrofi “NO GAS A RIVARA”.
Il gruppo “Noi della Bassa” s’identifica come segue:

“gruppo di noi della bassa modenese ,magari riusciamo a fare un gruppo con finale Emilia, Massa Finalese e comuni limitrofi? Sarebbe davvero stupendo, invitate tutti gli amici della bassa e discutiamo dei vari problemi”

Ho l’impressione che questo gruppo sia di recente costituzione, i post degli iscritti risalgono massimo a Luglio scorso.
Non ci sono foto, video o discussioni, ma gli iscritti sono un centinaio.
Alcuni dei post inseriti riguardano eventi locali: presentazione del nuovo corso per volontari alla croce rossa, musica rock dal vivo nella bassa, altri invece sono riferiti a una discussione sull’immagine da apporre alla pagina Facebook.
La ricerca è basata su un’immagine che accomuni gli interessi dei Paesi della zona.
La scelta fatta a favore del cartello “No Gas a Rivara” senza dubbio è un progetto locale che pende sulla testa da anni di tutti i comuni del comprensorio, come una spada di Damocle.
Come successo per la nuova discarica di Molino Boschetti, anche questo progetto è stato ideato senza il coinvolgimento dei cittadini.
Come credo che accada a tutte le opere impopolari, anche in questo caso la scoperta è stata casuale, ma persone di buona volontà hanno pensato di divulgare la notizia attraverso comunicati stampa, assemblee e manifestazioni.
Nel corso di questi ultimi anni mi è capitato spesso di assistere a discussioni contrastanti: opinioni decisamente sfavorevoli contro pareri se non favorevoli comunque possibilisti volti a giustificare il progetto necessario a causa della forte domanda di energia e di accettarne conseguentemente gli effetti.
Una sorta di accettazione di rischio calcolato, mescolato a un sottile ricatto: “Se non rinunciamo alle nostre case riscaldate, dobbiamo anche pensare che il gas necessita essere stoccato, d’altronde la tecnologia di cui oggi si dispone, consente di mettere in sicurezza sistemi che ieri erano considerati pericolosi”.
Mentre osservo il cartello “NO GAS A RIVARA”, con tristezza capisco che nonostante vivo a un paio di kilometri da questa frazione, fino ad oggi ho solo ascoltato le conclusioni altrui, senza in realtà avere una mia precisa opinione.

Cara Marisa, mi dico, è ora che cominci a cercartele da sola le informazioni se vuoi farti un’opinione personale di ciò che t’interessa e anche, come in questo caso, ti riguarda!
Google alla domanda No Gas Rivara, mi propone un numero spropositato di risultati: articoli di quotidiani, siti web, compreso quello di Beppe Grillo, video di manifestazioni pacifiche contro il progetto.
Gli articoli dei quotidiani mi sono noti, come mi sono note le manifestazioni spontanee della popolazione, quello che non so, o meglio, non ho capito, è come s’intende costruire questa centrale di stoccaggio gas e quali sono i rischi.
Decido così di selezionare le notizie più vecchie e chiedo a Google di farmi uno storico sull’argomento.
In 0,3 secondi il “mitico oracolo" mi propone tutti gli articoli, blog e siti web sull’argomento archiviati rigorosamente per “sequenza temporale”.
Che mito questo strumento, penso mentre inizio a scorrere le informazioni suddivise per anno.
Le notizie più vecchie sull’argomento risalgono al 2006.
E’ un blog denominato “Comitato Ambiente e salute –Rivara”. Il primo post è un invito a partecipare a un’assemblea pubblica durante la quale saranno commentate da esperti del settore, tutte le informazioni raccolte sul progetto di stoccaggio con annessa centrale elettrica approntato dalla Multinazionale Inglese Independent Resources.

