La pagina web del Boom Festival non mi è servita a capire cosa avviene durante questa manifestazione, nemmeno le interviste fatte nella cerchia delle mie amicizie mi hanno aiutato a capire di cosa si tratta.
Così, decido di interrogare quello che ormai chiamo l’oracolo web “Wikipedia” che, come solito non mi delude.
Il Boom Festival è un festival biennale che si svolge in Portogallo. Il festival offre appuntamenti di musica, pittura, scultura, video, cinema, teatro è un concetto di contaminazione di diverse forme d'arte. Il primo Boom Festival nel 1997 fu un evento di incontro di musica elettronica Oltre a crescere musicalmente, Boom ha incoraggiato diversi mezzi per comunicare, una galleria d'arte, scultura naturale, teatro di strada, danze di fuoco, e il Villaggio Liminal contiene uno spazio ombreggiato per lettura, yoga, film, meditazione e discussione. Trovi il boom festival all’interno della pagina dedicata agli stili musicali e nel dettaglio la musica techno.
Trovo interessante l’idea di fondere in un unico festival le molteplici espressioni artistiche ma, se il sottofondo è la musica techno, visto il mio feeling con questo tipo di musica, non credo sia il tipo di festival che fa per me.
Tuttavia, sarà la distanza generazionale, ma ancora non mi è chiaro il genere musicale celebrato in questo evento. La pagina web del Festival parla di “musica trance”, così chiedo di nuovo aiuto a Wikipedia e scopro:
“La Trance è un genere musicale sviluppatosi negli anni novanta, appartenente alla famiglia Electronic Dance Music (EDM).
Il nome Trance trova giustificazione nello stato psico-fisico al quale, in teoria, produzioni di questo stampo dovrebbero condurre i propri ascoltatori.
La Trance è derivata sostanzialmente da generi quali la techno ed la house; indicativamente i suoi BPM variano da un minimo di 130 (progressive trance) ad un massimo di 160 (hard trance), a seconda dello stile considerato.
Attualmente la musica Trance rappresenta l'anima di quasi tutti i grandi Dance Festival del mondo, mentre possiede solo una discreta diffusione nelle discoteche. Durante il primo periodo la Trance ebbe la possibilità di distinguersi come genere a sé stante e, pur rimanendo una cultura nota ai soli addetti ai lavori, riuscì facilmente a conquistare le simpatie del pubblico dei rave e dei club specializzati. Successivamente la Trance deviò la sua attenzione verso suoni più epici, ammorbidendo la propria componente acida per privilegiare melodie corpose ed orchestrali, entrando così di prepotenza nel circuito radiofonico e inaugurando la stagione dei grandi Dance Festival.
Beh, se è un genere musicale per i soli addetti ai lavori, mi consolo! Non è una questione di distanza generazionale se non conosco questo stile.
Tuttavia, nonostante le spiegazioni Wikipedia, pur conoscendo la musica tecno, non riesco farmi un’idea di cosa può essere questa evoluzione “trance”...
Se Wikipedia è l’oracolo, YouTube senza dubbio è la "sfera di cristallo”. Mi connetto, digito Boom Festival e mi appaiono una ventina di video, registrati nell’ultima edizione 2008!
Idhana il luogo dell’evento, offre un paesaggio mozzafiato, un lago bellissimo incastonato in mezzo a morbide colline, il tutto contornato da vegetazione mediterranea.
Molteplici sono i punti spettacolo: aree concerto, artisti di strada, sputa fuoco,funamboli, spettacoli emozionali fatti di luci e colori ma purtroppo…..il sottofondo musicale fatto tutto di musica tecno trance.
Se la musica tecno è fatta di ritmi e tempi ossessivi, l’ossessione e l’appiattimento del ritmo nella trance sono esasperanti!
Ora capisco! Mica per nulla si chiama trance! Ogni brano dall’inizio alla fine mantiene sempre lo stesso tempo; l’unica emozione che mi dà è stordimento e una sorta di emicrania da cervicale! Non me ne vogliano gli artisti di questo genere, ma per suonare questo tipo di musica non penso sia necessario essere musicisti, se ci provo, scommetto che saprei farlo anch’io, anche se l’unica cosa che ho suonato in vita mia sono il campanello di casa e qualche volta il clacson dell’auto.
