Aprendo l’home page di facebook, scorgo di essere stata invitata a partecipare a un gruppo: NOI DELLA BASSA.
Finalmente trovo anche qualche gruppo dell’area dove risiedo, andiamo a vedere, mi dico.
Finalmente trovo anche qualche gruppo dell’area dove risiedo, andiamo a vedere, mi dico.
L’immagine del profilo di questa pagina è un cartello giallo e verde che da anni invade non solo le strade del mio paese, ma anche di quelli limitrofi “NO GAS A RIVARA”.
Il gruppo “Noi della Bassa” s’identifica come segue:
Il gruppo “Noi della Bassa” s’identifica come segue:
“gruppo di noi della bassa modenese ,magari riusciamo a fare un gruppo con finale Emilia, Massa Finalese e comuni limitrofi? Sarebbe davvero stupendo, invitate tutti gli amici della bassa e discutiamo dei vari problemi”
Ho l’impressione che questo gruppo sia di recente costituzione, i post degli iscritti risalgono massimo a Luglio scorso.
Non ci sono foto, video o discussioni, ma gli iscritti sono un centinaio.
Alcuni dei post inseriti riguardano eventi locali: presentazione del nuovo corso per volontari alla croce rossa, musica rock dal vivo nella bassa, altri invece sono riferiti a una discussione sull’immagine da apporre alla pagina Facebook.
La ricerca è basata su un’immagine che accomuni gli interessi dei Paesi della zona.
La scelta fatta a favore del cartello “No Gas a Rivara” senza dubbio è un progetto locale che pende sulla testa da anni di tutti i comuni del comprensorio, come una spada di Damocle.
Come successo per la nuova discarica di Molino Boschetti, anche questo progetto è stato ideato senza il coinvolgimento dei cittadini.
Come credo che accada a tutte le opere impopolari, anche in questo caso la scoperta è stata casuale, ma persone di buona volontà hanno pensato di divulgare la notizia attraverso comunicati stampa, assemblee e manifestazioni.
Nel corso di questi ultimi anni mi è capitato spesso di assistere a discussioni contrastanti: opinioni decisamente sfavorevoli contro pareri se non favorevoli comunque possibilisti volti a giustificare il progetto necessario a causa della forte domanda di energia e di accettarne conseguentemente gli effetti.
Una sorta di accettazione di rischio calcolato, mescolato a un sottile ricatto: “Se non rinunciamo alle nostre case riscaldate, dobbiamo anche pensare che il gas necessita essere stoccato, d’altronde la tecnologia di cui oggi si dispone, consente di mettere in sicurezza sistemi che ieri erano considerati pericolosi”.
Mentre osservo il cartello “NO GAS A RIVARA”, con tristezza capisco che nonostante vivo a un paio di kilometri da questa frazione, fino ad oggi ho solo ascoltato le conclusioni altrui, senza in realtà avere una mia precisa opinione.
Cara Marisa, mi dico, è ora che cominci a cercartele da sola le informazioni se vuoi farti un’opinione personale di ciò che t’interessa e anche, come in questo caso, ti riguarda!
Google alla domanda No Gas Rivara, mi propone un numero spropositato di risultati: articoli di quotidiani, siti web, compreso quello di Beppe Grillo, video di manifestazioni pacifiche contro il progetto.
Gli articoli dei quotidiani mi sono noti, come mi sono note le manifestazioni spontanee della popolazione, quello che non so, o meglio, non ho capito, è come s’intende costruire questa centrale di stoccaggio gas e quali sono i rischi.
Decido così di selezionare le notizie più vecchie e chiedo a Google di farmi uno storico sull’argomento.
In 0,3 secondi il “mitico oracolo" mi propone tutti gli articoli, blog e siti web sull’argomento archiviati rigorosamente per “sequenza temporale”.
Che mito questo strumento, penso mentre inizio a scorrere le informazioni suddivise per anno.
Le notizie più vecchie sull’argomento risalgono al 2006.
E’ un blog denominato “Comitato Ambiente e salute –Rivara”. Il primo post è un invito a partecipare a un’assemblea pubblica durante la quale saranno commentate da esperti del settore, tutte le informazioni raccolte sul progetto di stoccaggio con annessa centrale elettrica approntato dalla Multinazionale Inglese Independent Resources.