Poi, un articolo del Resto del Carlino del 27 Settembre 2007:

Gli abitanti di Rivara, nel Comune di San Felice sul Panaro, possono dormire sogni tranquilli: il deposito sotterraneo per lo stoccaggio di gas naturale non si farà. Lo conferma l'assessore regionale alle Attività produttive e sviluppo economico, Duccio Campagnoli.. Il progetto ha infatti ricevuto "parere negativo della regione Emilia-Romagna, che non ha giudicato quel sito idoneo all'installazione del deposito", spiega l'assessore. Al parere negativo della Regione si somma quello della valutazione d'impatto ambientale del Ministero dell'ambiente, che dà conferma definitiva dello stralcio del progetto a Rivara.”

Il 14 Dicembre 2007 il blog Ambiente e salute di Rivara scrive:

la società inglese I.G.M. Srl (Independent Gas Management) è intenzionata a sperimentare nell’abitato di Rivara con gravi ripercussioni, sia nel sottosuolo per la sismicità che in superficie per l’inquinamento della centrale, nei comuni di San Felice, Finale, Camposanto, Medolla, Mirandola e Crevalcore.
Ad un anno di distanza, ci corre l’obbligo di segnalarvi che, al contrario di quanto si possa pensare e/o sperare, il progetto di stoccaggio non è ancora stato accantonato.
E’ notizia di questi giorni infatti, che la società I.G.M., che nello stoccaggio di Rivara ha investito milioni di euro, ha di recente dichiarato pubblicamente di essere pronta a riaprire l’iter autorizzativo ed a “fornire le garanzie richieste dai cittadini”.
E ne è effettivamente in diritto visto che, il parere interlocutorio negativo emesso dalla Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale ha solamente sospeso le procedure di valutazione per dare modo all’I.G.M. di integrare la documentazione a suo tempo presentata.
Per questo motivo riteniamo doveroso invitarvi a non abbassare la guardia ed a continuare ad appoggiare le nostre iniziative come avete fatto finora, perché la strada è ancora lunga.”

Con il senno di poi, mai profezia come quella fatta dal comitato di Rivara fu tanto azzeccata.

L’anno 2008 è segnato da innumerevoli articoli di giornale, dove si scontrano le oppose fazioni dei si e dei no ai quali si affiancano come sempre i partiti politici:

“Modena, 16 giugno 2008. La 'battaglia del gas' nella Bassa modenese è tornata a esplodere in tutta la sua forza. La vicenda del maxideposito di gas di Rivara, che la società Independent vuole realizzare, sembrava essersi definitivamente chiusa con il ‘parere interlocutorio negativo’ espresso dalla Commissione di Via (Verifica impatto ambientale) governativa nel luglio 2007 e il fronte compatto dei ‘no’, di cittadini, politici modenesi e regionali di centro destra e centro sinistra, parevano aver chiuso l’avversata vicenda della costruzione di un maxideposito di gas metano a Rivara di San Felice.
La Via e il parere negativo degli ex ministri all’ambiente e allo sviluppo economico, Pecoraro Scanio e Bersani, avevano inaugurato nel migliore dei modi la partenza per le vacanze estive degli 84mila residenti dei nove Comuni della Bassa modenese.
Oggi, invece, a distanza di quasi un anno, il caso riesplode per mano del senatore e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Giovanardi, parlando a nome del governo, ha di fatto riaperto i giochi. “Il governo - ha dichiarato - ritiene di fondamentale importanza la questione energetica, che rischia di mettere in ginocchio l’economia del Paese con gravissime conseguenze sull’occupazione e la qualità della vita dei cittadini. L’idea di uno stoccaggio gas per avere riserve strategiche, in caso di necessità, è senz’altro positivo”.
Il progetto di Independent, presentato al governo nel 2002, e autorizzato nel 2005 dal governo Berlusconi, prevede appunto lo stoccaggio di 3 miliardi e 200 milioni di metri cubi di gas da stoccare in una area considerata altamente strategica a livello europeo dall’IGM, di 120 chilometri quadri. Intanto l’Independent, che ha da poco siglato un accordo con Erg, ha già fatto sapere che è al lavoro per presentare un nuovo progetto.”