La cosa buffa è che questi tipi di manifestazione sono anche denominati “Dance festival”.
Di tutte le riprese che ho visto, il pubblico è stato una sorpresa. Centinaia e centinaia di ragazzi in piedi che scuotono il capo al ritmo sempre uguale e si dondolano su due piedi ma senza muoversi, e soprattutto senza comunicare tra loro!
Sembrano i replicanti di “Bladerunner”, individui privi di gioia, ma solo catturati dal ritmo maniacale di questo tipo di musica.
Anche se scontato, non posso fare a meno di confrontare il Boom Festival, con il padre, e ancor oggi, il più grande di questi eventi: il mitico festival rock di Woodstock targato 1969.
L’unica tecnologia utilizzata era quella degli amplificatori. Niente effetti speciali, gli spettacoli emozionali non si conoscevano, le luci psichedeliche nacquero qualche anno dopo. Solo musica e 450.000 ragazzi.
A seguito di questo evento fu fatto un documentario che vinse l’Oscar nel 1971 e il ricordo che mi ha lasciato è distante anni luce da quanto appena visto sul Boom Festival.
Ragazzi che arrivavano all’appuntamento con i mezzi di locomozione più disparati, abbigliamento multicolor , accompagnati da inseparabili chitarre erano da soli scenograficamente d’effetto. Quello che i protagonisti hanno lasciato ai posteri è l’immagine di una generazione alla ricerca della condivisione e della comunione con il prossimo. Il documentario in questo è molto esplicativo, là le persone ballavano insieme agli altri e non sole come al Boom.
Woodstock voleva essere la celebrazione della pace e dell’amore e per molti versi, a modo suo lo è stato!
Poi, malauguratamente, forse molti di loro saranno finiti in Wall Street con giacca e cravatta, magari anche finanziando chi non mette fiori nei propri cannoni…..
Una delle cose che più mi colpiscono del Boom Festival è la pretesa di celebrare la comunicazione, arrivando al paradosso dell’inutilità delle parole.
Sarò pure retrograda ma l’arte, la pittura e la musica da sole, sono sicuramente forme di espressione, ma la comunicazione deve passare attraverso la parola e il confronto.
La percezione che ho di questa teoria e che possa portare a un’introspezione troppo aggressiva che va oltre la percezione della realtà che circonda chi crede in queste teorie.
Mi sembra quasi uno spot per lo sballo perenne e la techno trance il veicolo per arrivarci.
Se metto a confronto le due generazioni, una cosa in comune la trovo: il rifiuto della quotidianità contemporanea, ma l’approccio è completamente diverso: i ragazzi del ’69 manifestavano il disagio apertamente e soprattutto in gruppo, senza paura di confronti; quelli di oggi utilizzano tutti gli strumenti disponibili, compreso lo stato ipnotico per una sorta di fuga non solo dal mondo ma anche da se stessi.
Se Woodstock mi trasmette la gioia di vivere , manifestazioni come il Boom festival le percepisco come un inno all’introspezione e alla solitudine dell’individuo anche se in mezzo alla folla.
mercoledì 18 agosto 2010
BOOM FESTIVAL E MUSICA TRANCE
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RispondiEliminaCara cinquantenne, innanzitutto volevo precisare che la musica trance è un genere vastissimo, dove sono presenti melodie, atmosfere sognanti, ritmi psichedelici o richiamanti la musica orientale. Quella del Boom fest è un settore specifico della trance, la psytrance, e sarebbe anche il più underground e "alienante". Io ascolto tutta la trance e ti posso assicurare che è un genere magnifico, perfetto oserei dire. Gli eventi psy/goa trance possono sembrare un pò estremi ma la filosofia di fondo è una ricerca interiore,profonda ma non alienante. Come dice Goa Gil, uno dei fondatori della trance "dance is active meditation". Comunque puoi guardare sul tubo altri eventi trance come il Trance Energy o il Sensation o il Tomorrowland dove magari la trance è vissuta con più tranquillità e forse più gioia. Ti consiglio questo brano per farti capire il legame tra trance e melodia: Shadowrider-Blue Horizon (Giuseppe Ottaviani remix) ;D
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