Poi, un articolo del Resto del Carlino del 27 Settembre 2007:
“Gli abitanti di Rivara, nel Comune di San Felice sul Panaro, possono dormire sogni tranquilli: il deposito sotterraneo per lo stoccaggio di gas naturale non si farà. Lo conferma l'assessore regionale alle Attività produttive e sviluppo economico, Duccio Campagnoli.. Il progetto ha infatti ricevuto "parere negativo della regione Emilia-Romagna, che non ha giudicato quel sito idoneo all'installazione del deposito", spiega l'assessore. Al parere negativo della Regione si somma quello della valutazione d'impatto ambientale del Ministero dell'ambiente, che dà conferma definitiva dello stralcio del progetto a Rivara.”
Il 14 Dicembre 2007 il blog Ambiente e salute di Rivara scrive:
“la società inglese I.G.M. Srl (Independent Gas Management) è intenzionata a sperimentare nell’abitato di Rivara con gravi ripercussioni, sia nel sottosuolo per la sismicità che in superficie per l’inquinamento della centrale, nei comuni di San Felice, Finale, Camposanto, Medolla, Mirandola e Crevalcore.
Ad un anno di distanza, ci corre l’obbligo di segnalarvi che, al contrario di quanto si possa pensare e/o sperare, il progetto di stoccaggio non è ancora stato accantonato.
E’ notizia di questi giorni infatti, che la società I.G.M., che nello stoccaggio di Rivara ha investito milioni di euro, ha di recente dichiarato pubblicamente di essere pronta a riaprire l’iter autorizzativo ed a “fornire le garanzie richieste dai cittadini”.
E ne è effettivamente in diritto visto che, il parere interlocutorio negativo emesso dalla Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale ha solamente sospeso le procedure di valutazione per dare modo all’I.G.M. di integrare la documentazione a suo tempo presentata.
Per questo motivo riteniamo doveroso invitarvi a non abbassare la guardia ed a continuare ad appoggiare le nostre iniziative come avete fatto finora, perché la strada è ancora lunga.”
Con il senno di poi, mai profezia come quella fatta dal comitato di Rivara fu tanto azzeccata.
L’anno 2008 è segnato da innumerevoli articoli di giornale, dove si scontrano le oppose fazioni dei si e dei no ai quali si affiancano come sempre i partiti politici:
“Modena, 16 giugno 2008. La 'battaglia del gas' nella Bassa modenese è tornata a esplodere in tutta la sua forza. La vicenda del maxideposito di gas di Rivara, che la società Independent vuole realizzare, sembrava essersi definitivamente chiusa con il ‘parere interlocutorio negativo’ espresso dalla Commissione di Via (Verifica impatto ambientale) governativa nel luglio 2007 e il fronte compatto dei ‘no’, di cittadini, politici modenesi e regionali di centro destra e centro sinistra, parevano aver chiuso l’avversata vicenda della costruzione di un maxideposito di gas metano a Rivara di San Felice.
La Via e il parere negativo degli ex ministri all’ambiente e allo sviluppo economico, Pecoraro Scanio e Bersani, avevano inaugurato nel migliore dei modi la partenza per le vacanze estive degli 84mila residenti dei nove Comuni della Bassa modenese.
Oggi, invece, a distanza di quasi un anno, il caso riesplode per mano del senatore e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Giovanardi, parlando a nome del governo, ha di fatto riaperto i giochi. “Il governo - ha dichiarato - ritiene di fondamentale importanza la questione energetica, che rischia di mettere in ginocchio l’economia del Paese con gravissime conseguenze sull’occupazione e la qualità della vita dei cittadini. L’idea di uno stoccaggio gas per avere riserve strategiche, in caso di necessità, è senz’altro positivo”.
Il progetto di Independent, presentato al governo nel 2002, e autorizzato nel 2005 dal governo Berlusconi, prevede appunto lo stoccaggio di 3 miliardi e 200 milioni di metri cubi di gas da stoccare in una area considerata altamente strategica a livello europeo dall’IGM, di 120 chilometri quadri. Intanto l’Independent, che ha da poco siglato un accordo con Erg, ha già fatto sapere che è al lavoro per presentare un nuovo progetto.”
Ammetto che anche leggendo lo storico di questa vicenda, non riesco ancora a capire quali siano le motivazioni di quelle forze politiche (in primis il senatore Giovanardi) che sostengono il progetto di stoccaggio gas. Nelle loro interviste non fanno altro che affermare che il no è pregiudiziale e ideologico, esiste un’emergenza energetica e dobbiamo essere in grado di dare una risposta.