Ammetto che anche leggendo lo storico di questa vicenda, non riesco ancora a capire quali siano le motivazioni di quelle forze politiche (in primis il senatore Giovanardi) che sostengono il progetto di stoccaggio gas. Nelle loro interviste non fanno altro che affermare che il no è pregiudiziale e ideologico, esiste un’emergenza energetica e dobbiamo essere in grado di dare una risposta.
Riassumendo, gli organi ambientali e la regione hanno bocciato il progetto per inidoneità del territorio, ma la Società Inglese, titolare del progetto, avendo già investito parecchi milioni, pur di portarlo a termine è disposta a rivederlo. D’altronde se valutiamo la vicenda da uno stretto profilo commerciale, anche gli inglesi hanno le loro ragioni: nel 2002 hanno presentato un progetto e il ns. governo l’ha accettato nel 2005. Mica è colpa della multinazionale Inglese se i nostri rappresentanti, presi come sempre da delirio di onnipotenza, non hanno interpellato gli interessati. In un qualche modo devono pur rientrare delle spese già sostenute e l’unica possibilità è rivedere l’impianto ideato, ma il punto fermo è che comunque deve essere realizzato.
Non mi resta che cercare il progetto di questo faraonico impianto di stoccaggio per forse capire ancora meglio.

Lo trovo nel comitato tutela ambiente e salute:

“IL PROGETTO
Il Ministero ha dato le concessioni nel 2004, i comuni interessati lo hanno saputo a marzo 2006 e solo a Novembre la popolazione ha scoperto che avranno stivati sotto le loro case 3,2 miliardi di metri cubi di gas in un’area di circa 120 km quadrati. La società inglese Independent Resources PLC intende realizzare nel sottosuolo a Nord della provincia di Modena uno stoccaggio di gas metano di 3,2 miliardi di metri cubi, pompato con turbine giganti in una cavità sotterranea naturale (cioè nella roccia) contenente acqua, alla profondità di circa 2.000 metri. Lo stoccaggio non sarà di proprietà dello Stato, bensì della stessa Indipendent Resources PLC che comprerebbe il gas dalla francese Gaz de France, stoccandolo in estate (quando il prezzo e' basso) per poi riestrarlo per la vendita in inverno (a prezzi elevati)”.

Riconosco che in tema di grossi impianti e di geologia sono una perfetta incompetente, ma pensare che fra qualche anno potrò correre il rischio di camminare, mangiare e dormire sopra un enorme bombola del gas mi fa accapponare la pelle. Vado poi in tachicardia se malauguratamente, per una scossa di terremoto o per un semplice assestamento geologico, il contenitore naturale di roccia subisse delle incrinature o crepe facendo fuoriuscire il gas per spandersi nel bacino d’acqua sottostante….un bel giorno premendo lo sciacquone del water con la sigaretta in mano, mi esplode la casa e la sottoscritta passa a miglior vita, oppure mi esplode la pentola delle patate che ho messo a bollire perché intrise del gas che hanno assorbito dalla terra.
E di tutto quel fumo che sputerebbero le ciminiere che vedo nel plastico?
Qual è l’impatto sull’aria che andremo a respirare? Nella migliore delle ipotesi diventeremmo una popolazione sonnolenta e intossicata nel raggio di centinaia di kilometri.
La nota di colore in tutta questa storia, che comunque aggiunge tristezza e sconforto, è che il Senatore Giovanardi è nato a Modena, ma sicuramente non ha portato con sé nel suo girovagare i colori, i profumi e soprattutto i valori della sua terra, il potere l’ha completamente sradicato dalle sue origini; quel che peggio non ha rispetto alcuno per chi probabilmente l’ha sostenuto nella scalata al suo misero potere di  uomo politico.
Caro Senatore, ha mai pensato a cosa direbbero i suoi avi se vedessero come tratta il territorio, la terra che nutre lei e le sue generazioni?