sabato 20 marzo 2010

CASUMARO CITY - CINEMA TEATRO MAGRI



Ultimamente, la cosa che più mi diverte su facebook è la pagina di Casumaro City e dei Casumaresi.
Dopo aver giocato ad "indovina chi" con le mie foto vintage, Enrico M. pubblica un paio di cartoline, forse anni 50, di Casumaro.
Una ritrae la via centrale in occasione di una nevicata, l'altra il cinema Teatro Magri e il Palazzo Comunale.
Lo stabile del cinema, con le locandine davanti, simile a quello di "Nuovo Cinema Paradiso" di Tornatore, mi provoca una forte emozione unito ad un pizzico di nostalgia...

Le domeniche della mia infanzia e adolescenza le ho trascorse dentro il Teatro Magri.

La prima proiezione iniziava alle 14,30.
Appena varcato il portone d'ingresso, si trovava il botteghino con la biglietteria.
Ada, la bigliettaia, moglie del proprietario, testa bassa sui biglietti diceva due cose soltanto: "Platea o galleria?". Il biglietto aveva un costo diverso ....guai a comprare un biglietto per la platea e prendere le scale per andare in galleria.....
Con un biglietto al costo di 250 Lire il Teatro Magri offriva due spettacoli, in platea: un film western e l'altro invece poteva essere, d'amore, d'azione etc..
Prima di entrare nella sala di proiezione seduta ad un banco, una nonnina (la madre del proprietario) vendeva leccornie:
- arachidi, semi di zucca salati (a Casumaro bagige e brustoline)
- caramelle
- liquirizie a forma di girella che ti divertivi a srotolare oppure a forma di grosso spaghetto
- chewingum
- bibite.
All'Epoca niente poc corn......

La galleria era riservata ad un pubblico adulto , mentre la platea solitamente era destinata ai ragazzini, che più che guardare i film facevano baccano.
Anche i posti in platea sembravano occupati in funzione dell'età: prime file fino a metà sala: bambini e ragazzini; dalla seconda metà alla fine: gli adolescenti .
Le pellicole non erano delle prime visioni ma forse delle "terze o quarte visioni".
Andare al cinema non significava solamente "andare a vedere un film" come accade oggi nelle ovattate multisale. Era un luogo d'incontro per tutte le età.
I bambini facevano baccano, i più grandi sgridavano i piccoli, i commenti alla pellicola spesso e volentieri erano espressi a voce alta.
Quando il baccano sovrastava l'audio del film, il proprietario, con autorità, entrava in sala a zittire i più rumorosi.
Questi erano momenti un po' delicati anche per i più grandicelli seduti in fondo alla sala.......che tentavano i primi approcci amorosi........
La prima conquista di lui era cingere le spalle di lei! Che emozione se il ragazzo che ti piaceva ti sedeva di fianco e dopo una decina di minuti, facendo finta di trovare una posizione più comoda sulla sedia (di legno e non imbottita come oggi), cominciava a stiracchiarsi per poi posare la mano sulla spalliera della poltrona e infine appoggiarla sulla tua spalla!! Come ci si sentiva grandi e importanti, quando questo accadeva e...... come si era frustrati quando succedeva solo ai tuoi amici!!!
Se il ragazzo era timido, la mano sulla spalla te la appoggiava dieci minuti prima che finisse il secondo film, quindi verso le cinque/cinque e trenta del pomeriggio.
Le ultime due file della platea poi, assieme alla galleria, erano riservate ai baci!! Se le mura del Cinema Magri potessero parlare, racconterebbero le prime storie d'amore di 9 Casumaresi su 10 !
I momenti più attesi erano quelli in cui si inceppava la pellicola o si doveva cambiare la bobina e prima che l'operatore riuscisse a sistemarla le ultime file della platea e la galleria esultavano per i secondi di "buio" inatteso, mentre i ragazzini si scatenavano con scherzi di ogni genere.

Ricordo che all'Epoca in cui frequentavo le scuole medie, il teatro si trasformava in sala da ballo per il pomeriggio di Carnevale.

Come ci sentivamo grandi ! Era l'unica occasione dell'anno in cui un teen agers andava a ballare!
Ai genitori di quegli anni, non passava nemmeno nell'anticamera del cervello di accompagnare in discoteca il figlio a mezza notte per poi andarlo a riprendere alle quattro del mattino e, penso, mai avrebbero immaginato che trent'anni dopo fosse quasi prassi comune!
Le ragazze con la scusa del carnevale avevano il permesso dalla famiglia di truccarsi e perchè no, abbandonare gli orribili calzettoni, ora chiamati gambaletti, per indossare gli ambiti collant!! Quanto li ho odiati i calzettoni!!!
In quelle occasioni aprivo la trousse di mia sorella, più grande di me di nove anni, e, di nascosto, usavo i suoi cosmetici ..... ma lei se ne accorgeva sempre e per me erano dolori!!!
Di queste feste ho un ricordo particolare di quella della terza media.
Mia sorella mi aveva ufficialmente concesso di usare i suoi cosmetici , ma solo ed esclusivamente per quell'occasione, e in più mi aveva aiutato a truccarmi come si deve!
Così truccata e senza "calzettoni" andai a questa festa pomeridiana ed evidentemente la trasformazione diede buoni frutti perchè per la prima volta i ragazzini cominciavano a notarmi!!
Quel pomeriggio mi sono sentita adulta!!
Nello stabile di fianco al cinema c'era la profumeria, sempre gestita dall'Ada con annessa la sua abitazione. Come nel caso della Ghita, l'ingresso era adibito a negozio e a lato una porta dove si entrava nei locali di casa sua.
I primi cosmetici li comprai di nascosto dai genitori, in quel negozio!! All'epoca era di moda un modello di bicicletta chiamata "americana". Dietro aveva due sacche porta oggetti tipo quelle delle moto oggi. Io dentro quelle sacche nascondevo i trucchi ed i collant. Uscivo di casa con calzettoni, andavo in garage a prendere la bici , mi truccavo, cambiavo le calze e scappavo via, prima che qualcuno di casa mi notasse.
Al rientro ripetevo le operazioni inverse.
Tanti anni dopo, entrando nel garage di casa mia, casualmente lo sguardo si posa sulla bicicletta di mia figlia adolescente. Nel cestino ha dimenticato dei cosmetici.
Non posso fare a meno di sorridere....la storia si ripete. Prendo i cosmetici, entro in casa e le dico: "se ti trucchi in garage, rischi di ottenere un brutto effetto. Truccati in casa davanti allo specchio che c'è una luce migliore!"
Oggi, come successo al "Nuovo Cinema Paradiso" il Teatro Magri non esiste più. Al suo posto c'è la "COOP" di Casumaro che vende il latte che una volta vendeva l'Antenesca (la vecchia zia di Gisèle) nella sua latteria .
Identica sorte è toccata alla profumeria gestita da Ada nei momenti in cui non era in biglietteria al mitico Cinema Teatro Magri.

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