Decretata anni fa la frazione più grande d’Italia non è mai riuscita, nonostante gli sforzi, a elevarsi a Comune. Niente Cinema, niente teatro, le attività commerciali ridotte al minimo per non parlare delle opportunità di lavoro quasi inesistenti. Come ormai avviene in tutti questi piccoli paesi, la popolazione per le occupazioni quotidiane, che siano di lavoro o svago, si sposta verso le città limitrofe ingigantendo l’armata dei pendolari.
Oltre un anno fa m’iscrissi alla pagina Facebook di Massa. Fatta eccezione per un’espressiva raccolta di foto del celebre fotografo Loris Leonardi non sono mai riuscita a trovare spunti o interessi in comune. Gli iscritti quasi tutti teen agers usano lo spazio come fosse una pagina personale, stringendo tra loro amicizie e lanciando messaggi come fossero SMS.
Grazie all’amicizia Facebook con Sandro, scopro il “ Massa Finalese - Official Group – “e addirittura il sito www.massafinalese.com, dove, tra gli altri eventi locali, ha diffuso la notizia della pubblicazione di “Un PC in regalo”.
Accipicchia, mi dico un sito .com neanche .it!!
Questi ragazzi fanno le cose in grande ho pensato, mentre mi accingevo ad aprire tutte le finestre che il sito offre.
La pagina è suddivisa in sette sezioni: le news, la storia, i film, le associazioni, i commercianti, i servizi al cittadino e il gruppo Novantaseidodici.
Il desiderio di conoscere l’origine delle cose mi porta ad aprire per primo il segmento storia. Qui scopro che grazie a reperti archeologici ritrovati ed esposti presso il Museo di Finale Emilia risalenti all’Epoca Romana, Massa Finalese è uno dei più antichi insediamenti della zona.
Trovo la scoperta interessante e al contempo non posso fare a meno di chiedermi come mai queste informazioni le scovo su Internet, nonostante io viva in questo paese da 36 anni. D’accordo, io non sono nativa di Massa Finalese ma mia figlia sì. Perché nelle scuole non insegnano ai bambini e ai ragazzi anche la storia delle loro origini, a guardare il proprio territorio con rispetto e conoscenza? Mahh…tutto sommato paragonato al tipo d’informazione che circola non dovrei stupirmi più di tanto. Se gli Italiani hanno appreso il significato della loro bandiera e inno nazionale da un comico, Roberto Benigni, al festival della canzone italiana, forse, è nella norma che io scopra nel web le origini del Paese in cui vivo da oltre sette lustri.
La categoria news, graficamente rappresentata come un calendario elenca tutti gli eventi in programmazione; tra questi uno cattura la mia attenzione: “Massa a.d.811 milleduecento anni di storia” – sabato 19 Novembre: incontro tradizione e religiosità popolare nelle campagne Modenesi – a seguire il giorno dopo: festa in piazza con giochi medievali per i bambini e una carrellata di video intitolata “Massa dall’811 ai giorni nostri”.
Esistono gli angeli del fango a Genova, ma a Massa fortunatamente abbiamo gli angeli della cultura!!
Chi sono queste creature celesti del sapere? Ovviamente l’assessorato alla cultura del Comune, ma soprattutto tutte le associazioni di volontari locali: Volontari Quartiere Carrobio, Ciclistica Massese, Avis, Croce Blu, Gruppo Scout, Mani Tese, Delfino, Vespa Club, Mercatino Hobbistica, Arteinsieme, Athena,
La Cinquedea, I Connestabili, Cantacucco, L’Associazione Ordine delle Cerchie.Un piccolo esercito di persone che dedicano la maggior parte del loro tempo libero alla comunità senza nulla chiedere in cambio se non la partecipazione del loro pubblico: i cittadini.
Sono la concretizzazione del pensiero di Aristotele:
“Il terzo livello dello stadio di felicità: Il coinvolgimento nel lavoro con i propri amici per costruire una grande città. Gli esseri umani sono più felici, quando si dedicano, assieme agli altri, alla missione di rendere la vita migliore per sé e i propri compagni”.Rinfrancata, proseguo l’esplorazione del sito e clicco sulla finestra film: Millenovecentocinquantatre e il Cacciatore di Anatre. Il primo un cortometraggio girato in soli tre giorni che racconta la storia, in chiave comica, della mancata investitura a Comune di Massa Finalese, approdato anche a New York. Il secondo, un film ambientato nel 1942 narra i sogni di un gruppo di amici che l’avvento della seconda guerra mondiale spezza e stravolge, proiettato anche a Cleveland, Ohio.