Riassumendo, gli organi ambientali e la regione hanno bocciato il progetto per inidoneità del territorio, ma la Società Inglese, titolare del progetto, avendo già investito parecchi milioni, pur di portarlo a termine è disposta a rivederlo. D’altronde se valutiamo la vicenda da uno stretto profilo commerciale, anche gli inglesi hanno le loro ragioni: nel 2002 hanno presentato un progetto e il ns. governo l’ha accettato nel 2005. Mica è colpa della multinazionale Inglese se i nostri rappresentanti, presi come sempre da delirio di onnipotenza, non hanno interpellato gli interessati. In un qualche modo devono pur rientrare delle spese già sostenute e l’unica possibilità è rivedere l’impianto ideato, ma il punto fermo è che comunque deve essere realizzato.
Non mi resta che cercare il progetto di questo faraonico impianto di stoccaggio per forse capire ancora meglio.
Lo trovo nel comitato tutela ambiente e salute:
“IL PROGETTO
Il Ministero ha dato le concessioni nel 2004, i comuni interessati lo hanno saputo a marzo 2006 e solo a Novembre la popolazione ha scoperto che avranno stivati sotto le loro case 3,2 miliardi di metri cubi di gas in un’area di circa 120 km quadrati. La società inglese Independent Resources PLC intende realizzare nel sottosuolo a Nord della provincia di Modena uno stoccaggio di gas metano di 3,2 miliardi di metri cubi, pompato con turbine giganti in una cavità sotterranea naturale (cioè nella roccia) contenente acqua, alla profondità di circa 2.000 metri. Lo stoccaggio non sarà di proprietà dello Stato, bensì della stessa Indipendent Resources PLC che comprerebbe il gas dalla francese Gaz de France, stoccandolo in estate (quando il prezzo e' basso) per poi riestrarlo per la vendita in inverno (a prezzi elevati)”.
Riconosco che in tema di grossi impianti e di geologia sono una perfetta incompetente, ma pensare che fra qualche anno potrò correre il rischio di camminare, mangiare e dormire sopra un enorme bombola del gas mi fa accapponare la pelle. Vado poi in tachicardia se malauguratamente, per una scossa di terremoto o per un semplice assestamento geologico, il contenitore naturale di roccia subisse delle incrinature o crepe facendo fuoriuscire il gas per spandersi nel bacino d’acqua sottostante….un bel giorno premendo lo sciacquone del water con la sigaretta in mano, mi esplode la casa e la sottoscritta passa a miglior vita, oppure mi esplode la pentola delle patate che ho messo a bollire perché intrise del gas che hanno assorbito dalla terra.
E di tutto quel fumo che sputerebbero le ciminiere che vedo nel plastico?
Qual è l’impatto sull’aria che andremo a respirare? Nella migliore delle ipotesi diventeremmo una popolazione sonnolenta e intossicata nel raggio di centinaia di kilometri.
La nota di colore in tutta questa storia, che comunque aggiunge tristezza e sconforto, è che il Senatore Giovanardi è nato a Modena, ma sicuramente non ha portato con sé nel suo girovagare i colori, i profumi e soprattutto i valori della sua terra, il potere l’ha completamente sradicato dalle sue origini; quel che peggio non ha rispetto alcuno per chi probabilmente l’ha sostenuto nella scalata al suo misero potere di uomo politico.
Caro Senatore, ha mai pensato a cosa direbbero i suoi avi se vedessero come tratta il territorio, la terra che nutre lei e le sue generazioni?
i politici non pensano! seguono in branco,il capobranco di turno,per potersi poi spartire il frutto delle razzie,se pensassero non sarebbero asserviti.
RispondiEliminaHai letto il sito della società proponente?www.ergrivarastorage.it
RispondiEliminaSalve sono della ERG Rivara Storage, mi è capitato per caso di leggere il suo blog.
RispondiEliminaVolevo informarla che a Mirandola presso il castello di Pico c'è il nostro Info Point, aperto tutte le mattine, dove può trovare tutte le informazioni inerenti il nostro progetto. Inoltre come le hanno già accennato esiste un nostro sito internet www.ergrivarastorage.it con i nostri contatti.
Rimaniamo a sua disposizione qualora avesse interesse ad avere ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti