martedì 28 giugno 2011

C’ERA UNA VOLTA L’ARTISTA DI STRADA


Nel mio navigare solitario, m’imbatto in una lunga serie di articoli inerenti al Flash mob.

Accipicchia! Ho trovato una parola “nuova” penso mentre mi accingo ad aprire alcuni trafiletti per cercare di capire di cosa si tratta.
Tutti i brani che seleziono commentano spettacoli che si sono svolti nelle piazze in giro per il mondo. Tuttavia non riesco a comprendere il perché questo genere di spettacolo sia denominato Flash mob.
In inglese flash significa rapido e mob folla. Sembrerebbero riunioni veloci e/o improvvise. In effetti, gli articoli che seleziono parlano di esibizioni musicali o teatrali svolte nelle strade. Nonostante ciò, la particolarità di questo tipo di manifestazioni ancora mi sfugge. Se si trattasse semplicemente di spettacoli di piazza, sarebbero delle rassegne di artisti da strada. Se chiedessi a Wikipedia? Chissà se mi sa dare una risposta.
Seleziono la barra di controllo è inserisco il quesito; meno di un paio di secondi e trovo la corretta spiegazione. Che mito questa biblioteca web (mi devo ricordare di firmare la petizione affinché diventi patrimonio dell’umanità):
Flash mob (dall'inglese flash: rapido, improvviso, e mob: folla) è un termine coniato nel 2003 per indicare una riunione, che si dissolve nel giro di poco tempo, di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, con la finalità comune di mettere in pratica un'azione insolita. Generalmente la finalità dei flash mob è d’intrattenimento o spettacolo; il termine non è usato per eventi e performance organizzate a fini politici, commerciali, di lucro o di protesta. Tuttavia, in alcuni casi la tecnica del flash mob è stata utilizzata per motivazioni pubblicitarie o politiche, ad esempio per organizzare una protesta lampo come nel caso di Firenze in cui si è svolta una lettura collettiva, contro la legge 133, del nono articolo della Costituzione, oppure il caso di Ceccano, dove è stato creato un cordone umano attorno ai binari del treno e ricreata una simulazione di allarme atomico per promuovere la campagna in favore dei Referendum abrogativi del 2011 in Italia
Chissà se nella sfera di cristallo Youtube trovo qualche esempio di manifestazione di questo genere….. Una strofinata alla barra strumenti e come per incanto il PC mi propone ben 26.800 filmati! Beh non li guarderò tutti, mi dico, iniziando ad aprire quelli musicali.
Molti sono tributi a Michael Jackson fatti nelle città più famose del globo in occasione dell’anniversario della sua morte. Le riprese sono tutte amatoriali, da telefonino o massimo da telecamera “turistica”. La prima inquadratura in tutti i video selezionati ritrae una piazza o un centro commerciale pieni di gente di passaggio. Dopo qualche secondo alcune persone si staccano dalla folla, parte la musica e i passanti iniziano a guardarsi intorno stupiti. Le prime persone che si sono staccate dalla folla iniziano a ballare, a loro se ne uniscono altre, fino a formare dei veri e propri eserciti che si muovono tutti quanti perfettamente sincronizzati. Di tutti i video selezionati, noto che i ballerini sono bravissimi e i passanti restano letteralmente a bocca aperta dallo stupore e la meraviglia è genuina. Sono indicesi se godersi lo spettacolo e basta oppure chiedersi cosa stia succedendo. Finito il brano musicale, i ballerini si disperdono tra la folla attonita e la piazza, dopo una veloce carrellata sui volti di un pubblico un po’ disorientato, ritorna alla normalità.


Uno, tra i video selezionati, però è diverso dagli altri. E’ stato girato a Roma in Piazza di Spagna.
La solita moltitudine di persone, chi passeggia, chi seduto sulle gradinate. Alcuni ragazzi si staccano dalla folla, parte un brano di Michael Jackson, tre passi di danza e gli altri ballerini si avvicinano per iniziare lo spettacolo ma nel frattempo arrivano anche i vigili urbani. Spengono l’impianto sonoro e impediscono l’esibizione perché non autorizzata.
A nulla valgono le proteste dei presenti tentando di evidenziare che questo genere di manifestazioni non solo e tollerato ma è addirittura apprezzato in tutto il mondo. I vigili imperterriti sostengono che in mancanza di autorizzazione l’esibizione è vietata, così il corpo di ballo frustrato se ne va in giro per le vie limitrofe ballando….purtroppo senza musica.
Comincio a capire la particolarità di questi eventi. A parte la bravura degli attori o ballerini, il vero protagonista di questo spettacolo è l’effetto sorpresa! Ritornando al mancato evento di Roma non posso fare a meno di chiedermi: che flash mob sarebbe se per esibirsi questi ragazzi dovessero chiedere le autorizzazioni comunali. In fondo, prima dell’avvento dell’ipod la musica all’aperto si ascoltava attraverso la radio o il mangianastri, senza cuffie. Mi è capitato spesso da ragazza di ascoltare musica per strada e anche di ballare in compagnia ma mai nessuno mi ha chiesto l’autorizzazione comunale...
Certo che ballare o recitare in sincrono però non è gioco da ragazzi, e non può neanche essere un’improvvisazione. Chissà dove si trovano queste centinaia di ballerini o attori, come fanno a fare le prove, mi chiedo. Dagli effetti che producono, non può essere uno spettacolo improvvisato. Non potrebbero essere così armonizzati tra loro se non seguissero una coreografia ben costruita.
Decido di ritornare a chiedere aiuto a Wikipedia che prontamente mi risponde:
Il raduno viene generalmente organizzato via internet (email, social networks) o telefonia cellulare. Le regole dell'azione possono essere illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che questa abbia luogo o possono essere diffuse con un anticipo tale da consentire ai partecipanti di prepararsi adeguatamente..
Ahh sempre la rete. Non si finisce un viaggio che a ben guardare se ne apre un altro e, se vale la regola della mia saggia nonna, non si finisce mai d’imparare o semplicemente di stupirsi. Solitamente, chi vuole promuovere uno spettacolo, teatrale o musicale che sia, segue modelli abbastanza consolidati, la pubblicità attraverso giornali, radio, televisione, locandine o, in funzione della disponibilità economica anche solo attraverso il passaparola.
La rete non solo offre l’opportunità di allargare a dismisura il passaparola ma supera ed elimina i media. Offre addirittura l’opportunità agli artisti di provare uno spettacolo a distanza!
Sono forse finiti i tempi in cui chi si voleva cimentare artisticamente doveva trovare il locale adatto, fare le prove di gruppo un paio di volte a settimana e dopo un paio di mesi debuttare nell’esibizione? Tutto questo ora si fa in rete o via telefono?

Senza dubbio questi mezzi accorciano le distanze tra le persone ma le discussioni, i confronti, i suggerimenti che fine fanno? D’accordo in rete o al telefono, ci si parla, si scrive, ci si può addirittura vedere, ma ognuno di noi di fronte cos’ha? Un monitor! Come si fa a cogliere un’espressione, un intercalare nella discussione attraverso uno schermo che solitamente manda le immagini in ritardo e appiattisce la voce? Come si può raggiungere il secondo livello di felicità citato da Aristotele: lavorare in armonia con gli altri e chiudere magari la serata al pub o in pizzeria? No, questo la tecnologia non lo può fare. Anzi, ho la sensazione che l’individualismo che si respira in questi ultimi decenni sia dovuto anche grazie anche queste tecnologie .
E’ più gratificante passare una serata davanti ad un monitor con un amico o fissare un appuntamento in un pub, fare una passeggiata, incontrare persone fisiche, raccontarsi barzellette e poi andare a dormire?

martedì 7 giugno 2011

SPECCHI PER ALLODOLE?

Aprendo la pagina Facebook trovo il seguente post di Net1News: La Cina sospende la pena di morte.

