lunedì 11 ottobre 2010

TRANCE MUSIC - EVOLUZIONE E FILOSOFIA



Grazie al suggerimento di un lettore, scopro che la trance music non è soltanto ciò che si celebra al Boom Festival.
Anzi, “Nizarbelgacem”, nel commento lasciatomi sul blog, mi fa presente che la musica del Boom Festival è solo un settore specifico dell’universo trance, la “psytrance” il più underground e alienante.
Il mio lettore, cultore di questo genere musicale, mi spiega che è vastissimo, sono presenti melodie, atmosfere sognanti, ritmi psichedelici o richiamanti la musica orientale.
A riprova di quanto asserisce, m’invita a visionare altri eventi trance come il Trance Energy, il Sensation o il Tomorrowland dove la trance è vissuta con più tranquillità e forse più gioia.
Mi suggerisce anche un brano musicale che potrà aiutarmi a comprendere il legame fra trance e melodia.
Mono male, mi dico, che non tutti i cultori di trance, vivono la musica come quelli del Boom!!
Grata a “Nizarbelgacem” per i suggerimenti forniti, approfondisco le ricerche seguendo i suoi consigli.
Per prima cosa vado a cercare il brano consigliato: Shadowrider-Blue Horizon (Giuseppe Ottaviani remix).
Devo ammettere che questo brano non è così aggressivo e privo di armonia come quelli ascoltati al Boom Fest. La trovo un’adeguata evoluzione della prima techno anni ’80. Da qui approdo alla pagina web di “ Il canale di tranceislife100”. Questa pagina è gestita da Andrew e riflette le sue preferenze musicali. Ogni brano musicale è contraddistinto da una foto. Le foto sono tutte d’effetto e bellissime.
Ho la sensazione che il genere trance non possa essere disgiunto da immagini e luci d’effetto….
Comincio ad ascoltare alcuni brani e anche in questo caso devo dare ragione a “Nizarbelgacem”, l’armonia c’è.
Tra quelli selezionati, molto simili tra loro, ne trovo uno che mi piace più degli altri: Bruce Hornsby – The way it is (Brothers in Rhytm Mix).
Vuoi vedere che alla fine della giornata divento una fan di questo stile musicale??
Mentre faccio queste considerazioni, Loris si affaccia alla porta: ma cosa stai ascoltando? Ti senti bene?
Tranquillo, gli dico, sto solo seguendo il suggerimento di un lettore ad approfondire la conoscenza della trance music.
Mi guarda sbigottito , scuotendo la testa…
Non ci crederai, ammicco, ma ho trovato un pezzo che mi piace, fermati ti faccio ascoltare questo brano di Bruce Hornsby che non è male.
A metà registrazione, mi guarda e con espressione di compatimento esclama: “invece di ascoltare questo remix, per piacere vatti a cercare l’originale e magari ti ricordi anche che circa una ventina d’anni fa siamo stati ad un suo concerto!!”
Ohpsss questo l’ho proprio dimenticato! Possibile? Io i concerti li ricordo tutti!!
Eh no, non tutti, perché questo l’hai scordato! Era il gruppo spalla di Huey Lewis al concerto di Milano dell’88!
Gaspppp… che magra! Non mi resta altro che andarmi a cercare su Youtube il Bruce Hornsby originale non remix; ovviamente lo trovo e trovo anche lo stesso brano eseguito con solo piano e batteria.
Questa è tutta un’altra storia mi dico, mentre le mie orecchie si beatificano all’ascolto dell’armonia sprigionata dal piano e l’anima vola leggera …
Continuo a seguire il suggerimento e mi collego per documentarmi sugli eventi consigliati come Trance Energy, il Sensation e il Tomorrowland.
Senza ombra di dubbio il Tomorrowland svedese è il più bello in assoluto, per atmosfera e soprattutto per la scenografia veramente da urlo! Un palco fatto a mezza luna, sovrastato da un arcobaleno . Al centro un sole . L’impatto emozionale e notevole, il pubblico è gioioso e partecipe, applaude, canta e balla, balla, balla!! Ammetto che lo spettacolo offerto dal palco con fontane danzanti di giorno, fuochi artificiali la sera, luci psichedeliche mi rapisce per la sua spettacolarità.
La struttura scenica del Tomorrowland mi ricorda tanto i concerti dei Pink Floyd, unico gruppo musicale che ha da sempre esaltato la loro musica avvalendosi di effetti scenografici di alto livello emozionale, luci, immagini e tecniche sonore come l’olofonia.
Ricordo un concerto di fine anni ’90 a Modena. Fu un’esperienza che a distanza di anni è rimasta viva nella mia mente. Sentivo la musica non solo dall’arco stereofonico classico, ma da dietro da sopra la mia testa, e da sotto i miei piedi. Insomma la sensazione era di essere completamente avvolti da essa. In più la scenografia fatta di luci e immagini ha trasformato lo spettacolo in un viaggio ancestrale!
“Nizarbelgacem” non solo mi guida all’ascolto e alla visione di eventi trance, mi illumina anche sulla sua filosofia che come tutte le correnti musicali ha una sua storia e un sua finalità: la ricerca interiore.
Mi parla così di Goa Gil.
Questo signore nato e cresciuto a San Francisco, come molti hippies alla fine degli anni ’60 scoprì la cultura orientale e la meditazione e si trasferì a Goa in India. Durante gli inizi degli anni ottanta, molti hippies di Goa si stavano affascinando sempre più alla musica elettronica. Gil e i suoi amici presto aggiunsero alcuni strumenti e iniziarono a suonare come DJ, suonando musica live per tutta la notte sulle spiagge di Goa. Per Gil, la dance è una forma attiva di meditazione e l'uso della trance music è un modo per "ridefinire il rituale tribale per il ventunesimo secolo". Durante gli anni novanta, l'estetica del movimento Goa Trance si espanse in Europa e Israele.
Posso condividere che la dance è una forma attiva di meditazione e che la trance music sia una sorta di rituale tribale, ma sarà perché dall’alto del mio mezzo secolo sento di più il bisogno di cercare fuori che dentro di me, il ritmo ripetitivo della trance music non giova al mio spirito.
Tuttavia sono grata al mio lettore per avermi guidato alla scoperta di stili nuovi ma, se la danza è una forma meditativa, preferisco farlo con i Pink Floyd o Bruce Hornsby , magari guardando questi due video!


Nessun commento:

Posta un commento