martedì 1 marzo 2011

SCAMBI DI IDEE VIA BLOG

La giornata notevolmente fredda e uggiosa concilia la navigazione.


Il primo clic del mouse è dedicato alla sezione commenti del blog.

Con piacere, scorgo un commento della mia amica Carla inserito nel post che parla delle canzoni d’amore di Sanremo:

Londra, 15 marzo 2010 - Il giornale belga on line Dh riporta i risultati di uno studio britannico che dimostrerebbe come gli uomini più intelligenti sarebbero quelli fedeli alla loro partner, piuttosto che quelli dediti al tradimento della compagna. Secondo il dottor Satoshi Kanazawa, lo studio mostrerebbe un forte legame tra monogamia e intelletto. La ricerca si basa su inchieste effettuate negli Stati Uniti relative al quoziente intellettuale e all'attitudine sociale. "Le analisi empiriche mostrano che più gli uomini sono intelligenti e più rispettano la monogamia e l'esclusività sessuale, al contrario dei meno dotati" chiarisce il dottor Kanazawa. Quindi l'esclusività sessuale è una sorta di evoluzione sociale che mostra così la sua intelligenza e la sua attitudine ad adattattarsi ai cambiamenti. ....cara Marisa, ho trovato questo articolo nel web e ho pensato che calzasse bene... fa riflettere e pensare, no?

“Fa riflettere eccome!” Rispondo.

Il Dott. Kanazawa, ha dato una risposta scientifica alla reazione che ho avuto analizzando i testi dei brani presentati e mi ha portato a riflettere sull’evoluzione etica degli ultimi vent’anni.

Qual è l’effetto che provocano messaggi come “io confesso” piuttosto che “il mio secondo tempo”?

Quali benefici porta bearsi dell’incapacità di assumersi le proprie responsabilità, rifiutare i ritmi e tempi dettati dal tempo che passa, non evolversi mai e rimanere come immortalati in una foto sbiadita e ingiallita dal tempo?

Essere contemporaneo significa forse sbarazzarsi di esperienze, vita vissuta, tornare indietro nel tempo credendo di fermarlo?

La stessa riflessione deve essere scaturita anche in Carla perché dopo neanche mezz’ora scrive un altro commento:

“leggi qui...è un post ad un blog risalente al 2009 prima della ricerca del dott Satoshi.. non so chi sia l'autore ma mi piace tanto... "Credo sia la differenza organica (neuroendocrina) nonche ' sociale /culturale le esperienze di vita (lutti sofferenza e nascite affetti) che modula i comportamenti umani . Molti sono istintivi ossia per assetto neuroendocrino seguono più l'istintività perché forse poco modulati dall'esperienza i vita , altri più sensibili alle esperienze di vita invece seguono una certa etica anche in contrasto ai media che sospingono per un omogeneizzazione di massa dei consumi e comportamenti. Ciò piace agli americani (industriali imprenditori e consumisti) perche' spinge il mercato eppoi in genere e' piu' facile che la gente nasca e sia stupida; non esisterebbe altrimenti la moda. Quest’ultima e' infatti inversamente proporzionale non allo sviluppo di una paese ma alla stupidità ed istintualità di un popolo. La fedeltà, la serietà comportamentale, la maturità di un popolo dipende dall'intelligenza, cio' ci differenzia dagli animali. I governi permeano i media solo di consumismo su tutti i versanti, piu' si consuma , più si spende, più' si distrugge”.

Quest’analisi mi colpisce ancora di più della precedente, mi conduce ad allargare gli orizzonti sul comportamento umano nei confronti dell’etica.

Quando mi soffermo su queste valutazioni, spesso non so darmi risposte. Viviamo un’epoca sufficientemente erudita, abbiamo una miriade di strumenti per documentarci, approfondire, trarre spunti da esperienze e storie anche non vissute personalmente, ma non ne facciamo tesoro.

Sappiamo che nascondere l’immondizia sotto terra serve ad aumentare l’inquinamento del territorio, sappiamo che gli inceneritori con le emissioni di diossine procurano malattie, sappiamo che l’acqua è un bene che appartiene all’umanità, ma la vogliamo privatizzare per venderla, sappiamo che la guerra porta morte e distruzione ma continuiamo a farla, non nei paesi occidentali però, in quelli del terzo mondo.

Dai libri di storia, dai monumenti sparsi sul territorio, dai racconti dei nostri avi sappiamo che milioni di persone hanno sacrificato la vita affinché l’astio tra i popoli, la repressione, le discriminazioni di razze e religioni fossero relegate ai periodi bui del medioevo, ma qualcuno oggi ha l’ardire di asserire che eventi come l’olocausto non sono mai esistiti.

Non è un fatto d’ignoranza, ha ragione l’autore anonimo suggeritomi da Carla. E’ una questione d’intelligenza. Allora la conoscenza non è uno strumento sufficiente a debellare la stupidità.

Decido così di rivolgermi al profeta web “ Wikipedia" con l’intento di trovare una definizione “tecnica” della stupidità.