Le prime righe del trafiletto citano: La Corte Suprema cinese ha dichiarato una moratoria di due anni alla pena di morte. Vuol dire che nessuno sarà giustiziato nei prossimi 24 mesi.
Istintivamente, in segno di apprezzamento, seleziono l’opzione “mi piace” e “condivido”.
Oh finalmente il vento sta cambiando.
Mentre apro l’articolo, non posso fare a meno di pensare che, come sempre accade negli ultimi anni, a questo genere di notizie non è dato risalto.
Anche l’autore del pezzo di Net1News fa la mia stessa considerazione. Prima di esporre i fatti non manca di puntualizzare che, seppur sia una notizia dalla portata storica, nessun media ne ha dato risalto. Come unico servizio cita quello di “Repubblica” a pagina 19.
Decido di documentarmi in merito.
Scopro così che già alla fine del 1979 Amnesty International pubblicava un rapporto, ampio e circostanziato sui diritti umani in Cina e le relative violazioni, sulla situazione nelle carceri, la deportazione, i lavori forzati, per non parlare dei massacri in Tibet.
Dopo decenni di pressioni da parte di tutti i governi occidentali, nel 2004 il Governo Cinese modifica la costituzione.
In essa include garanzie sulla proprietà privata ("la proprietà privata conseguita legalmente dai cittadini non può essere violata") e dei diritti umani ("lo Stato rispetta e protegge i diritti umani"). Il governo Cinese sostiene tale scelta come progresso per la democrazia e come segnale di riconoscimento delle esigenze di cambiamento da parte del Partito comunista. Esigenze dovute all'emergere di una nuova classe agiata e di un ceto medio, che reclamano una tutela della proprietà, in conseguenza del boom economico cinese.
Da quanto ho potuto appurare, in seguito tuttavia non c'è stata alcuna chiara indicazione che i cambiamenti conducessero a una maggior protezione dei cittadini cinesi, né in termini di diritti umani né di diritti economici di proprietà. La popolazione cinese continua a venire arrestata per il tentativo di contrastare le decisioni del governo (siano esse legali o no). La censura dei mezzi di comunicazione è ancora in piedi; è dello scorso anno la notizia che Google ha deciso di lasciare il Paese pur di non sottostare a limitazioni di censura.
In merito poi ai diritti umani ho trovato un rapporto di Amnesty International di Luglio 2010 che denuncia la persecuzione da parte del governo Cinese nei confronti di tre ambientalisti Tibetani.
La storia riportata, se non l’avessi trovata nel sito di Amnesty sembrerebbe inverosimile:
“Karma Samdrup, nominato "filantropo dell'anno" nel 2006 dalla televisione di stato cinese Cctv per il suo impegno nella salvaguardia dei fiumi, è stato condannato la scorsa a 15 anni di prigione con l'accusa di "incitamento al furto di reliquie culturali" dai cimiteri, accusa che era stata fatta cadere nel 1998.

Karma Samdrup era stato arrestato a gennaio, per aver sollecitato il rilascio dei suoi due fratelli, Rinchen Samdrup e Chime Namgyal , a loro volta arrestati nell'agosto 2009 dopo che la loro Organizzazione non governativa contro il bracconaggio e la deforestazione era stata minacciata per aver scoperto che degli ufficiali corrotti cacciavano illegalmente delle specie protette.
Rinchen Samdrup è stato condannato a cinque anni, a seguito di un processo sbrigativo per "incitamento alla separazione" e dopo essere stato detenuto senza processo per almeno un anno.
I processi sono risultati enormemente iniqui. Agli avvocati è stato ripetutamente negato l'accesso ai loro clienti e agli atti processuali.

Il terzo fratello, Chime Namgyal, sta scontando 21 mesi di "rieducazione attraverso il lavoro" impostigli senza processo, in base alle accuse di "danno alla stabilità sociale" per aver raccolto illegalmente informazioni sull'ambiente e la religione, e aver organizzato "petizioni irregolari'.


Ulteriori parenti dei tre fratelli e persino abitanti del loro villaggio sono stati presi di mira dalle autorità.”


Se inizialmente avevo accolto la notizia di sospensione temporanea della pena capitale come un segnale sincero di apertura, ora non ne sono più tanto convinta, ho quasi la sensazione che sia uno “specchio per le allodole” o una sorta di “spot pubblicitario” in favore del mondo occidentale.
Molte cose non mi sono chiare. Dalle notizie trovate qua è là non c’è stato capo di Stato Europeo e Statunitense che non abbia perorato e auspicato che la Cina cambiasse le proprie convinzioni politiche in materia di libertà e diritti umani.
Nonostante ciò, tutti quanti stanno “amoreggiando” con il potere economico di quella che sta diventando una superpotenza.
Se a oggi la Cina non è entrata a far parte dei paesi “occidentalizzati”, quelli che possono influire sulle decisioni mondiali, è proprio per quest’ assenza di diritti.
Questa manovra potrebbe far pensare che se questo tabù è caduto, probabilmente non c’è ragione di tenere la Cina lontana dall'invasione dei mercati. Quali motivazioni potrebbero avere oggi i paesi “Occidentalizzati” per limitare i rapporti commerciali, i contratti miliardari, la scalata alle borse, l'assalto all'economia? Ora stanno dimostrando di voler essere ragionevoli.
Come mai allora nessun risalto a questa notizia?
La sospensione della pena di morte però è a scadenza come le medicine: 24 mesi.
Non sarà che se si dovesse dare risalto alla notizia l’occidente poi si dovrebbe impegnare che essa sia mantenuta e perpetrata nel tempo, causando conflitto con i rapporti economici che si stanno intraprendendo?
Sicuramente il senso di raggiro che percepisco è solo una mia personale interpretazione, mi piacerebbe essere certa che è un vero segnale di sintonia, apertura e rispetto.
Tuttavia, questa notizia mi suggerisce una metafora: La Cina dimostra apertura e rispetto per i diritti umani come chi chiede scusa per il male volutamente procurato e che se in grado continuerà a fare; mentre il silenzio dell’occidente, la solita situazione di comodo per tenere le “capre e i cavoli”.