Ancora ebbre dall’esperienza di Roma, una domenica mattina di metà Gennaio, Melania e Paola mi organizzano un incontro con la biblioteca “Ardizzoni” di Casumaro. Scopo della visita: organizzare una presentazione nel paese che ha ispirato tante righe del mio blog.
L’idea prende spunto dall’esperienza di Mariella che da Roma si reca a presentare il suo lavoro a Casumaro. Perché non tentare la stessa esperienza anche con UN PC IN REGALO, insistono le amiche.
Mentre mi dirigo all’appuntamento alla guida della mia datata “Pluriel”, scetticamente rifletto sulle possibilità che l’evento si possa concretizzare…
"Chi vuoi che se lo fili il mio libro” rimugino mentre attraverso il ponte di Finale. Anche se accettassero, che interesse può suscitare la presentazione di un libro scritto da un’ex compaesana che vive a Massa?? Chissà che notizia! Se non bastasse, è parere diffuso che manifestazioni di questo tipo si trasformano in noiosi raduni riservati a pochi eletti quando l’autore è famoso, figuriamoci il richiamo che può destare il mio UN PC IN REGALO!
Arrivo al parcheggio situato davanti alla biblioteca con i miei due emisferi cerebrali che continuano a confabulare fra loro, intravedo Melania e Paola in attesa davanti alla porta dell’edificio.
La biblioteca è situata all’interno delle vecchie scuole elementari che chi come me ha frequentato quelle di Cantalupo chiamavamo le scuole della piazza, riservate all’elite del Paese… Fino all’inizio degli anni settanta, i tre comuni - Bondeno, Finale e Cento - misero a disposizione dei Casumaresi ben tre edifici scolastici e ovviamente insegnanti, alunni e genitori erano sempre in competizione tra loro. Di quei vecchi edifici è rimasto solo quello che ospita la biblioteca. Elemento positivo della dismissione di questi tre istituti è che è sorto un unico polo scolastico per l’istruzione elementare e media. Se paragono la competitività di allora rispetto alla situazione attuale dove le tre amministrazioni non garantiscono più nemmeno l’ufficio anagrafe e il servizio postale…. Che avvilimento!
Melania e Paola mi presentano alla bibliotecaria come ex compaesana e autore di un libro che parla del Paese. Si chiama Paola B. anche lei nativa del luogo. Mentre ci stringiamo la mano, ci osserviamo incuriosite con la speranza che dalle pieghe della nostra memoria escano ricordi che aiutino a riconoscerci..ma inutilmente.
“Di cosa parla il tuo libro” chiede.
“Narra l’esperienza e l’approccio al web di una cinquantenne” rispondo.
“E’ un libro che possono leggere tutti o è adatto solo ad un pubblico adulto? Agli incontri che organizzo spesso, partecipano anche bambini” replica Paola M.
Ancor prima che possa aprire bocca Melania risponde: “Tranquilla, il libro di Marisa può essere letto da tutti”.
“Bene allora diamo un’occhiata al calendario, la prima serata utile potrebbe essere il 9 Marzo. Cosa ne pensi? In quell’occasione potremmo anche organizzare un rinfresco per celebrare con un giorno di ritardo la festa delle donne. Prima di confermarti la data devo aspettare l’approvazione del Consiglio poi sarà cura della biblioteca fare le locandine e divulgarle. Solitamente l’evento è pubblicizzato attraverso il sito Internet di Casumaro, sul Resto del Carlino o la Gazzetta e su Piazza Verdi di Finale. Potesti per cortesia lasciarmi una copia del tuo libro, così preparo l’intervista che ti farò? ”
Lascio a Paola B. una copia di UN PC IN REGALO, il mio numero di telefono e mail per gli aggiornamenti sull’evento.
A fine Gennaio la data del 9 Marzo è confermata; ricevo via mail la bozza della locandina per approvazione con la raccomandazione di iniziare a divulgare la notizia.
