Si tratta della Società ERG Rivara Storage Srl, con sede legale a Modena soggetta all’attività di direzione dell’inglese Independent Research Inc.
In questo sito ritrovo il progetto, suddiviso in fasi e valutazioni dei benefici.
Naturalmente il progetto strutturale è lo stesso che ho trovato in tutti comitati Ambientali visitati durante la precedente ricerca ma, la cosa stupefacente che mi ha colpito, è l’esposizione e la valutazione dei rischi e benefici.
L’introduzione è quasi apocalittica:
Una finestra che scorre sulle news:
Il destino del deposito di gas naturale a Rivara, in provincia di Modena, è nelle mani della commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) del ministero dell’Ambiente...continua...
A differenza degli altri progetti di stoccaggio, che prevedono la conversione di giacimenti di gas in via di esaurimento, questo progetto prevede lo stoccaggio...continua...
In considerazione della scarsità infrastrutturale in cui versa il sistema gas, è auspicabile che gli eventuali interventi di sviluppo di nuova capacità di stoccaggio contribuiscano in particolare…..
Apro la “finestra “ delle news e trovo un elenco di domande e risposte su questo controverso studio.
Le domande elencate rispecchiano tutte quelle affermazioni che hanno indotto i comitati ambientali e la commissione VIA a opporsi alla realizzazione di un sistema di stoccaggio gas nel territorio di Rivara, utilizzando la roccia come serbatoio che interessa uno spesso strato calcareo e dolomitico, molto permeabile, che si estende dal Trentino all’Istria fino alle Marche e che ospita al suo interno una falda acquifera salata profonda. La struttura calcarea è ricoperta da uno strato di 1700 metri di argille sovrapressionate completamente impermeabili.
Poi, che sotto ci sia una falda acquifera è la classica ciliegina sulla torta, una fortuna veramente insperata:
gli stoccaggi di gas in ambiente acquifero come quello di Rivara, sviluppati in tutto il mondo, hanno il grande vantaggio di avere una pressione di estrazione costante garantita dalla spinta dell’acqua che torna ad occupare le fratture lasciate libere dal gas. Questa è una caratteristica molto utile per la sicurezza del sistema energetico italiano, perché garantisce erogazioni di punta anche a fine stagione, quando gli stoccaggi in giacimenti esauriti sono quasi vuoti ed hanno quindi poca pressione di erogazione. Altro vantaggio dell’ambiente acquifero è la sua pulizia. Infatti accade molto di frequente che gas purissimo immesso negli stoccaggi sabbiosi s’impregni di sostanze inquinanti poi trascinate nella risalita con conseguente inquinamento e maggiori costi di depurazione.
Mentre proseguo nella lettura di queste esposizioni, non posso fare a meno di collegare il sistema comunicativo di questo sito con il film “thank you for smoking” di Jason Reitman. Ho il sospetto che il pubblicitario che ha ideato il sito si è ispirato al protagonista: un lobbista che si batte per la difesa del fumo e dei produttori di sigarette. Il suo motto: “ Io non nascondo la verità: la filtro”.
Se fino ad ora avevo dubbi sul significato di manipolare le informazioni, ora ho capito!
Passando alla pagina dei vantaggi, riesco a capire anche perché molte correnti politiche si sono dimostrate possibiliste sulla costruzione di questo impianto, non certo l’incremento occupazionale nel territorio:
Royalties
La Legge finanziaria 2008 dal 1º gennaio 2008, obbliga le aziende a versare una royalty pari all’1% del valore della capacità complessiva autorizzata di stoccaggio di gas naturale alle regioni dove hanno sede gli stoccaggi a titolo di contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio.
ERG Rivara Storage pagherà quindi una quota di circa un milione di euro all’anno, per i prossimi 40 anni, alla Regione Emilia Romagna che provvederà a suddividerli tra i Comuni che ospiteranno il deposito. Gli importi verranno così articolati: il 60% sul totale a San Felice sul Panaro perché è il comune nel quale hanno sede gli stabilimenti, il restante 40% suddiviso tra i comuni di Mirandola, Finale Emilia, Camposanto e Medolla, in misura proporzionale per il 50 per cento all'estensione del confine e per il 50 per cento alla popolazione.
ERS occuperà per la gestione dello stoccaggio circa 30 dipendenti diretti che avranno sede a Rivara. Lo stoccaggio genererà poi, per le attività legate a manutenzione, servizi di sorveglianza, guardiania, etc., un indotto di 45 persone assunte dalle aziende locali che si aggiudicheranno le diverse forniture.
Ehh… behh…. 40 miliardi di Euro sul piatto, sono appetitosi, se questa società afferma che una bombola del gas da 120 km sotto i piedi non è pericolosa, in fondo ci si può anche credere…
Mentre, amareggiata e sdegnata chiudo le pagine web sull’argomento, mi imbatto in una lettera che il Sindaco di Finale scrisse nel 2008 a Beppe Grillo.
E’ lo sfogo di un cittadino arrabbiato contro chi deturpa e svilisce il suo territorio a favore delle speculazioni e del business.
Racconta della sua terra:
La Bassa Modenese, ovvero l’altra metà del territorio della provincia di Modena. Qui è arcinoto c’è una fetta del fior fiore della nostra agricoltura. Qui tutto è Doc, Igp, bio… E qui era fino a un mese fa l’Uomo del Monte – se lo ricorda? – sì quello che ‘dice sì’. Succhi di frutta, conserve prodotti a San Felice sul Panaro e venduti in tutto – dico in tutto – il mondo. Una mail da Miami e…. un mese fa chi la controlla ha deciso la chiusura. Occupava fino a 600 lavoratori anni fa.
