domenica 27 marzo 2011

TUTTI I FLIRT DEL WEB

Ho la sensazione che l’ultima mania web sia creare motori di ricerca specializzati a favorire il “flirtare” in rete.


Windows live t’invita a cliccare sull’icona “amore e incontri”..

Facebook per ogni applicazione che propone, prima di accedervi, ti mostra un banner “Flirta con single sexy Facebook”.

La grossa sorpresa mi viene da Google.

Consapevole che “l’oracolo” spesso mette a disposizione degli utenti nuovi programmi di ricerca, entro nel mio profilo personale e, in effetti, trovo qualcosa di nuovo.

Google talk (?).

Non posso fare a meno di chiedermi cosa sia questo nuovo marchingegno. La chat per gli utenti è disponibile già da parecchio, che bisogno c’èra di creare una nuova applicazione?

Se voglio saperne di più, non mi resta che entrare in questa nuova “stanza virtuale”.

Non solo scrivere messaggi, ora con google talk parli e puoi vedere il tuo interlocutore con la web cam!

Un altro Skipe quindi..

Lo stupore tuttavia si accende quando clicco su “modifica profilo”.

Prima qui si aveva la possibilità di inserire i dati anagrafici, una foto e un nick name, oggi invece è possibile inserire tanti dati personali più di quanti possa avere l’ufficio dell’anagrafe di residenza, in pratica ci si può scrivere la propria vita!

A cosa servono tutte queste schede personali, mi domando.

Poi, guardando meglio, realizzo che anche Google con “My Profile” ha creato un social network somigliate ai tanti Facebook, twitter o Windows live messanger.

Ma non è tutto… c’è una sezione da compilare intitolata: “Che tipo di relazione cerchi”.

Non ci posso credere, mi dico, anche Google, il mio oracolo, si è messo a fare il ruffiano!!

Evidentemente, se i maggiori motori di ricerca conducono i navigatori a flirtare, un motivo ci sarà, mi dico.

Probabilmente, troppo presi “dal ritmo della vita moderna” non siamo più in grado di socializzare in modo diretto, in un bar, in un parco o semplicemente incontrarci in una piazza.

Ci piazziamo davanti ad un monitor, iniziamo a scrivere qualche scemenza, poi…se qualcuno abbocca, inizia l’inciucio?

Sarò d’idee giurassiche ma preferisco di gran lunga il modo di flirtare in voga prima dell’avvento di questi sistemi moderni…almeno l’interlocutore mentre ti parlava lo vedevi negli occhi, potevi sentirne l’odore e cogliere le sue emozioni. Ora, attraverso un monitor con risoluzione ritardata, cosa si può percepire di tutto ciò?

Il timbro della voce dell’interlocutore, le sue inflessioni che possono far capire quanto sta credendo in ciò che dice, non contano più nulla?

Però, ammetto che sono tentata di vedere come funzionano queste diavolerie, soprattutto m’incuriosisce l’umanità che li frequenta. Visto il proliferare di questi servizi, gli utenti non possono essere tutti dei disadattati, incapaci di affrontare un rapporto diretto, mi dico.

Solo che  soddisfare la mia curiosità significa rinnegare il monito della nonna: “ non accettare caramelle dagli sconosciuti”….

Se la curiosità è femmina, beh sicuramente la sottoscritta non è maschio, così dopo qualche giorno di conflitto interiore mi convinco che una soluzione per vedere cosa succede senza dover correre rischi c’è.. non posso farlo da sola, devo coinvolgere qualcuno a me vicino di cui mi fido. L’unica persona che ha queste caratteristiche è mio marito, mi dico.

Così una sera, dopo cena, affronto l’argomento. Inizio un lungo preambolo su tutti questi siti web che offrono incontri, lui guardandomi come fossi appena scesa da Marte mi apostrofa: “scusa, ma cosa fai davanti al PC da oltre un anno? Solo ora li noti? Esistono da sempre”.

