Nel mio navigare solitario, m’imbatto in una lunga serie di articoli inerenti al Flash mob.Accipicchia! Ho trovato una parola “nuova” penso mentre mi accingo ad aprire alcuni trafiletti per cercare di capire di cosa si tratta.
Tutti i brani che seleziono commentano spettacoli che si sono svolti nelle piazze in giro per il mondo. Tuttavia non riesco a comprendere il perché questo genere di spettacolo sia denominato Flash mob.
In inglese flash significa rapido e mob folla. Sembrerebbero riunioni veloci e/o improvvise. In effetti, gli articoli che seleziono parlano di esibizioni musicali o teatrali svolte nelle strade. Nonostante ciò, la particolarità di questo tipo di manifestazioni ancora mi sfugge. Se si trattasse semplicemente di spettacoli di piazza, sarebbero delle rassegne di artisti da strada. Se chiedessi a Wikipedia? Chissà se mi sa dare una risposta.
Seleziono la barra di controllo è inserisco il quesito; meno di un paio di secondi e trovo la corretta spiegazione. Che mito questa biblioteca web (mi devo ricordare di firmare la petizione affinché diventi patrimonio dell’umanità):
Flash mob (dall'inglese flash: rapido, improvviso, e mob: folla) è un termine coniato nel 2003 per indicare una riunione, che si dissolve nel giro di poco tempo, di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, con la finalità comune di mettere in pratica un'azione insolita. Generalmente la finalità dei flash mob è d’intrattenimento o spettacolo; il termine non è usato per eventi e performance organizzate a fini politici, commerciali, di lucro o di protesta. Tuttavia, in alcuni casi la tecnica del flash mob è stata utilizzata per motivazioni pubblicitarie o politiche, ad esempio per organizzare una protesta lampo come nel caso di Firenze in cui si è svolta una lettura collettiva, contro la legge 133, del nono articolo della Costituzione, oppure il caso di Ceccano, dove è stato creato un cordone umano attorno ai binari del treno e ricreata una simulazione di allarme atomico per promuovere la campagna in favore dei Referendum abrogativi del 2011 in Italia
Chissà se nella sfera di cristallo Youtube trovo qualche esempio di manifestazione di questo genere….. Una strofinata alla barra strumenti e come per incanto il PC mi propone ben 26.800 filmati! Beh non li guarderò tutti, mi dico, iniziando ad aprire quelli musicali.
Molti sono tributi a Michael Jackson fatti nelle città più famose del globo in occasione dell’anniversario della sua morte. Le riprese sono tutte amatoriali, da telefonino o massimo da telecamera “turistica”. La prima inquadratura in tutti i video selezionati ritrae una piazza o un centro commerciale pieni di gente di passaggio. Dopo qualche secondo alcune persone si staccano dalla folla, parte la musica e i passanti iniziano a guardarsi intorno stupiti. Le prime persone che si sono staccate dalla folla iniziano a ballare, a loro se ne uniscono altre, fino a formare dei veri e propri eserciti che si muovono tutti quanti perfettamente sincronizzati. Di tutti i video selezionati, noto che i ballerini sono bravissimi e i passanti restano letteralmente a bocca aperta dallo stupore e la meraviglia è genuina. Sono indicesi se godersi lo spettacolo e basta oppure chiedersi cosa stia succedendo. Finito il brano musicale, i ballerini si disperdono tra la folla attonita e la piazza, dopo una veloce carrellata sui volti di un pubblico un po’ disorientato, ritorna alla normalità.
Uno, tra i video selezionati, però è diverso dagli altri. E’ stato girato a Roma in Piazza di Spagna.
La solita moltitudine di persone, chi passeggia, chi seduto sulle gradinate. Alcuni ragazzi si staccano dalla folla, parte un brano di Michael Jackson, tre passi di danza e gli altri ballerini si avvicinano per iniziare lo spettacolo ma nel frattempo arrivano anche i vigili urbani. Spengono l’impianto sonoro e impediscono l’esibizione perché non autorizzata.
A nulla valgono le proteste dei presenti tentando di evidenziare che questo genere di manifestazioni non solo e tollerato ma è addirittura apprezzato in tutto il mondo. I vigili imperterriti sostengono che in mancanza di autorizzazione l’esibizione è vietata, così il corpo di ballo frustrato se ne va in giro per le vie limitrofe ballando….purtroppo senza musica.
Comincio a capire la particolarità di questi eventi. A parte la bravura degli attori o ballerini, il vero protagonista di questo spettacolo è l’effetto sorpresa! Ritornando al mancato evento di Roma non posso fare a meno di chiedermi: che flash mob sarebbe se per esibirsi questi ragazzi dovessero chiedere le autorizzazioni comunali. In fondo, prima dell’avvento dell’ipod la musica all’aperto si ascoltava attraverso la radio o il mangianastri, senza cuffie. Mi è capitato spesso da ragazza di ascoltare musica per strada e anche di ballare in compagnia ma mai nessuno mi ha chiesto l’autorizzazione comunale...
Certo che ballare o recitare in sincrono però non è gioco da ragazzi, e non può neanche essere un’improvvisazione. Chissà dove si trovano queste centinaia di ballerini o attori, come fanno a fare le prove, mi chiedo. Dagli effetti che producono, non può essere uno spettacolo improvvisato. Non potrebbero essere così armonizzati tra loro se non seguissero una coreografia ben costruita.
Decido di ritornare a chiedere aiuto a Wikipedia che prontamente mi risponde:
Il raduno viene generalmente organizzato via internet (email, social networks) o telefonia cellulare. Le regole dell'azione possono essere illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che questa abbia luogo o possono essere diffuse con un anticipo tale da consentire ai partecipanti di prepararsi adeguatamente..
Ahh sempre la rete. Non si finisce un viaggio che a ben guardare se ne apre un altro e, se vale la regola della mia saggia nonna, non si finisce mai d’imparare o semplicemente di stupirsi. Solitamente, chi vuole promuovere uno spettacolo, teatrale o musicale che sia, segue modelli abbastanza consolidati, la pubblicità attraverso giornali, radio, televisione, locandine o, in funzione della disponibilità economica anche solo attraverso il passaparola.
La rete non solo offre l’opportunità di allargare a dismisura il passaparola ma supera ed elimina i media. Offre addirittura l’opportunità agli artisti di provare uno spettacolo a distanza!
Sono forse finiti i tempi in cui chi si voleva cimentare artisticamente doveva trovare il locale adatto, fare le prove di gruppo un paio di volte a settimana e dopo un paio di mesi debuttare nell’esibizione? Tutto questo ora si fa in rete o via telefono?
Senza dubbio questi mezzi accorciano le distanze tra le persone ma le discussioni, i confronti, i suggerimenti che fine fanno? D’accordo in rete o al telefono, ci si parla, si scrive, ci si può addirittura vedere, ma ognuno di noi di fronte cos’ha? Un monitor! Come si fa a cogliere un’espressione, un intercalare nella discussione attraverso uno schermo che solitamente manda le immagini in ritardo e appiattisce la voce? Come si può raggiungere il secondo livello di felicità citato da Aristotele: lavorare in armonia con gli altri e chiudere magari la serata al pub o in pizzeria? No, questo la tecnologia non lo può fare. Anzi, ho la sensazione che l’individualismo che si respira in questi ultimi decenni sia dovuto anche grazie anche queste tecnologie .
E’ più gratificante passare una serata davanti ad un monitor con un amico o fissare un appuntamento in un pub, fare una passeggiata, incontrare persone fisiche, raccontarsi barzellette e poi andare a dormire?