Oggi è una grande area che cerca acquirenti. In cinque anni il fior fiore dell’agroalimentare qui, nella Bassa – tra Mirandola-San Felice-Finale Emilia (sono sindaco di quest’ultimo Comune), ha visto chiudere stabilimenti di Covalpa, Mon Jardin, Conserve Italia, Corte Buona… e un anno fa pure il grande zuccherificio perché l’Italia ha detto sì alla ristrutturazione del settore saccarifero. Oltre 2mila occupati a spasso.
Di più: quello che per i Ds (ormai rimasti soli a sostenere il progetto dopo la sollevazione in tutto il comprensorio) è stato ribadito è ‘investire nel comprensorio’ e che per il sottoscritto, i Comitati (a cui va dato il merito di aver sollevato lo scandalo) e la stampa è solo una grande speculazione che farà di questo territorio cuore dell’agroalimentare italiano il ‘Polo della pattumiera’, prevede anche ad appena 1 chilometro di distanza nel sito dell’ex zuccherificio di Massa Finalese (e qui siamo nel mio territorio di competenza) un inceneritore (!): a volerlo Italia Zuccheri che aveva l’impianto saccarifero e che dall’Ue per bonificare l’area si prenderà circa 35milioni di euro. La stessa Italia Zuccheri che ha già detto di esser pronta a realizzare un inceneritore con un partner locale… (Aiamg, altra multiutility modenese e questa volta con sede proprio a Mirandola). Attenzione perché dietro l’inceneritore sorgerebbe a poca distanza un impianto per le bio-masse e sempre nel mio territorio e a non più di 3 chilometri in linea d’aria dal maxi deposito del gas di Rivara, pure una maxidiscarica.
Sono migliaia le firme raccolte dai cittadini, i teatri sono stati strariempiti come mai era accaduto nel modenese e in Emilia, ci sono state omelie a Natale nelle chiese, i giornali ne parlano un giorno sì e un giorno sì e hanno a cuore il disastro che si vorrebbe realizzare… e tutti insieme senza distinzione di ideologie, tessere di partito, stiamo lavorando per sbarrare la strada al maxi deposito del gas e poi all’inceneritore (ne esiste già uno enorme a Modena).
Chicca finale: il nostro territorio è giudicato zona sismica di 3 grado, anni fa per un mese tutti i giorni la terra qui tremava, e la concessione usata dall’Independent è l’unica lasciata libera dall’Eni e altri gruppi che avevano fatto studi in passato perché non ritenuta sicura e produttiva.
Se penso che mi sono sempre ritenuta fortunata a vivere in piccoli paesi di campagna dove, quando esci da casa i vicini ti salutano, ti controllano casa e ti annaffiano le piante quando sei fuori, vai al supermercato un po’ tutti ti conoscono, il traffico è sostenibile, puoi fare lunghe passeggiate in campagna in compagnia dei tuoi cani, di notte non sei costretto a dormire con i tappi alle orecchie per contrastare i rumori del traffico e delle sirene, la frutta la compri ancora dal contadino, credi di vivere in un area più salubre delle grosse città, ora, grazie a questo PC realizzo che tutto questo è solo una favola che mi sono costruita. In realtà corro il rischio di vivere una grossa pattumiera sopra un’enorme bombola del gas!
Grazie allo sfogo del sindaco giungo anche ad un’altra conclusione: i tanti capannoni chiusi che si trovano nella nostra zona, non sono il frutto di un calo di domanda del mercato. Sono il frutto di una scellerata politica industriale!!!
I succhi di frutta, le conserve, le marmellate, la frutta sciroppata e lo zucchero si vendono ancora, solamente si è lasciato che queste attività si continuino altrove!
Ci hanno propinato che queste sono le regole della globalizzazione e che ne avremmo tratto solo vantaggi.
In realtà, penso siano solo dei bugiardi lobbisti che “non nascondono la verità ma la filtrano”.
Trasferiscono le unità produttive in Paesi che probabilmente per il disturbo offrono sovvenzioni succulente, poi ci accusano di essere un popolo improduttivo che vive al di sopra delle proprie possibilità, non affermano che con questa politica industriale siamo ahi noi destinati a diventare un paese di disoccupati! Non riusciremo nemmeno a tornare a lavorare la terra perché la rubano per fare le maxi pattumiere….
Hanno dimenticato quella frase che si trova in molti libri di diritto “La diligenza del buon padre di famiglia”.
Non credo che barattare milioni di posti di lavoro fondati sulle risorse del territorio, come produrre succhi di frutta, piuttosto che zucchero, con discariche inceneritori e ancora impianti di stoccaggio gas risponda ai requisiti di una “Gestione da buon padre di famiglia”.
Mentre faccio queste considerazioni, mi collego al sito ufficiale del Comune di Finale Emilia e scorro l’elenco delle news della mia amministrazione:
27/10/2010
AVVISO DI DEPOSITO.D.lgs 387/2003 – Procedura Unica per impianto produzione energia elettrica dalla gassificazione delle biomasse da realizzare in Via Ceresa - Sorgenia Bioenergy Spa. 30 Giorni di tempo per presentare alle autorità competenti eventuali osservazioni
Mi sento come Benigni e Troisi nel film “non ci resta che piangere” quando incontrano Savonarola : “Ricordati che devi morire!!” e anch’io rispondo “Mò me lo segno” ma aggiungo anche: “Caro Savonarola ricorda che anche tu devi morire!”
L’indignazione è troppo alta anche per andare a dormire! Non mi resta che andare a fare il raccolto nella fattoria Zynga…..
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