Gli attori delle due opere: molti massesi.
Il regista: un massese, Egidio Veronesi.
La produzione: l’associazione Novantaseidodici di Massa Finalese.
D’accordo, anche qui come a Casumaro, il cinema non esiste più e al suo posto invece della Coop c’è il Conad, ma sono nati produttori, registi e attori.
A ben pensare, il sito ha dimenticato un’iniziativa legata alla musica: “Il lato B”. In assenza di strutture, oltre 20 anni fa un gruppo di baldi giovani musicisti massesi e finalesi, tra i quali Loris, ebbero l’ardire di chiedere al Comune un posto dove i gruppi musicali locali potessero suonare. Il Comune diede loro in gestione le vecchie scuole elementari di Massa - poi abbattute per far posto a un centro commerciale – e successivamente quelle di Canaletto.
Il Lato B è un circolo tuttora attivo che ospita chiunque abbia voglia di esprimersi attraverso le note.
A fondo pagina del sito, una carrellata di fotografie che raccontano il Paese e i suoi cittadini tra gli anni 50 e 60.
I negozi a conduzione familiare come il barbiere, la locomotiva, le prime auto e moto e la mitica vespa.
Come in tutti i luoghi, ogni bar aveva i propri personaggi caratteristici. Negli anni ’70 quelli più in voga erano il Bar Riccio e il Bar Minarelli.
Leggenda vuole che Riccio fosse frequentato dal popolo di “tuttologi” quelli che sanno tutto di tutti, off limits alle donne ma che al loro passaggio erano scansionate meglio che all’interno di una sala a raggi “X”.
Il bar Minarelli era frequentato per la maggior parte da ragazzi, ma anche lì pare fosse necesario una sorta di lasciapassare….
Ricordo la prima volta che mi fermai all’ingresso, senza entrare. Arrivavo da Casumaro in motorino per fare una sorpresa a un ragazzo che sarebbe poi diventato mio marito.
Loris, vedendomi si alza per accogliermi ma un amico lo ferma e pressappoco dice: Loris fermati qui che prima voglio vedere chi è questa straniera che ti cerca.L’amico si avvicina - io ancora in sella al motorino - mi gira intorno, mi valuta e soppesa con lo sguardo quasi fossi un cavallo e esordisce così: chi sei tu, da dove vieni? Lo sai che per venire a Massa e cercare Loris, prima mi devi chiedere il permesso?
A darmi quest’originale benvenuto era un ragazzo di nome Jerry. …uno dei capostipiti della generazione “rubacuori selvaggi” alla Marlon Brando di Massa .
Ho appreso solo ora le origini di Massa Finalese attraverso il web, ma le storie goliardiche di personaggi rappresentativi del Paese come Jerry, furono le prime ad essermi raccontate……..
..bellissimo il commento sul bar Riccio...e pensare che negli anni 70 lo frequentavo anche io
RispondiEliminasull'agettivo "selvaggi" posso essere d'accordo, ma su "rubacuori" avrei qualche perplessita'.... per sposarsi hanno dovuto "espatriare" perche' le massesi non li volevan proprio, dici che sia perche' i conoscevano troppo bene? :-))))
RispondiEliminaio e te invece cadute nella rete... ahime', massesi d'adozione. (ma non da 30 lusti, senno' avremmo 150 anni eh? ahhhahah)
cmq anche io apprendo ora quanto volontariato e quanta cultura ci sia nel paese che ci ha adottato. chi l'avrebbe detto? la colpa della mia ignoranza in materia me l'attribuisco tutta, non mi sono mai erroneamente informata. certo è che se me l'avesse detto chi mi ha adottata....non sarebbe stato male, a questo è un altro discorso (fuoritema!)
ciao Marisa, ci troveremo a AD 811
Carla
Ehh mi sa che devo smettere di scrivere all'una di notte....confondo i lustri con i decenni. Fortuna che gli amici ti riportano sulla retta via, cosi la correzione e fatta. Passi che non siamo delle teen agers ma centenarie poi....sarebbe troppo. ahh ahh. A riguardo dei ns. adottivi ribelli rubaqualcosa (lascio a te finire la parola)...sicuramente già sai come finirla...ihh ihhh. A presto!
RispondiEliminaCiao Gianni, benvenuto nel mio blog! Mi auguro di farti sorridere con le mie storielle...poi se penso al bar Riccio degli anni '70, sai qaunto si potrebbe scrivere!!!
RispondiEliminaA presto e grazie per esserti unito a questo sito.