In alto a destra un mazzo di mimose, il titolo dell’evento: INCONTRI CON AMICHE SCRITTRICI ALLA BIBLIOTECA ARDIZZONI”.
“Che bel contesto”, penso ammirando la locandina che mi hanno preparato.
Mentre la biblioteca divulga i volantini negli esercizi pubblici limitrofi, la sottoscritta crea l’evento su Facebook e invita la lista di amici della zona.
Ahimè il formato del volantino è in PDF mentre Facebook carica solo documenti in formato JPG Inizio una noiosa ricerca per trasformare il file. Lo copio sul desktop, apro le proprietà del documento, seleziono l’opzione apri con….cerco il formato jpeg ma in elenco non c’è! Ufff… che scoramento! Se avessi il mio PC personale, saprei come fare, utilizzerei la funzione “cattura immagine” e il gioco è fatto. Purtroppo il mio PC dopo tanto navigare in rete, ha deciso di fermarsi al porto e non accede più al web. La scheda wireless ha smesso di funzionare tanto da essere dal tecnico in riparazione. Il sistema operativo del PC di casa non ha quest’opzione ma avrà sicuramente un percorso alterantivo… Quale???
Dopo circa tre quarti d’ora di tentativi inutili entro nel programma ACROBAT READER e apro tutte le finestre, faccio una decina di tentativi ma nulla. Frustrata decido di abbandonare l’impresa ma mentre mi accingo a chiudere il programma, una funzione all’interno della finestra file stimola il mio interesse: salva con nome> immagini> jpeg.
Selezione la funzione con un clic…. La clessidra gira e la locandina magicamente si duplica in formato JPG! Ora la posso pubblicare sui social network! Gli amici della rete sono avvisati, ma ho anche molti amici “non naviganti” che raggiungo via mail. Apro la rubrica Outlook, seleziono una decina indirizzi e invio loro la locandina.
Soddisfatta, spegno il computer e vado a cena.
Arriva il tanto atteso 9 Marzo. Tra gli amici naviganti conto una decina presenze, gli inviti mail sono andati ahimè deserti, nel senso che le poche risposte sono state negative, causa impegni precedenti. Faccio un ultimo tentativo: un remainder su Facebook e un SMS agli amici che non hanno risposto. Fatica inutile….il telefono non squilla!!! Mi dirigo così a Casumaro con la convinzione che saremo in 4 o 5: Melania, Paola, io, mia madre e la bibliotecaria..
Appena arrivo apprendo che anche Melania non ci sarà: si è ammalata!! Ohhh Signor che fiasco, penso mentre dispongo i dolci preparati per il rinfresco.
Mancano 5 minuti all’inizio dell’evento e saranno arrivate una decina di persone. Decidiamo di iniziare. In quel momento la porta del locale si apre e cominciano ad affluire alcune persone, poi altre, poi altre ancora e dulcis in fundo gli amici e colleghi che per farmi una sorpresa non avevano risposto ai miei inviti.
La sala si è riempita e Paola B. può iniziare l’intervista con “l’autore di UN PC IN REGALO!”
Introduce il mio lavoro come un libro particolare sia per contenuti sia per lo stile di scrittura moderno che ho adottato. “Ehh, ehh, non male come complimento per una cinquantenne!” penso tra me e me.
Mentre lei completa l’introduzione alla serata io, osservo il pubblico: riconosco gli amici di Molino Boschetti e distinguo, nonostante gli anni trascorsi. molte missing people della mia vita..
Paola m’invita a spiegare per i molti “non naviganti” della sala cosa sono i social network, la fattoria Zynga e il blog. Mi chiede cosa mi ha spinto a utilizzare i social network per cercare le missing people e perché a un certo punto ho sentito il desiderio di scrivere di Casumaro e dei suoi luoghi dimenticati.
