sabato 25 settembre 2010

CASUMARO CITY – MOLINO BOSCHETTI

E’ una bellissima domenica settembrina, temperatura estiva, il suggerimento di Cico riaffiora dalla memoria. Decido così che potrebbe essere il giorno giusto per ascoltare la vocina interiore che sempre più frequentemente mi spinge a rivedere alcuni luoghi dell’infanzia mai più rivisitati.
Mi piacerebbe coinvolgere qualcuno in questo mio viaggio della memoria, (per esempio Loris); mi rendo subito conto che è un’esigenza che riguarda soltanto me, lui non può avere quel legame sentimentale che ho io nei confronti di luoghi che appartengono alle mie radici.
Così quando gli comunico il mio progetto, non insisto affinché mi accompagni; tuttavia, mentre giro le chiavi di accensione dell’auto, un altro desiderio si fa strada: celebrare questo viaggio, mostrando alcuni dei luoghi a me cari a una persona speciale, che magari là negli anni possa ricordarli con affetto e che sia consapevole delle proprie origini, la mia stupenda nipotina.
Così giro la macchina, mi presento a casa sua, chiedo il permesso ai genitori e la porto con me!
La meta è Molino Boschetti.
Mentre mi dirigo verso Casumaro, scopro che non ricordo più esattamente dove si trova.
Da bimbetta a Molino Boschetti ci arrivavo in bicicletta attraverso un sentiero sterrato che costeggiava il canale di Cento dal ponte di Casumaro e sbucava sul ponte di Buonacompra, impraticabile in auto.
Improvvisamente, rivisitando con la memoria quel sentiero mi accorgo che può avere un significato per la mia famiglia. La causalità o il fato vuole che mio padre sia nato di fronte al ponte di Casumaro, mentre mia madre di fronte a quello di Buonacompra.
Una bella storia d’amore dei bisnonni, uniti da due ponti, da raccontare alla mia nipotina fra un po’ di anni!!
Rammento che a Molino Boschetti ci si arrivava anche da una stradina laterale della Statale che porta a Cento, ma non ne sono certa e soprattutto non so se è ancora praticabile, così decido di fermarmi da mia madre per chiedere indicazioni.
Alla mia richiesta d’indicazioni stradali per arrivare a Molino Boschetti, mia madre sgrana gli occhi ed esclama:
“Ma cosa devi andare a fare lì che non c’è niente, se non una discarica con odori insopportabili? Si sta spargendo la voce che vengono stoccati rifiuti nocivi, di dubbia provenienza e addirittura che la vogliono ampliare”
“Ma il Mulino non c’è più?” chiedo.
“Si c’è ancora, ma da quelle parti non c’è niente di bello da vedere, solo cattivo odore della discarica, tuttavia attraverso la laterale della Statale verso Cento ci puoi arrivare con l’auto”.
“Ti ricordi a quando risale quel vecchio Mulino?” chiedo.
“Che io ricordi c’era quando ero piccola, era il Mulino della famiglia Baruffaldi” risponde.
Due cose delle informazioni fornitemi mi colpiscono: il vecchio mulino sicuramente ha più di un centinaio di anni e della discarica non sapevo proprio nulla.
Così incuriosita, saluto la mamma, prendo la mia nipotina e mi dirigo verso Molino Boschetti, cercando di far riaffiorare dalla memoria il ricordo di quel luogo com’era 40 anni fa.
All’epoca era una vecchia e malandata casa di campagna, un po’ particolare, dato il lungo “camino” o “silos” che sovrastava l’edificio situato di fianco al canale. Un piccolo ponticello univa il sentiero sterrato a una stradina che da un lato si congiungeva alla Statale per Cento e dall’altro, arrivava a Sant’Agostino passando per Mulino Albergati. Tutt’intorno campi coltivati e spesso pecore al pascolo. Anche se l’Emilia non è mai stata terra di pascoli, da quelle parti qualche allevatore c’era e succedeva spesso che il gregge bloccasse il traffico stradale, stile immagini del vecchio “intervallo” televisivo di quando ero piccola. Oggi lo scenario è molto meno poetico: il traffico lo bloccano i ciclisti della domenica e i trattori nei periodi di mietitura o raccolta dell’uva.
Imboccata la laterale della Statale per Cento, dopo alcune centinaia di metri, finito anche l’ultimo gruppetto di case, m’immergo nel classico paesaggio della campagna Emiliana; qualche filare di alberi e tanta terra coltivata rigorosamente ordinata e divisa a quadri, come solo dalle nostre parti può essere! Nonostante l’insieme del paesaggio sia a me molto noto, ammetto che a osservarlo con attenzione, sarà anche per l’effetto della particolare luce settembrina, la vista procura armonia e serenità.
Poi, a un tratto sbucando da una curva, in lontananza scorgo una costruzione con un lungo camino… ecco Molino Boschetti, mi dico.
Fermo la macchina, prendo il mio telefono intelligente e scatto una foto della campagna emiliana con il mulino come sfondo.
Risalgo in auto e proseguo fino ad arrivare davanti alla costruzione.
Con piacevole stupore noto che il vecchio Mulino è stato interamente restaurato e mi compiaccio di questa bella iniziativa! Non consentire che luoghi o cose meritevoli non possano sopravvivere alle generazioni future, ho sempre pensato sia uno scempio frutto della stupidità umana.
Di fronte al Mulino un grosso spiazzo erboso, curato ma pieno di striscioni di protesta contro la discarica.
Alcuni metri oltre il Mulino, scorgo il vecchio ponticello che secondo i miei ricordi congiungeva Casumaro a Sant’Agostino.
