Alcuni giorni fa, sull’home page di Facebook, trovo uno spezzone video di uno spettacolo di Beppe Grillo, risalente agli anni ’90 con un commento di un amico: “Nonostante sia datato, è sempre attuale”.
Apro il video e subito parte la satira sagace di Beppe che commenta gli eventi di quel periodo. Parla in chiave grottesca del trattamento che il mondo politico e i media hanno riservato a studiosi e scienziati come Fleming (premio Nobel per la medicina) precursore della chemioterapia, ma tanto umile da andare a lavorare in bicicletta e Sabin (inventore del vaccino della poliomelite), morto nell’indifferenza generale. Cita il più illustre personaggio politico della seconda metà del ‘900 chiamandolo “il gobbo” e racconta di tutti i misteriosi giochi di potere che custodisce.
E’ vero, penso, satira purtroppo sempre attuale. Si tende a enfatizzare personaggi impegnati in giochi di potere e denaro e a minimizzare i doni inestimabili che persone come Fleming o Sabin hanno regalato all’umanità. Esprimo il mio apprezzamento cliccando su mi piace e prima di condividere il post, lascio un commento: “all'epoca c'era il gobbo ma forse, era meglio del nano....mamma mia come siamo scesi in basso!!”
Passa qualche ora, ricevo una notifica e una richiesta di amicizia. E’ Grazia. Ha apprezzato il mio commento e chiede di entrare nella mia rete.
Incuriosita, ma forte del consiglio della nonna “non accettare caramelle dagli sconosciuti”, ne visualizzo il profilo. E’ di Ferrara, abbiamo 7 amici in comune, quasi tutti Casumaresi, condividiamo un po’ di pagine e interessi comuni.
Accetto la richiesta di Grazia, entro nel suo spazio virtuale. Nella sua bacheca, due sono le cose che attirano la mia attenzione e che mi accomunano con lei: la prima, la ricerca d’informazione alternativa alla “stampa ufficiale”. La seconda: Grazia è una scrittrice e ha appena pubblicato un libro. Contenta di questo incontro virtuale, le mando un messaggio “piacere di conoscerti Grazia. Scopro che sei una scrittrice, a questo punto sono curiosa di leggere il tuo libro”.
Mentre invio il messaggio, l’icona notifiche s’illumina: e’ Paola M. che commenta così la mia nuova amicizia con Grazia: “Finalmente le due scrittrici di Casumaro si sono incontrate, ci tenevo vi conosceste su Facebook, ma non ho spinto, pensando di lasciar fare al destino, e…infatti….”
Fuori è una giornata uggiosa e triste, il messaggio di Paola sul mio umore ha l’effetto e il calore di un camino acceso con la legna che scoppietta, desidero farglielo sapere e rispondo:
“Grazie per avermi catalogato tra gli scrittori Casumaresi, anch'io credo che quando le cose devono accadere...semplicemente accadono. Queste piccoli eventi mi fanno pensare che la vita è bella!! “.
Passano alcune ore e Grazia risponde al mio messaggio: “Piacere mio cara! ...in effetti la strada della curiosità è quella giusta, per poi arrivare a riflettere... e io questo vorrei ottenere con il mio libro e ancora di più con gli incontri che sto organizzando. Intanto se hai voglia leggi qualcosa sul mio blog.
A presto cara, spero parleremo un po'!”
Con questo messaggio, Grazia mi consegna le chiavi per entrare nel suo blog e sul suo sito, concedendomi il privilegio di conoscerla meglio.
Grazia, si definisce una giovane donna che ha la necessità di scrivere le sue sensazioni, le sue passioni e desideri. Tuttavia anche lei come me, ha bisogno di condividere ciò che scrive, lo fa attraverso la creazione di un romanzo e l’apertura di una pagina blog.
Inizio a leggere alcuni racconti presenti sul suo sito.
” Per sempre…. o solo per stasera” è quello che più mi ha colpito. E' la storia di un incontro tra un uomo e una donna, raccontato al femminile. Per la protagonista non è importante sapere chi è l’uomo, il suo nome, dove vive, se la storia avrà un futuro oppure no. Per lei una sola cosa è importante: le sensazioni che quest’uomo le procura.