“Le missing people sono state lo spunto che ho utilizzato per concepire una storia, cosa diversa per i luoghi… Attraverso la rete sono loro che hanno cercato me”, rispondo. Scoprire in un social network la pagina di Casumaro City è stata una rivelazione, la chiave di svolta che ha ricongiunto il mio passato al presente.
A questo punto l’intervista s’interrompe e una voce narrante inizia a leggere i brani dedicati a Casumaro City e al cinema teatro Magri.
Io sono veramente commossa ma ho la sensazione che il trasporto che ho usato in quelle righe arrivi al mio pubblico. Li vedo sorridere nostalgici, rapiti dai racconti e li sento sussurrare: “Sì, si… è proprio vero era proprio così”. Dovessi descrivere il mio stato emozionale, direi “questo è un attimo di appagamento totale, virtualmente stringo la mano a me stessa! Marisa, questa volta missione compiuta!”
Paola B. rileva che UN PC IN REGALO non è solo scoperta della tecnologia, ritrovamento di persone e luoghi lasciati ma anche la consapevolezza dell’utilizzo di questo mezzo come strumento d’informazione. Parliamo di “Io sto con Emergency”, delle battaglie di Molino Boschetti e di Rivara No Gas. Tutte realtà da me conosciute attraverso le opinioni preconfezionate dei media ufficiali. L’opportunità o la voglia di maturare un punto di vista personale l’ho trovata nel web e sempre attraverso questo mezzo ho scoperto il significato delle informazioni occultate e manipolate.
Paola finisce l’intervista con una domanda: “Vista la tua passione per la rete pensi possa essere uno strumento per tutti, anche per bambini?”
Rifletto un attimo e rispondo: “La rete può essere utilizzata da tutti ma i bambini o ragazzini, come nelle strade del mondo devono viaggiare accompagnati. L’utilizzo indiscriminato è per un pubblico maturo. La maturità non è legata a un fatto anagrafico è una qualità di ogni singolo individuo.”
L’intervista è finita. Il pubblico si alza, mentre si avvicina al buffet, prende una copia del libro, mi raggiunge e mi chiede una dedica. In quella serata firmo una ventina di copie. L’ultima è in dono alla biblioteca che mi ha ospitato! In questa serata UN PC IN REGALO mi dona volti da aggiungere alla mia collezione di “missing people ritrovate”, mi offre la possibilità di poterle abbracciare, condividere le emozioni e anche provarne di nuove come quella di lasciare una copia del mio manoscritto sullo scaffale della biblioteca pubblica del mio Paese!
Tornando a casa con il sorriso stampato sul volto, mi ritorna alla mente il commento di Sara alla mia critica sullo stile di vita descritto nel post “Mi domando cosa sia successo”:
“Le semplici chat possono essere molto significative nella vita di una persona, molte di queste si sono trasformate in amicizie o in cose ancora più grosse come delle storie d'amore. Il mondo di oggi da altri stili di vita o meglio altre alternative alla monotonia che soffocava l'era di ieri”
Non rinnego la chat, non rinnego i social network, non rinnego sms o mail ma sono solo strumenti che la tecnologia ha messo a disposizione dell’uomo per connettersi con i suoi simili in modo veloce e istantaneo.
Storia ed etimologia insegna che l’essere umano è un animale socievole che vive in branco. Le Società sono state create per rispettare questa natura. Se la serata fosse stata organizzata via web, non avrei sentito la commozione dei miei ospiti, non avrei potuto abbracciare le “missing people” presenti, non avrei potuto scrivere dediche personalizzate a tutti quelli che me lo hanno chiesto, non avrei potuto posare con le mie mani una copia del libro autografata sugli scaffali della Biblioteca.
Credo che Il mondo di oggi dia molti strumenti che aiutano ad allargare orizzonti ma non offre alternative alla monotonia. La monotonia è uno stato interiore di chi ha attitudine alla solitudine, di chi non regge il confronto con gli altri, che si chiude in casa dietro il PC in attesa che la chat s’illumini, che controlla ogni 5 minuti se ha ricevuto messaggi sul cellulare, senza mai esporsi completamente o semplicemente mettersi al servizio degli altri.
