domenica 15 gennaio 2012

MI DOMANDO COSA SIA SUCCESSO

La gente la sera non esce più da casa, scrive mio “cognato” ENRIVA.
Solo il venerdì e il sabato sera strade e locali si popolano di gente.  Ragazzi e ragazze che vogliono fare tutto in una sera. Incontrarsi, giocare, amarsi, ballare e sballare.
Riprendersi la vita in un condensato da diluire in due nottate. La domenica mattina strade e piazze popolate solo da pensionati in giro con il cane,  il resto della settimana locali semideserti, la gente, chiusa nelle loro case a giocare con il gatto, chattare nei social network o guardare film a noleggio…
In queste serate, racconta ENRIVA, anche percorrendo centinaia di chilometri, s’incroceranno una decina di auto.

E’ tutto riconducibile alla crisi economica che stiamo vivendo?

Eppure, se abbiamo i cinque Euro per noleggiare un film oppure pagarci il canone per l’attivazione internet, gli stessi potremmo spenderli per un drink in compagnia di un amico per la benzina e recarci in una piazza limitrofa a incontrare gente, oppure popolare una sala cinematografica….

Le considerazioni del mio amico mi portano a confrontare le mie esperienze di ragazza e la mia “macchina del tempo” si mette in moto.

Mi rivedo ragazza con massimo 500/1.000 lire in tasca (circa 25/50 centesimi di Euro) nei giorni festivi e non più di 300 lire in quelli feriali.
Gli amici con l’auto erano pochi.
Nonostante ciò, la voglia di trovarci, ridere, giocare, scherzare e amare era tanta.
Non si chattava con FB, non s’inviavano SMS, non si noleggiavano film da guardare a casa, non esisteva SKY, solo la RAI con 2 canali – il terzo è arrivato dopo -.
Eppure non ci sentivamo isolati, anzi!
Se volevo incontrare un amico, semplicemente prendevo la bici e andavo a trovarlo.  Avevo voglia di incontrare gente? Inforcavo la bici e andavo al Bar Barba.
Non era necessario darsi appuntamento. Qualcuno dei tuoi amici lo trovavi sempre, al massimo aspettavi un po’.
Con 100 lire nel juke box sceglievi 3 brani della tua musica preferita, stessa cosa facevano gli altri avventori, così passavamo pomeriggi interi in compagnia a ridere, discutere e giocare. La fantasia non mancava, non c’era bisogno di sballare con alcool o pasticche  per passare dei bei momenti…probabilmente eravamo naturalmente…sballati.
D’estate poi, c’erano i giardini di Finale Emilia. Anche qui nessuno  fissava appuntamento.  Questo comune, denominato cittadina rock ai tempi della trasmissione bandiera gialla, pullulava di amanti della musica che sorretti dall’entusiasmo non perdevano occasione per  organizzare concerti  per il solo ed esclusivo piacere di esibirsi, divertirsi facendo divertire.

Anch’io purtroppo negli anni ho cambiato le mie abitudini. Entrata nel girone lavoro/casa ho smesso di frequentare le piazze e i locali.  Ho sprecato quel poco di tempo libero curiosando tra FB e Google, a vegetare davanti a SKY alla ricerca di un film non ancora visto fino a domenica scorsa, quando Melania e Paola mi chiamano per dirmi di aver organizzato un incontro con la biblioteca per presentare UN PC IN REGALO a Casumaro.
Finito il colloquio con la bibliotecaria, ci concediamo un aperitivo in un bar di fronte. Abituata ai locali mordi e fuggi, tipo stazione ferroviaria dove se sosti più di tre minuti il barista ti fa fretta perché c’è coda, questo locale mi stupisce. All’ingresso il solito bancone con alcuni tavoli davanti. Di fianco una saletta. Il bar è pieno di uomini, donne, ragazzi e ragazze.
Assieme a Melania e Paola ci sediamo, sorseggiamo il nostro aperitivo e ci raccontiamo le ultime novità della settima. Nel frattempo entrano ed escono persone conosciute, saluti, scambi d’idee e voglia di parlare.