Si so che esistono da sempre, rispondo, è che ultimamente mi sembra li propongano in tutte le salse, manca poco che ti colleghi a un sito di un Ospedale e ci trovi un banner che t’invita a iscriverti in questi social network “ruffiani”.

Ne vedo talmente tanti che sono incuriosita, vorrei iscrivermi per vedere cosa succede.

L’espressione del mio consorte a questa esternazione anticipa quello che sta per dire: “Ti è scoppiata una vena nel cervello?”

Ha ragione penso, ma come faccio a capire questo proliferare di applicazioni se non entro e vedo cosa c’è?

Capisco che non è una ricerca che mi ha ordinato il medico, ma mi servirebbe per proseguire il mio percorso web di quest’ultimo anno rispondo.

Dopo un paio di giorni di musi lunghi, non saprò mai con quanta convinzione, il coniuge accetta di affiancarmi in questa indagine e comprendendo lo sforzo che gli sto chiedendo, faccio tutto il possibile per dimostrargli la mia gratitudine.

Per l’esperimento scelgo Zoosk, creo il mio profilo assieme a lui utilizzando uno pseudonimo. Inserisco il mio profilo di base, data di nascita (vera), altezza, titolo di studio, inserisco il CAP della città in cui vivo (pseudonimo), situazione sentimentale…qui mi blocco. Ho quattro possibilità: sposato, vedovo, separato, mai stato sposato, te lo dico dopo!

Che cosa significa te lo dico dopo? Per me chi seleziona quest’opzione può essere solo sposato, penso. Bene per il mio pseudonimo scelgo quest’ultima.

Proseguendo, mi è richiesto di descrivere la mia storia.

Accidenti ed ora cosa scrivo?? Ci penso un po’ e mi esce la seguente descrizione:

Mi piace leggere e scrivere. Ho discretamente viaggiato e vorrei continuare a farlo. Dopo essermi impegnata per molti anni ad accudire, mi piacerebbe cambiare ruolo. Essere accudita.

Sul partner ideale del mio pseudonimo non ho dubbi:

Chi sa farmi ridere!

Arriva il momento di inserire una foto e qui mi blocco…sinceramente non sono molto convinta di mettere una foto dove mi si riconosca, ma non voglio nemmeno mettere un’immagine di un’altra persona e lasciare vuoto lo spazio, non credo mi aiuti nelle ricerche.

Accendo la web cam, mi scatto una foto, la modifico, facendola quasi sembrare una serigrafia stile Andy Warhol.

A iscrizione completata ricevo una mail di conferma e un codice di accesso, cosi entro nel mondo ruffiano di Zoosk.

L’home page mostra le ultime attività degli utenti, mentre la funzione cerca amici o flirt è una sorpresa!

Tra tutti gli iscritti, questo monello di Zoosk chiede di indicare i seguenti parametri: età degli uomini d’interesse e raggio di Km. di distanza dal luogo  da me segnalato, poi per i più selettivi Zoosk offre la possibilità di indicare anche altezza, religione, gruppo etnico, se bevitore o fumatore! Insomma fa tutto lui, nessuna sorpresa per chi sta cercando relazioni. La tecnologia è in grado di offrirti amicizie e inciuci preconfezionati come in un supermercato.

Bene, mi dico, compiliamo anche la scheda per trovare il principe azzurro!

Cosi, seleziono un’età con una fascia di età dalla mia attuale con una differenza di più e meno di cinque anni e un raggio di massimo 100 chilometri dal posto (pseudonimo) in cui vivo.

Passano circa trenta minuti e ricevo una mail da Zoosk che mi dice:

Ciao,


Il sistema di affinità scientifico Zoosk℠ (ZSMS) ha scelto Max come tuo potenziale partner. Siete stati entrambi notificati via e-mail e siete stati invitati a votare reciprocamente sul profilo dell'altro entro le prossime 24 ore. Le vostre risposte rimarranno anonime a meno che non diate entrambi il consenso. Altrimenti, nessuno dei due saprà la risposta dell'altro.
Ehh la miseria!! Neanche la fatica, o il piccolo piacere, di sfogliare tra i profili iscritti ti lascia questo sito…pensa a tutto lui!