Uso il passato perché ora non è più così. Oltrepassato il ponte, c’è un enorme area recintata, dove all’orizzonte si scorge una collina….di rifiuti.
Un cartello: area rifiuti industriali, vietato oltrepassare i cancelli!!
Il primo pensiero che mi passa per la testa: “ma perché una discarica di rifiuti industriali, nel bel mezzo di una zona agricola, dove si coltiva quello che mangiamo? “
Mi giro e analizzo gli slogan di protesta affissi attorno al mulino: “No a una seconda discarica! No all’inceneritore!”
Un secondo pensiero: “Si è abbandonata l’agricoltura e usati gli spazi per creare spazzature giganti, probabilmente nocive e si vuole anche costruire un inceneritore e produrre diossine?”
Le immagini che frequentemente propongono alcuni servizi televisivi sull’argomento sono spesso esplicative, ma vedere con i miei occhi questa collina di “rifiuti industriali” nel contesto ultrapiatto della nostra area Emiliana mi rende consapevole del disastro ecologico che stiamo producendo. Profondamente rattristata dal degrado consapevole che si sta producendo, ritorno a casa e decido di documentarmi su questa vicenda.
Come sempre Google in questo si dimostra mio alleato.
Gli articoli sull’argomento sono molteplici. La discarica con mia sorpresa esiste dal 1985, ora esaurita e non più coltivata dal 1998 e sottoposta a procedura di bonifica.
Deduco quindi che sono circa 12 anni che esiste una montagna di rifiuti incolta e che c’è una la volontà di procedere alla bonifica, ma che questa non è ancora iniziata. Eh behh… non ci vuole fretta in queste cose, dopotutto sono passati solo 12 anni, penso.
Leggo anche che mentre le istituzioni stanno facendo le dovute valutazioni, prima di procedere alle operazioni di Bonifica!!
Nel frattempo però i cittadini sono costretti ad annusare “i salubri aromi” di questa immensa montagna e se non bastasse, i “benefici reflui” di questi composti rischiano o si sono già infiltrati nel sottosuolo e nelle falde acquifere del vicino canale di Cento.
Se penso che in questo canale, che fiancheggiava anche casa mia, fino ai primi anni 60 le donne andavano a sciacquare il bucato e ora appare un rivolo d’acqua melmoso, realizzo quanto questa generazione, la mia purtroppo, sia e continui a essere completamente dissennata!
Scorrendo i vari documenti che Google propone, m’imbatto in un progetto volto a risolvere il problema della vecchia discarica esaurita, elaborato da una società di gestione rifiuti, titolo dell’elaborato: “Realizzazione di discarica per rifiuti non pericolosi nel polo di Molino Boschetti” . Data del progetto: Novembre 2009.
L’ambito studio prevede l’occupazione di un’area di 32.300 mq., la costruzione di due vasche rifiuti
con l’obiettivo di stoccare circa 240.000 ton di rifiuti giornalieri fino al 2012!!
Una veduta aerea mostra l’area, dove s’ipotizza costruire la nuova struttura ed è disegnata in verde, esattamente di fianco alla vecchia esaurita in rosso. A occhio l’area che occuperebbe il nuovo progetto sembra più grande di un 25% rispetto alla vecchia.
Sintetizzando il piano prevede che queste due vasche contenitive siano dotate di teli di polipropilene a protezione del sottosuolo e delle falde. Una serie di fossi le delimiterà per la raccolta delle acque e per limitare l’impatto estetico e olfattivo tutt’intorno una bella serie di piante (un elenco nutrito di alberi) con impianto d’irrigazione adeguato.
Sempre per salvaguardare l’ambiente (dice il progetto) quando la discarica sarà esaurita, si coprirà la montagna con il solito telo di polipropilene e un metro circa di terra, così ci potrà magari costruire un bel giardino e perché no’ un parco giochi per i bambini!!
Con questo bel progetto, Molino Boschetti potrà vantare di essere situato tra due lussureggianti colline, cosa assolutamente rara nella nostra ultrapiatta  Emilia e sotto il livello del mare area!
Chissà cosa penserebbero i nostri avi se sapessero che anziché impiegare il terreno per coltivare il grano, lo impieghiamo per stoccare montagne di rifiuti generati dalla nostra incuria e mancanza di rispetto non solo nei confronti del territorio ma anche di noi stessi?


6 commenti:

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  2. Ciao Marisa, se vuoi saperne di più sulle vicende della discarica che non ci fa dormire la notte, visita il nostro sito: www.molinoboschetti.it

    Grazie e complimenti per il Blog (lo seguo da sempre).

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  3. Grazie per il suggerimento e per l'apprezzamento. Continuerò ad aggiornarmi sull'argomento. Un caro saluto

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  4. direi descrizione perfetta, ne ho stampata una copia e la consegna al gruppo presidio della discarica, nonche gruppo teatrale della commedia Mare Nero

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  5. Grazie Marisa per esserti registrata.. ciao ciao!

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  6. io ho fatto la postina a casumaro e ricordo benissimo il posto che descrivi ......era li' che ogni giorno mi perdevo e andavo a finire sulla zona delpostino di sant'agostino che, molto gentilmente, mi riportava sulla retta via . mi spiace che proprio li' ci sia una discarica ora,e' un po' come sporcare un mio bellissimo ricordo. ciao

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