venerdì 18 giugno 2010

ESPERIENZE DI VIAGGI VIRTUALI E NON


Anni fa ero convinta che viaggiare per lavoro fosse stimolante e istruttivo; dopo aver provato, però, mi rendo conto che sono tour de force snervanti. Ti capita, come in quest’ultimo caso, di essere in una delle più belle città del mondo e l’unica cosa che vedi, sono: l’aeroporto, l’hotel e gli uffici o sale riunioni delle società che visiti.
Pensi di avere il tempo per una cenetta in un locale tipico, una passeggiata per il centro, invece esci dall’ufficio alle otto di sera, giusto il tempo per la cena e poi stremato vai a dormire…che tristezza!
Queste esperienze le collego al mitico Rag. Ugo Fantozzi, personaggio ideato ormai trent’anni fa ma sempre attuale e nel quale purtroppo in molte situazioni ahimè mi riconosco!!!
Dopo trentasei ore seduta a un tavolo ovale, assieme a 14 persone di nazionalità diverse, a discutere di riduzione dei costi, avrei voluto fare una domanda: perché ci si ostina a fare delle trasferte per trovarci a un tavolo ovale, quando semplicemente attraverso il web potremmo parlare vederci, discutere, condividere documenti, standocene ognuno alla propria scrivania?
I costi sostenuti per un evento del genere, equivalgono allo stipendio netto annuale di un impiegato normale, ma dovendo scegliere… le multinazionali preferiscono licenziare persone invece di rinunciare a trasferte per fare delle riunioni che spesso danno anche risultati poco efficaci!!
Così, dopo aver trascorso tre giorni in trasferta per lavoro a Parigi, decido di concedermi un giorno di vacanza, pensando di rilassarmi e allentare la frustrazione del viaggio a bordo piscina e prendere un po’ di sole….. invece niente!
Giornata piovosa e fredda!
Sconsolata non mi resta altro che accendere il PC.
Un messaggio di Paola M. nella posta di facebook: “Ti aspettavo al Finalestense, dove sei finita?”
Rispondo: “A Parigi per una trasferta di lavoro.. purtroppo, la consultazione dei tarocchi dovrà essere rimandata ad altra occasione”.
Il grano rosso della fattoria è pronto per essere falciato, così inizio il raccolto e preparo il terreno per la nuova semina, ma a metà aratura finisco il carburante…. Ohh che rottura….. devo arare e seminare una zolla alla volta…
A metà lavoro mi stanco e apro Splinder, l’ultimo social network al quale mi sono iscritta per vedere cosa produce il mondo blogger.
Entro nel mio profilo dove sono segnalati il numero di visite e le richieste di amicizia: la pagina dopo un paio di settimane , registra 63 visite e ho 3 richieste di contatto.
Incuriosita, visualizzo i profili di questi contatti.
Il primo si chiama Mysplinderning: una pagina web che organizza eventi e incontri in giro per l’Italia per i blogger. Il prossimo raduno si terrà il 3 Luglio , in contemporanea a Milano e Roma, lo scopo è incontrarsi per scambiarsi idee.
Mi rendo conto di non essere molto obiettiva nel valutare questo tipo d’iniziativa, dopo tre giorni di riunioni a Parigi…
Il secondo contatto è Contropensieri: un blog di fumetti prevalentemente satirici e molto ironici.
Il terzo contatto: Ed Kill. Ecco il profilo di chi scrive :
“Diario di una ragazza bulimica, che soffre da 4 anni di DCA, autolesionista, tradita, sola, fragile, senza una vera famiglia accanto, quella che ride anche se dentro sta morendo. Borderline. Soffre di HPD (disturbo istrionico di personalità). Entrate, ma in silenzio per favore.
Qui dentro c'è già abbastanza rumore. E fa male. Tanto.”
Nelle poesie e nelle foto pubblicate descrive tutto il suo malessere nel rifiutare se stessa. Ha solo 19 anni e gioca all’autodistruzione, ingozzandosi di cibo e provocandosi tagli sulle braccia. Sono tentata a lasciare un messaggio ma desisto perché sono convinta che se scrivessi quello che penso non lo apprezzerebbe. Dall’alto della mia ormai veneranda età le suggerirei di provare una medicina nuova: occuparsi del prossimo aiuta a dimenticare se stessi. Piangere e auto lesionarsi non fanno che aumentare il malessere dell’anima. Cercare comprensione dove non arriva, è come imboccare una strada chiusa quindi, non resta che tornare indietro e cercarne un’altra.
Un po’ depressa ritorno alla home page e tra gli ultimi aggiornamenti pubblicati, un titolo mi incuriosisce: Diario di una squillo.
Questa poi….anche le escort tengono il diario online….vediamo che dice: una ragazza di 26 anni, laureata in lingue, fa l’interprete e lavora per una società di traduzioni poi una sera per caso, un po’ ubriaca, decide di fare sesso chiedendo un compenso.
Scopre così che con questa attività guadagna 10 volte tanto di più rispetto a fare traduzioni. Racconta il suo secondo lavoro con entusiasmo, una scelta di vita..un giro di clienti rispettabili e fidati! Eh certo, penso, evidentemente con un po’ di malox per lo stomaco si può fare tutto …
Mentre continuo a leggere le divagazioni dell’interprete sulla sua seconda attività…sullo schermo appaiono una serie di pop up….”Nuvola sta visitando il mio profilo” poi una serie di video chat mi stanno chiamando….sono tutte avvenenti signorine in reggicalze che vogliono chattare con me……
Eppure il mio nick name non lascia spazio alla fantasia, penso, è chiaro che non sono un maschietto!
Poi a ben guardare noto che sono tutti spazi a pagamento. Per collegarti a queste video chat devi pagare!! Ahhh pure il sesso virtuale a pagamento offre la rete!!!!
Ma i pop corn quando arrivano???
Ehh devo ammettere che trovo molto più rassicurante la home page di facebook con le sue galline, caprette, uova d’oro e piume.
Un po’ delusa dagli ultimi viaggi virtuali e non decido di spegnere il pc e di fare una sorpresa alla mia splendida nipotina!
E’ uscito il sole, la vado a prendere all’asilo prima dell’ora di chiusura e la porto al parco!

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