L’idea prende spunto dall’esperienza di Mariella che da Roma si reca a presentare il suo lavoro a Casumaro. Perché non tentare la stessa esperienza anche con UN PC IN REGALO, insistono le amiche.
Mentre mi dirigo all’appuntamento alla guida della mia datata “Pluriel”, scetticamente rifletto sulle possibilità che l’evento si possa concretizzare…
"Chi vuoi che se lo fili il mio libro” rimugino mentre attraverso il ponte di Finale. Anche se accettassero, che interesse può suscitare la presentazione di un libro scritto da un’ex compaesana che vive a Massa?? Chissà che notizia! Se non bastasse, è parere diffuso che manifestazioni di questo tipo si trasformano in noiosi raduni riservati a pochi eletti quando l’autore è famoso, figuriamoci il richiamo che può destare il mio UN PC IN REGALO!
Arrivo al parcheggio situato davanti alla biblioteca con i miei due emisferi cerebrali che continuano a confabulare fra loro, intravedo Melania e Paola in attesa davanti alla porta dell’edificio.
La biblioteca è situata all’interno delle vecchie scuole elementari che chi come me ha frequentato quelle di Cantalupo chiamavamo le scuole della piazza, riservate all’elite del Paese… Fino all’inizio degli anni settanta, i tre comuni - Bondeno, Finale e Cento - misero a disposizione dei Casumaresi ben tre edifici scolastici e ovviamente insegnanti, alunni e genitori erano sempre in competizione tra loro. Di quei vecchi edifici è rimasto solo quello che ospita la biblioteca. Elemento positivo della dismissione di questi tre istituti è che è sorto un unico polo scolastico per l’istruzione elementare e media. Se paragono la competitività di allora rispetto alla situazione attuale dove le tre amministrazioni non garantiscono più nemmeno l’ufficio anagrafe e il servizio postale…. Che avvilimento!
Melania e Paola mi presentano alla bibliotecaria come ex compaesana e autore di un libro che parla del Paese. Si chiama Paola B. anche lei nativa del luogo. Mentre ci stringiamo la mano, ci osserviamo incuriosite con la speranza che dalle pieghe della nostra memoria escano ricordi che aiutino a riconoscerci..ma inutilmente.
“Di cosa parla il tuo libro” chiede.
“Narra l’esperienza e l’approccio al web di una cinquantenne” rispondo.
“E’ un libro che possono leggere tutti o è adatto solo ad un pubblico adulto? Agli incontri che organizzo spesso, partecipano anche bambini” replica Paola M.
Ancor prima che possa aprire bocca Melania risponde: “Tranquilla, il libro di Marisa può essere letto da tutti”.
“Bene allora diamo un’occhiata al calendario, la prima serata utile potrebbe essere il 9 Marzo. Cosa ne pensi? In quell’occasione potremmo anche organizzare un rinfresco per celebrare con un giorno di ritardo la festa delle donne. Prima di confermarti la data devo aspettare l’approvazione del Consiglio poi sarà cura della biblioteca fare le locandine e divulgarle. Solitamente l’evento è pubblicizzato attraverso il sito Internet di Casumaro, sul Resto del Carlino o la Gazzetta e su Piazza Verdi di Finale. Potesti per cortesia lasciarmi una copia del tuo libro, così preparo l’intervista che ti farò? ”
Lascio a Paola B. una copia di UN PC IN REGALO, il mio numero di telefono e mail per gli aggiornamenti sull’evento.
A fine Gennaio la data del 9 Marzo è confermata; ricevo via mail la bozza della locandina per approvazione con la raccomandazione di iniziare a divulgare la notizia.
In alto a destra un mazzo di mimose, il titolo dell’evento: INCONTRI CON AMICHE SCRITTRICI ALLA BIBLIOTECA ARDIZZONI”.
“Che bel contesto”, penso ammirando la locandina che mi hanno preparato.
Mentre la biblioteca divulga i volantini negli esercizi pubblici limitrofi, la sottoscritta crea l’evento su Facebook e invita la lista di amici della zona.
Ahimè il formato del volantino è in PDF mentre Facebook carica solo documenti in formato JPG Inizio una noiosa ricerca per trasformare il file. Lo copio sul desktop, apro le proprietà del documento, seleziono l’opzione apri con….cerco il formato jpeg ma in elenco non c’è! Ufff… che scoramento! Se avessi il mio PC personale, saprei come fare, utilizzerei la funzione “cattura immagine” e il gioco è fatto. Purtroppo il mio PC dopo tanto navigare in rete, ha deciso di fermarsi al porto e non accede più al web. La scheda wireless ha smesso di funzionare tanto da essere dal tecnico in riparazione. Il sistema operativo del PC di casa non ha quest’opzione ma avrà sicuramente un percorso alterantivo… Quale???
Dopo circa tre quarti d’ora di tentativi inutili entro nel programma ACROBAT READER e apro tutte le finestre, faccio una decina di tentativi ma nulla. Frustrata decido di abbandonare l’impresa ma mentre mi accingo a chiudere il programma, una funzione all’interno della finestra file stimola il mio interesse: salva con nome> immagini> jpeg.
Selezione la funzione con un clic…. La clessidra gira e la locandina magicamente si duplica in formato JPG! Ora la posso pubblicare sui social network! Gli amici della rete sono avvisati, ma ho anche molti amici “non naviganti” che raggiungo via mail. Apro la rubrica Outlook, seleziono una decina indirizzi e invio loro la locandina.
Soddisfatta, spegno il computer e vado a cena.
Arriva il tanto atteso 9 Marzo. Tra gli amici naviganti conto una decina presenze, gli inviti mail sono andati ahimè deserti, nel senso che le poche risposte sono state negative, causa impegni precedenti. Faccio un ultimo tentativo: un remainder su Facebook e un SMS agli amici che non hanno risposto. Fatica inutile….il telefono non squilla!!! Mi dirigo così a Casumaro con la convinzione che saremo in 4 o 5: Melania, Paola, io, mia madre e la bibliotecaria..
Appena arrivo apprendo che anche Melania non ci sarà: si è ammalata!! Ohhh Signor che fiasco, penso mentre dispongo i dolci preparati per il rinfresco.
Mancano 5 minuti all’inizio dell’evento e saranno arrivate una decina di persone. Decidiamo di iniziare. In quel momento la porta del locale si apre e cominciano ad affluire alcune persone, poi altre, poi altre ancora e dulcis in fundo gli amici e colleghi che per farmi una sorpresa non avevano risposto ai miei inviti.
La sala si è riempita e Paola B. può iniziare l’intervista con “l’autore di UN PC IN REGALO!”
Introduce il mio lavoro come un libro particolare sia per contenuti sia per lo stile di scrittura moderno che ho adottato. “Ehh, ehh, non male come complimento per una cinquantenne!” penso tra me e me.
Mentre lei completa l’introduzione alla serata io, osservo il pubblico: riconosco gli amici di Molino Boschetti e distinguo, nonostante gli anni trascorsi. molte missing people della mia vita..
Paola m’invita a spiegare per i molti “non naviganti” della sala cosa sono i social network, la fattoria Zynga e il blog. Mi chiede cosa mi ha spinto a utilizzare i social network per cercare le missing people e perché a un certo punto ho sentito il desiderio di scrivere di Casumaro e dei suoi luoghi dimenticati.
“Le missing people sono state lo spunto che ho utilizzato per concepire una storia, cosa diversa per i luoghi… Attraverso la rete sono loro che hanno cercato me”, rispondo. Scoprire in un social network la pagina di Casumaro City è stata una rivelazione, la chiave di svolta che ha ricongiunto il mio passato al presente.