Vediamo chi è questo Max. La foto lo ritrae davanti ad un mega villone, giacca e cravatta (sembra mio papà). Nonostante il ritratto è un mio coetaneo; dice di aver molto viaggiato, soprattutto in Africa ma che ora si sta un po’ limitando per paura delle malattie endemiche come la malaria, che non vede l’ora di andare in pensione.

La cosa che più mi colpisce di questo profilo è la descrizione della donna ideale:

“Una normale donna possibilmente bionda, occhi azzuri o verdi ..o anche neri, intelligente, che viva l’attuale secolo, non il precedente, non ha importanza se ha prole, l’importante è che viva la vita com’è.

Della serie…basta che respiri, mi viene da dire.

Proprio perché non lo vedo come un mio potenziale partner, lo voto per vedere cosa succede.

Il giorno dopo una mail di Zoosk: Max mi ha mandato un messaggio, mi collego al mio profilo e leggo:

“Non sono abbonato: indirizzo mail e numero di telefono, con la raccomandazione: sentiamoci al pomeriggio”.

Accipicchia! Non perde tempo l’uomo, telefono e mail così senza neanche sapere chi sono? Forse non sarà il caso che senta Lele Mora per le Escort? Mahh.

Tra i profili più indicativi in cui mi sono imbattuta, c’è ne sono due che mi hanno colpito:

Arno – ritratto di fianco al suo camion che descrive la donna ideale mite e remissiva (consiglierei un  cane magari labrador ..)

Vico- vive sulle montagne e lavora la terra, sogna una donna che parli molto perché a lui piace ascoltare (..e una bella radio no?).

Con Vico ho avuto un contatto. Per errore ho cliccato strizza l’occhio, lui mi ha risposto: “Non mi piacciono le strizzate d’occhio, preferisco i messaggi” Ohpsss.ho dovuto chiedere scusa.

Nel giro di 5 giorni colleziono 35 visualizzazioni del mio profilo, 20 strizzatine d’occhio (una specie di richiesta amicizia) e 15 numeri di cellulari!

Se resto ancora un po’ in questo sito corro il rischio di compilare il primo elenco dei cellulari presenti in Italia!

Prima che mio marito si spazientisca e possa avere pensieri strani, è meglio che disattivi questa Web Maitresse. Mentre clicco su disattiva l’account, però penso che questo potrebbe essere un modo per ridare autostima a quelle persone che affettivamente sono state ferite come Cinzia.

Cinzia, saranno due mesi che non aggiorna più il suo blog, chissà come si è evoluta la sua storia. Le ho lasciato alcuni messaggi negli ultimi post che ha pubblicato, ma non ho visto alcuna reazione.

Mi collego al suo sito ed è ancora fermo all’ultima visualizzazione, le mando una mail:

“Cara Cinzia, recentemente ho condotto un esperimento sui motori di ricerca che offrono incontri. Da esperta web quale sei, sicuramente li conosci già ma ho la sensazione che quando qualcuno demolisce la femminilità di una donna, questa donna debba fare di tutto per riprendersela e coltivarla”.

1 commento:

  1. La diffusa ineducazione maschile verso le donne mi sdegna. E’ desolante e riluttante quanto il vomito dopo una sbronza.

    Detto ciò…

    Se desideri una cosa e pensi veramente di meritartela, smetti di chiederti perché gli altri non te la danno. Alzati e vai a prenderla.

    (non è farina del mio sacco, e centra pochino con il tuo blog....ma pensavo alla frase "essere accudita" e mi è piaciuta questa riflessione trovata nel web)

    un bacio
    carla

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