La pagina si apre con una massima di Albert Enstein:

« Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana. Della prima non sono sicuro. »

Andiamo bene, penso. Se l’intento di questa ricerca è la rivalutazione dell’intelligenza del genere umano, non ho molte prospettive di successo…

Originariamente il termine "stupidità" ha due accezioni distinte: una vede una condizione d'incapacità o insensibilità, indotta da meraviglia, sorpresa; l'altra una condizione duratura, come dire un handicap. Il termine deriva (sec. XIV) dal verbo latino stùpeo, ossia "son stordito, resto attonito". Lo "stupido" è infatti colui che non sa dominare il circostante, e le situazioni, con tutti i loro fenomeni: ne resta attonito, spiazzato. L'inetto descritto da Italo Svevo è un tipico esempio di "stupido": di fronte al bivio non saprà mai che direzione imboccare.


Generalmente lo stupido è colui che ripete inconsciamente i propri errori, è incapace di correggerli, regolamentarsi. Non è in grado di scegliere che strada imboccare. "Molti fattori del comportamento umano, intrinsecamente diversi dalla stupidità, possono contribuirvi". In questo senso è giusto riferirsi a concetti come l'ignoranza, presunta "sorella" della stupidità. Non è il caso di una cosa come la paura, sentimento tipico nell'individuo "stupido".


Certo compiere una "stupidaggine" è ben diverso dall'essere un individuo stupido. Imboccare la direzione "sbagliata" non fa l'uomo stupido. È scegliere di tentare, e non è stupido. È giusto ricordare questa differenza, ma si torna sempre allo stesso bivio:
• compiere azioni stupide fa l'uomo stupido
• l'uomo stupido può compiere solo azioni stupide.
La risposta al quesito è nell'evoluzione sociale della specie, nella civiltà e nei suoi linguaggi.

Esiste quindi un grado di parentela tra la stupidità e l’ignoranza ma mi convinco che non può essere l’unica giustificazione dei modelli scellerati che la società contemporanea molto spesso cerca di imporci.

Tuttavia, se come dice Wikipedia “il quesito è nell’evoluzione sociale della specie”, quando sento disagio e non mi riconosco nei dogmi che la contemporaneità m’impone, tanto da essere colpita da venti nostalgici di valori da “ex figlia dei fiori”, significa che non sono ai passi con i tempi o significa che l’evoluzione sociale di questo momento e gretta e priva d’ideali?

Lo sconosciuto citato da Carla sostiene che la maturità di un popolo dipende dall’intelligenza che differenzia gli uomini dagli animali.

Gli animali sono dotati di una loro etica morale. Attaccano solo per questioni amorose o per motivi di sopravvivenza. Un leone con la pancia piena, non rincorre la gazzella, attacca i suoi simili solo se un intruso minaccia il suo harem di leonesse.

Non sarà intelligente come l’uomo ma sicuramente non è stupido, le energie le utilizza solo se necessarie.

Allora perché ho la sensazione che l’essere umano diventa ogni giorno più stupido?

La risposta la trovo in una frase dell’anonimo citato da Carla e lo stesso concetto è sorprendentemente pubblicato anche su Wikipedia: l’intelligenza, la capacità di scegliere, sono qualità sgradite ai media che devono imporre i loro modelli di consumi.

Ma qual è lo scopo della cattiva influenza che i media hanno sulla società?

La conclusione di Wikipedia concorda con il post di Carla:

Il consumo è generalmente una delle fonti di reddito fondamentali per uno stato. È uno dei più grandi e sviluppati ingranaggi dell'economia moderna: innesta una nuova morale, una morale propria (che viene chiamata "postmoderna") ed oggi come mai è un fenomeno di portata macroscopica, tanto da influire (con le arti creative del marketing) sulla capacità di scegliere degli individui.

Se l’ignoranza è sorella della stupidità, essere stupidi allora significa dipendere da modelli preconfezionati per far girare l’economia di un Paese?

Se questa teoria fosse giusta, l’istintivo è più vulnerabile rispetto all’omogeneità delle masse, di conseguenza più facile da condizionare a differenza di chi invece fa tesoro delle proprie esperienze per proseguire il cammino della maturità e consapevolezza individuale.

Pensare che spesso proviamo un senso di compiacimento nel definirci istintivi, invece siamo solo stupidi e asserviti a volontà e interessi altrui…

Ho quasi l’impressione di aver individuato chi è il diavolo: la stupidità.

3 commenti:

  1. aforisma del giorno... Le donne stupide sono la salvezza per quegli uomini che altrimenti non avrebbero nessuna possibilita'.

    :-))

    carla

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  2. Questa è veramente bella!!! Da mettere sullo screen server!! Ahh Ahhh
    Ciao Carlotta!! Un bacione.

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  3. ciao carissima, ho avuto l'indirizzo del tuo blog da teresa,nostra comune amica.Il tuo blog è molto interessante e utile. io ho un blog da poco di cucina e quindi meno impegnativo del tuo. ciao marica

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