mercoledì 10 marzo 2010

CASUMARO CITY E I CASUMARESI

Dopo aver rinvangato il passato rievocando la latteria di Casumaro con Gisèle e Paola M. , proseguono i ricordi di infanzia e i personaggi Casumaresi ad essi legati.

Riaffiora alla memoria il bar della Ghita.

Ghita era un anziana signora che gestiva un osteria praticamente a casa sua.

La casa era una di quegli enormi edifici contadini, dove l'ingresso era adibito a osteria con 5/6 tavoli e un banco bar. A lato c'era una porta che dava sulla cucina di casa sua.

Di fronte alla casa, un enorme tiglio con sotto alcune panche e, se la memoria non mi ingnna un tavolo in pietra, dove d'estate i vecchietti trascorrevano i pomeriggi davanti ad un bicchiere di vino.

La Ghita era una signora austera, non scherzava mai con nessuno, nemmeno con noi allora bambini.

L'osteria della Ghita era a pochi passi da casa mia e mio padre mi mandava spesso a prendere le sigarette: Nazionali esportazione senza filtro, sfuse.

Si proprio così, all'epoca si vendevano anche le sigarette sfuse, non solo in pacchetto. Il servizio di andare a prendere le sigarette, a mio padre però costava quasi sempre un gelato per me.

Ora al posto della vecchia osteria, c'è un ristorante: il Tiglio.

Nella conversazione tra me e Paola M. si inserisce Enrico e scrive: "Marisa è la figlia di Mario?"

Si, risponde Paola M. abitava vicino a noi di fronte a Puci, ricordi?

Enrico....accidenti non lo ricordo uffi!!

Fa niente. Rispondo: si sono proprio io la figlia di Mario, detto Trono, (da ragazzo era il più bell'uomo del ponte!) , sono nata al lughetto ed ho abitato di fronte a Puci marito di Andrea e padre di Cris! Di fianco a me abitava L'Ercolina.

Il fondo Lughetto: una enorme casa contadina a tre piani dove mio padre, i suoi fratelli, i suoi cugini ed io, siamo nati.

Al piano terra c'erano tre cucine: una per la mia famiglia e le atre due per le famiglie dei cugini di mio padre.

Ai due piani superiori tutte le camere da letto: in totale se non ricordo male 10 stanze .

Attaccata alla casa la stalla con una trentina di mucche e il fienile.

Un po' più in la il forno per il pane.

Leggermente spostati dal forno, il porcile e il pollaio.

Dietro casa, un campo con una decina di alberi da frutto, uno diverso dall'altro.

....Tipo fattoria di farmville!!

Tutt'intorno parecchi ettari di terreno che i miei parenti coltivavano come affittavoli, alle dipendenze di un arcigno fattore.

La casa e il terreno appartenevano ai Marchesi Strozzi di Firenze. Ogni anno il Marchese veniva a visitare i suoi possedimenti. Era un uomo anziano, elegantissimo, con sciarpa di seta bianca e bastone con pomello d'argento da passeggio.

Il suo look a Casumaro era molto inusuale, nessuno era così ricco e nobile da vestire in quel modo.

Puci e l'Andrea. Puci, se ben ricordo, si chiamava Mario, ma evidentemente lo chiamavano così per la statura una po' bassina; l'Andrea suppongo si chiamasse in realtà Andreina.

Lo scettro di casa era in mano all'Andrea, e, quando si arrabbiava con il marito, lui non riusciva ad imporsi. Brontolava un po' poi veniva a casa nostra a sfogarsi facendoci credere che chi portava i pantaloni in casa era lui...ma nessuno gli credeva.

Il figlio, Umberto, soprannominato Cris, più grande di me, passava i pomeriggi a bollire i jeans per stingerli.

Nei primi anni '70 in negozio, non esistevano i jeans stinti . Si acquistavano di tessuto denim nuovo e chi li voleva stinti (tutti) passava ore ed ore a bollirli in un pentolone con la verachina!!!

L'Ercolina invece abitava nella porzione di casa di fianco alla mia . Era una signora vedova che viveva da sola e senza gambe a causa di un incidente.

Amava coltivare i fiori e guai se si accorgeva che qualcuno li coglieva! (io di nascosto).

Una cosa che non dimenticherò mai: una sera d'inverno dove imperversava una bufera di neve, Ercolina chiese a mia madre se poteva mandarmi a dormire da lei perchè aveva paura.

Mia madre acconsentì. Fu la più brutta notte della mia vita.

A letto con questa sfortunata signora senza gambe, con le protesi appoggiate al muro, di fianco all'armadio.

Avevo circa 9/10 anni e non chiusi occhio, terrorizzata dalle gambe appoggiate al muro!

Questo episodio a mia madre lo rinfaccio tutt'ora!

Mentre scrivo queste memorie mi balena un pensiero e sorrido....se estranei a Casumaro leggono questi post sicuramente pensano "ma dove è vissuta Marisa, in un film di Fellini?"

La cosa buffa è che queste sono state solo alcune delle persone con le quali ho passato la mia infanzia!

5 commenti:

  1. Complimenti, ho scoperto il tuo Blog per caso, scrivi veramente bene ed è un piacere leggerti.
    Guai a te se molli.
    Un saluto da un Casumarese!

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  2. Caro anonimo Casumarese, grazie! Il tuo commento mi incoraggia ad andare avanti.
    Quando vuoi scrivi!!

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  3. INTERESSANTE E COMPLETO. SAREBBE INTERESSANTE ANCHE LA STORIA DEL "MULINO BOSCHETTI", SE FOSSE POSSIBILE MAGARI CON QUALCHE FOTO, NON PARLO POI DEL CINEMA "ARENA MODERNA", E DEL FAMOSO BALLO "ESTIVO SERENELLA". BRAVA COMPLIMENTI. CICO.

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  4. Grazie Cico. Se mi dai un po' di spunti posso farcela. Ciao.

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  5. CIAO MARISA SONO CICO,HO VISTO SOLO ADESSO L'ARTICOLO "CINEMA TEATRO MAGRI e PALAZZO COMUNALE",MOLTO INTERESSANTE, ANCHE PERCHE' A CASUMARO VENIVO SPESSO E' FA PARTE DEI MIEI RICORDI. IO TI AIUTEREI VOLENTIERI, MA PURTROPPO HO SOLO DEI RICORDI,UNO DI QUESTI, MI SEMBRA PER LA "BEFANA",DA MAGRI 4 FILM LA SETTIMANA INCOM E CASTAGNE BOLLITE (AL BALOS)A VOLONTA'. TIENI BOTTA,SALUTI DALL'ANONIMO.

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