A questo punto l’intervista s’interrompe e una voce narrante inizia a leggere i brani dedicati a Casumaro City e al cinema teatro Magri.
Io sono veramente commossa ma ho la sensazione che il trasporto che ho usato in quelle righe arrivi al mio pubblico. Li vedo sorridere nostalgici, rapiti dai racconti e li sento sussurrare: “Sì, si… è proprio vero era proprio così”. Dovessi descrivere il mio stato emozionale, direi “questo è un attimo di appagamento totale, virtualmente stringo la mano a me stessa! Marisa, questa volta missione compiuta!”
Paola B. rileva che UN PC IN REGALO non è solo scoperta della tecnologia, ritrovamento di persone e luoghi lasciati ma anche la consapevolezza dell’utilizzo di questo mezzo come strumento d’informazione. Parliamo di “Io sto con Emergency”, delle battaglie di Molino Boschetti e di Rivara No Gas. Tutte realtà da me conosciute attraverso le opinioni preconfezionate dei media ufficiali. L’opportunità o la voglia di maturare un punto di vista personale l’ho trovata nel web e sempre attraverso questo mezzo ho scoperto il significato delle informazioni occultate e manipolate.
Paola finisce l’intervista con una domanda: “Vista la tua passione per la rete pensi possa essere uno strumento per tutti, anche per bambini?”
Rifletto un attimo e rispondo: “La rete può essere utilizzata da tutti ma i bambini o ragazzini, come nelle strade del mondo devono viaggiare accompagnati. L’utilizzo indiscriminato è per un pubblico maturo. La maturità non è legata a un fatto anagrafico è una qualità di ogni singolo individuo.”
L’intervista è finita. Il pubblico si alza, mentre si avvicina al buffet, prende una copia del libro, mi raggiunge e mi chiede una dedica. In quella serata firmo una ventina di copie. L’ultima è in dono alla biblioteca che mi ha ospitato! In questa serata UN PC IN REGALO mi dona volti da aggiungere alla mia collezione di “missing people ritrovate”, mi offre la possibilità di poterle abbracciare, condividere le emozioni e anche provarne di nuove come quella di lasciare una copia del mio manoscritto sullo scaffale della biblioteca pubblica del mio Paese!
Tornando a casa con il sorriso stampato sul volto, mi ritorna alla mente il commento di Sara alla mia critica sullo stile di vita descritto nel post “Mi domando cosa sia successo”:
“Le semplici chat possono essere molto significative nella vita di una persona, molte di queste si sono trasformate in amicizie o in cose ancora più grosse come delle storie d'amore. Il mondo di oggi da altri stili di vita o meglio altre alternative alla monotonia che soffocava l'era di ieri”
Non rinnego la chat, non rinnego i social network, non rinnego sms o mail ma sono solo strumenti che la tecnologia ha messo a disposizione dell’uomo per connettersi con i suoi simili in modo veloce e istantaneo.
Storia ed etimologia insegna che l’essere umano è un animale socievole che vive in branco. Le Società sono state create per rispettare questa natura. Se la serata fosse stata organizzata via web, non avrei sentito la commozione dei miei ospiti, non avrei potuto abbracciare le “missing people” presenti, non avrei potuto scrivere dediche personalizzate a tutti quelli che me lo hanno chiesto, non avrei potuto posare con le mie mani una copia del libro autografata sugli scaffali della Biblioteca.
Credo che Il mondo di oggi dia molti strumenti che aiutano ad allargare orizzonti ma non offre alternative alla monotonia. La monotonia è uno stato interiore di chi ha attitudine alla solitudine, di chi non regge il confronto con gli altri, che si chiude in casa dietro il PC in attesa che la chat s’illumini, che controlla ogni 5 minuti se ha ricevuto messaggi sul cellulare, senza mai esporsi completamente o semplicemente mettersi al servizio degli altri.