Non si chiede se lo rivedrà domani, non le interessa chi guida il gioco, a lei interessa solamente assaporare quello che prova in quel preciso momento.
E’ un’istantanea della passione, dove al posto della macchina fotografica Grazia ha usato la penna. Non un’istantanea frettolosa, scattata da un’auto in movimento con una macchina digitale, è uno scatto fatto con la reflex manuale, dove ha definito l’esposizione, la messa a fuoco e la luce giusta, affinché si possano percepire i contorni, i dettagli e il calore dell’immagine da immortalare.
Interessante anche il racconto dedicato a un amico, “Mentre Dormi”.
La voce narrante, racconta l’impeto di un uomo, lo spasimo di possesso che si scatena, così diverso dal desiderio di una donna di essere posseduta.
Pur parlando d’amore, nei suoi racconti le parole amore piuttosto che sesso non sono mai citate, ma in queste storie ho percepito il sapore e l’odore dell’amore stesso, quello profondo e vero, svestito da luoghi comuni, pudori, gelosie piuttosto che vanità.
Grazia nel suo sito oltre ai suoi brani, suggerisce anche indirizzi di altri narratori di emozioni. Uno, in particolare mi avvince . Il racconto si chiama “Sai tenere un segreto”. Una nonna che condivide il momento più triste della sua esistenza, il funerale del compagno, con la nipote di diciassette anni.
E’ l’occasione in cui fa il bilancio della sua esistenza; nonostante il dolore del distacco, è grata di tutte le emozioni che il suo uomo le ha donato, soprattutto comprende che il suo compagno, con il suo amore, le ha concesso la continuità della vita attraverso la nipote. Sarà che per casualità la nipote del racconto ha lo stesso nome della mia nipotina, Martina, sarà che ritrovo nella protagonista analogie di approccio alla vita, la storia mi commuove.
Nonostante, ahimè, i tre o quattro ormoni che ancora ho in circolo, per dirla come la Maionchi ad Xfactor, questi racconti mi hanno trasmesso emozione.
Paola M., non ha interrogato i suoi oracoli, o preparato pozioni particolari, per favorire l’incontro ma, anche se l’avesse fatto, capisco perché da brava “maghella” sperava (o forse sentiva) che io e Grazia in un qualche modo saremmo entrate in contatto.
Entrambe siamo spinte dal desiderio di fare qualcosa per noi stesse, senza tuttavia essere insoddisfatte delle nostre vite. Siamo semplicemente curiose e desiderose di metterci in gioco, togliere il freno a mano che tante volte limita tutti noi.
I percorsi, forse dati dalla differenza d’età, sono diversi. Grazia, compie un viaggio interiore, si sveste della sua crisalide e comprende che la strada dell’appagamento è saper cogliere e assaporare le sensazioni di un batter di ciglio.
Io che di viaggi interiori ne ho già fatti tanti, forse anche troppi, sento il bisogno di uscire dal mio guscio, vedere cosa mi gira intorno, stupirmi, provare meraviglia e soddisfazione anche per piccole cose come l’incontro con il mondo di Grazia.
Marisa cara, grazie! Non perché il tuo post risulta essere un grande complimento ma perché l'attenzione con cui mi hai letta è sbalorditiva. Hai detto in poche righe ciò che io penso.
RispondiEliminaGrazie ancora Marisa, a presto trovarci!!
bellissimo tutto questo, l incontro tra marisa e grazia e io che volevo succedesse, e vedo che l intesa tra voi esiste...mi piace....:-)
RispondiEliminacarissime, l'arte della scrittura non mi ha mai avvicinata, quindi è complesso per me "postare" qualcosa che non sia scontato o banale. certo è che leggere Marisa è sempre stimolante e fa riflettere..
RispondiEliminaun riflessione mi viene spontanea...che abbia ragione la neo mamma nostra coetanea che afferma che DIO E' DONNA?
UN ABBRACCIO e complimenti ad entrambe
Carla
Carissima Carla,
RispondiEliminaqualche sospetto ti dirò c'è l'ho. D'altronde prima delle religioni monoteiste le civiltà arcaiche adoravano la madre terra e professavano il culto del sacro femminino....chissà! Un bacione Carla e grazie