martedì 25 maggio 2010

LA CHIESETTA DI CAMPAGNA E IL CASINO DEI VECCHI


L'indovinello sulla chiesetta abbandonata, coperta dalle erbacce, ha destato la curiosità dei mei conterranei e non.
Mascia: mi lascia un commento sul blog, svelandomi che i genitori sono originari di Casumaro, anzi la mitica sub-frazione di Cantalupo, e mi promette di fare indagini.
Micaela è perplessa: non ricorda di aver visto quel luogo.
Paola M. ha ricordi un po’ sbiaditi.
Enrico M. invece, centra l’obiettivo: la chiesetta di Campodoso.
E’ una stradina di campagna che collega Reno Modenese a Casumaro, verso Santa Bianca.
Quanti giri in bicicletta da ragazzina da quelle parti!
Consideravamo quella zona un po’ come il “Parco Massari" di Casumaro o, se si vuole, la gita fuoriporta….
Partenza dal negozio alimentari e Bar di “Carlone” con panini, patatine, bibite e l’immancabile mangianastri!
Interi pomeriggi a parlare di musica, a raccontarci o a vivere le prime storie amorose, all’ombra di vecchi ciliegi nel cortile di una casa abbandonata.
Compagne fisse di queste gite fuori porta Melania e Paola.
Paola riconosce la chiesetta e mi manda un messaggio: è la chiesa di Campodoso ma ora non c’è più, mi dice.
Come non c’è più? Non si possono demolire così pezzi del territorio!
Quella chiesetta la sento un po’ anche mia….è l’unico posto dove Loris ha sfoderato tutto il suo romanticismo incidendo un cuore con i nostri nomi…..sigh!!!
Non è mai più successo che si esprimesse in modo così tenero…. Se quel cimelio si è perso, restano solo gli atti notarili e i prestiti bancari con i ns. nomi affiancati! Che tristezza!!!!
Qualche giorno dopo Vanni, lascia un post in bacheca, informando la comunità che la chiesetta esiste ancora …così con un sospiro di sollievo lancio un altro quesito: poco più in la c’era un’antica villa circondata da un bellissimo parco che, solo ora tramite internet, ho scoperto si chiama il Casino dei Vecchi.
Chiedo: In che stato è ora?
Vanni prontamente mi risponde: è tuttora in ottimo stato, è abitata; al portone è affissa una targa “qui nacque il 14 maggio 1821 il beato Ferdinando Maria Baccilieri”.
Accipicchia, Campodoso vanta i natali di persone famose!
Attivo Google per avere un po’ di informazioni:
Ferdinando Maria Baccilieri, nato a Campodoso di Reno Finalese (Modena) il 14 maggio 1821, fin dagli anni dell'adolescenza sentì fortemente il desiderio di andare ad annunciare il Vangelo in terra di missione. La cagionevole salute e le necessità contingenti, gradualmente, fecero comprendere che nei piani di Dio la terra di missione per don Baccilieri sarebbe stata Galezza Pepoli. Nominato Parroco nel 1852, per 41 anni guidò con abnegazione e generosità pastorale questa Comunità, rinunciando anche a più elevati incarichi ecclesiastici. Per rispondere alle urgenze del suo popolo si trovò, quasi inaspettatamente, a fondare la Congregazione delle Suore Serve di Maria di Galeazza. Fu apprezzata e illuminata guida spirituale di anime e coscienze per ogni categoria di persone. Logorato nel fisico, Ferdinando Maria morì il 13 luglio 1893 circondato da stima e fama di santità. Il Santo Padre Giovanni Paolo II l'ha annoverato fra i Beati il 3 ottobre 1999. Il suo corpo è conservato nella chiesa parrocchiale di Galezza Pepoli”.

Ma chissà perché ha un nome così strano “Casino dei Vecchi”…..Qualche giro di clessidra e Google soddisfa la mia curiosità attraverso un unico articolo:

“Questa villa di campagna è un complesso del XVIII. Anticamente detta “San Paolo”, è formata da un fabbricato padronale e da una corte chiusa sulla quale si affacciano i retrostanti fabbricati di servizio. La villa mantiene inalterato l’impianto settecentesco. Nel centro della facciata si erge un’altana sormontata da una piccola edicola in ferro che accoglie una campana. Nel timpano vi è la traccia di un orologio, mentre sotto l’ampia finestra con balaustra campeggia lo stemma marmoreo dei Vecchi, costruttori dell’edificio. Questa nobile famiglia rivestì nei secoli importanti cariche pubbliche sia a Finale che nel ducato estense. La villa ebbe in seguito diversi proprietari e agli inizi del XIX secolo fu oggetto di un forte interesse da parte del duca Francesco IV, che inutilmente tentò più volte di acquistarla. Su un lato del giardino si affaccia un antico oratorio, ben conservato ed intitolato alla Beata Vergine del Carmine. Sia l’edificio principale che l’oratorio, alla fine del XVIII secolo, risultavano di proprietà dei carmelitani di San Paolo di Ferrara; alcuni loro confratelli dimoravano in questo luogo, detto “della guardia”, pertanto si può presumere che il fabbricato abbia svolto per un certo periodo anche funzioni religiose.”
I Vecchi quindi ,un' antica famiglia nobile, costruttori della villa, probabilmente imparentati con i Baccilieri, hanno poi dato di natali al Beato Ferdinando?
Di conseguenza, mi viene da supporre: la chiesetta era un oratorio costruito in quell’epoca da questi nobili casati.
Come mi intrigano queste storie!!! E come mi piacerebbe saperne di più!!
Continuo imperterrita le ricerche…approdo nella libreria di Google; qui è catalogato tutto quanto è stato scritto su Campodoso!
E’ incredibile, una via tra Casumaro e Reno Modenese contiene 5 pagine Google di libri !!!
Scopro così che molti romanzi di Pederiali sono ambientati nella zona e, sfogliando, sfogliando, approdo su di uno scritto di Giovanni Battista Rampoldi “Corografia dell’Italia” del 1832!
E’ scaricabile in formato pdf.!!
Ehh …ehh… procedo senza indugi!
Questo libro è una piccola miniera! Racconta la storia di una miriade di Paesi e racconta anche di Campodoso!
Questo signore testualmente scrive:
CAMPODOSO, nome di luogo e di un castello, nei tempi di mezzo chiamato Ponteluce, nel territorio di Casumaro, prov. Di Modena, distretto di Finale , negli stati Estensi. Il castello fu distrutto nel 1213 il giorno di san Martino per sicurezza del vicino territorio. Neil' XI secolo formava una Corte in potere de i 'conti Berengario ed Ugo, nipoti di Sigifredo, conte di Parma. L' imperatore Enrico I, dopo essere stato vincitore di Arduino , re d' Italia, dichiarò ribelli i signori di questa Corte, e la donò alla bella Richilda , che fu poi madre della celebre contessa Matilde. In oggi non vi si veggono che rovine, conserva però la propria comunale giurisdizione, la quale comprende le due ville di Casumaro e di Reno”.Pensare che oggi è una stradina di campagna, dove due auto affiancate non riescono a passare, mentre un tempo (quasi mille anni fa) era terra di possedimenti e lotte, con una propria giurisdizione comunale che comprendeva Casumaro e Reno!!
Grazie Giovan Battista Rampoldi! Hai soddisfatto la mia curiosità.
Tornerò presto a leggerti!
Mentre faccio queste considerazioni, ricevo una richiesta di amicizia…è Raffaele.
Colleghi di lavoro per oltre 15 anni, poi le strade si sono separate…
Accetto subito l’amicizia e posto un messaggio sulla sua bacheca.
Ahh però !!! Questo evento mi fa pensare…..il giro si allarga….. non sono la sola a cercare le missing people della vita!!

5 commenti:

  1. Ciao Jack Mada, mi raccomando veglia sulla chiesetta, ho ricordi affettivi molto teneri legati a quel luogo!!

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  2. Ciao Marisa complimenti per il Blog,mi piace mpltissimo,io stò cominciando adesso a scrivere un pò,sono alle prime armi,mi sto interessando a tutto quello che riguarda Casumaro fin dalla sua alba e trovo tante cose discordanti tra i vari storici che riesco a scovare sia per le date che per i fatti,comunque mi stò veramente appasionando.
    A e la parola casino ? perchè.

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  3. Grazie Balboni per i complimenti! Non ne sono certa ma credo che anticamente le risidenze aristocratiche di campagna o di caccia le chiamassero appunto "Casino". Alcuni esempi mi hanno portato a questa conclusione come il "Casino del Vescovo" di Massa Finalese. Anch'io mi appassiono alla storia locale, sono alla ricerca di antichi testi che parlano di Casumaro e zone limitrofe. Ahh fammi sapere dove scrivi, così ti leggo! A presto.

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  4. Ciao Marisa mi tovi sui Blog di Tiscali alla lettera B , ma non ti aspettare niente di chè.

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