Ho l’impressione di essere tornata indietro nel tempo, quando dicevo a mia madre che andavo a Messa e invece passavo la mattina al bar Barba! Esterno alle mie amiche questo pensiero. Loro sorridono e condividono l’attimo di nostalgia, ci guardiamo negli occhi e quasi all’unisono pensiamo: perché non ripetere l’esperienza e farla di nuovo diventare un’abitudine?

Promessa mantenuta! Anche questa domenica, aperitivo in compagnia. Le due orette passate assieme ci alleggeriscono la settimana trascorsa. Potrà sembrare una banalità ma trovo più bello fare una passeggiata per Finale, guardare le vetrine, incontrare facce conosciute, scambiare due parole con un passante invece di sedermi sul divano accendere FB e vedere chi è in linea.

Sono atteggiamenti semplici e ordinari, perché gli ho dimenticati e cancellati dalle mie abitudini?

Cosa mi è successo?

Uscita dalla mia “macchina del tempo” mi collego a FinaleNews24 – il quotidiano locale web - .  Un articolo cattura la mia attenzione:

La reazione dei 'bar' all'interrogazione di Poletti

Disagi e disturbo a cittadini  provocato da alcuni locali pubblici finalesi. E' su questo ordine del giorno che il Consiglio comunale diverrà ancora una volta teatro di scontro politico.L'ordine del giorno presentato dai consiglieri di opposizione Maurizio Poletti "Lo Scariolante" e Maurizio Boetti "Lega Nord" mira a tutelare i "cittadini residenti nelle aree limitrofe" a proposito delle "numerose manifestazioni con impatto sonoro elevato.

Sinceramente pensavo che compito di un consiglio comunale fosse portare all’ordine del giorno problematiche di spessore diverso, tipo opportunità di lavoro, servizi ai cittadini, potenziamenti alle infrastrutture e non avesse né il tempo e tantomeno l’intento di occuparsi delle manifestazioni “a impatto sonoro” organizzate da un paio di locali finalesi.

Se vivessi altrove, penserei che Finale Emilia sia il Paese dei balocchi, dove tutto va bene e dove nulla manca, se il Consiglio impiega il suo tempo per simili iniziative.

Ma cosa è successo in questi anni? Non ci piace più divertirci?

Non ci piacciono più la musica, la compagnia e il condividere?

Siamo davvero così felici di starcene seduti sul nostro bel divano a guardare film in cassetta e chattare con gli amici virtuali?

E’ l’impatto sonoro di musica suonata dal vivo a renderci così intolleranti, oppure è lo stile di vita che ci siamo scelti a forza di guardare i modelli che i media ci propongono?

Poletti, se ti chiamavano “Scariolante” sei un figlio della nostra terra, perché invece di appoggiare le iniziative locali che portano al condividere le vuoi smorzare?

2 commenti:

  1. Non è successo niente di così scioccante, le cose come li avvenimenti cambiano. Il 2011 è stato diverso dal 2010 e così lo sarà anche per il 2012. Un tempo come hai ben sottolineato si passava più tempo nelle piazze a parlare con gli amici davanti un gelato o un aperitivo, oggi, invece, si trova molta più soddisfazione a parlare davantiad un pc con un amico virtuale, che possa essere sia della porta accanto o di un altra nazione non ha importanza. Le semplici chat possono essere molto significative nella vita di una persona, molte di queste si sono trasformate in amicizie o in cose ancora più grosse come delle storie d'amore. Il mondo di oggi da altri stili di vita o meglio altre alternative alla monotonia che soffocava l'era di ieri. Sara

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  2. Molto stimolante il tuo commento, anche se non capisco l'esordio delle cose e degli anni che cambiano. Guai se così non fosse, sai che rompimento....Nonostante ciò non è detto che il cambiamento sia sempre positivo, a volte succede, ma capita anche spesso il contrario.
    Tuttavia, come diceva uno dei miei filofi preferiti, e questo è anche un mio personale pensiero, la felicità e l'armonia l'uomo la trova nella condivisione e nel confronto. La chat allunga l'elenco rubrica dei contatti, offre la possibilità di scambiare pensieri ma non di fare esperienze e percorsi insieme, che siano di amicizia o di qulcosa di più importante. Se tutto ciò fosse così stimolante, perchè allora questa epidemia di solitudine, incomprensione e incapacità di godersi la vita di oggi? Le senzazioni di ieri, credimi erano diverse! A presto!

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