mercoledì 8 dicembre 2010

I BANNER QUESTI INTRUSI O…. SIBILLE PROFETICHE?

 



Spesso I cigli delle strade sono pieni di cartelloni pubblicitari, i palazzi in restauro sono coperti da ammiccanti mega manifesti promozionali.

Mentre passeggiamo per le nostre città o viaggiamo in auto, ci capita di essere distratti da immagini che non cerchiamo.

Semplicemente ci sono proposte, se non addirittura imposte.

Immagino un abitante di una città qualsiasi, un bel mattino, aprendo la finestra di casa sua, il palazzo di fronte è sparito per lasciare il posto magari a una modella che reclamizza un paio di tanga. Senza dubbio la modella scelta ha le giuste proporzioni per sostenere una pubblicità di questo tipo, per i primi tre o quattro giorni, questo cittadino, il mattino, avrà un motivo in più per aprire le sue finestre al pensiero di aggraziate rotondità che gli danno il buongiorno. Probabilmente passati sei mesi o un anno, continuerà a essere beatificato da tanta grazia o ne avrà abbastanza da rimpiangere la facciata nascosta di quel palazzo e comincerà a detestare quell’immagine?

Frequentando il web ho scoperto che cambia la tipologia ma non il metodo.

Non esiste sito che al suo interno non contenga un cartello pubblicitario, per dirlo in gergo un banner.

Così, mentre apro un qualsiasi sito d’informazione o intrattenimento, immancabilmente ho la possibilità di entrare anche in altri tre o quattro.

I banner che definisco “propositivi” solitamente si trovano nella parte alta della pagina consultata o di fianco. Alcuni cominciano a lampeggiare oppure si aprono a tua insaputa, ma hanno sempre la crocetta in alto a destra per poterli chiudere.

Mi capita spesso di iniziare una ricerca e finirne un’altra.

Poi, ci sono i banner che qualifico “impositivi”.

Queste sono delle vere e proprie bandiere che, mentre si apre lo spazio web prescelto, si piantano nel mezzo del monitor e non c’è modo per chiuderli. Mentre leggo un articolo, questo “simpatico” vessillo si pone al centro della pagina, mettendo in secondo piano quello cui sono interessata e non c’è verso di eliminarlo. Si entra in una sorta di dispettoso senso unico che impone la navigazione in spazi non cercati. In alcuni casi si è addirittura costretti a chiudere il browser per togliersi di mezzo questo intruso.

Molte piattaforme blog suggeriscono guadagni ai blogger proponendo spazi pubblicitari nelle pagine degli utenti, sono convinta che quelli che accettano questi banner impositivi, non abbiano voglia di essere letti, visto che diventa quasi impossibile, ma siano solo interessati a quei 0,05 o 0,10 Euro a click.

Mentre, un po’ stizzita, faccio queste considerazioni cercando di uscire da uno di questi sensi unici in cui sono imbattuta, mi si apre un nuovo banner…ehh ma questo è un labirinto, mi dico.

Se il pensiero fosse una frase, l’avrei interrotto a metà, Il dito mi rimane sospeso sul mouse, leggo l’annuncio due volte nel tentativo di assimilare quanto propone.

In questa pagina sono entrata aprendo un blog postato dalla mia nuova amica scrittrice Grazia. Sarà per come si pone questo invito promozionale, sarà che mi appare mentre visito il profilo di una neo scrittrice, sarà che la domanda è cosi diretta da farmi sentire come un bimbo pizzicato dalla mamma con il dito dentro il vasetto della marmellata, invece di valutare l’opportunità che offre, esce il lato mistico del mio carattere e resto lì a rimirarlo tentando di dare un significato a questa  circostanza .

Dietro questa bandiera lampeggiante, ho quasi l’impressione di aver ricevuto un messaggio dalla sibilla o, perché no dalla Zingara che ha estratto dal suo mazzo virtuale una nuova carta. Il matto!

Mi chiedo come interpreterebbe questa casualità, la mia amica maghella Paola M.

Da quasi un anno mi diletto a raccontare le mie avventure virtuali nel blog ma questo banner mi chiede se ho scritto un libro. No, non ho scritto un libro, ho semplicemente utilizzato uno spazio web per tracciare questo viaggio, felice, quando accade, di trovare qualcuno che mi legge.

Cerco di scuotermi dalla sorpresa, tentando di mettere in moto la parte razionale del mio intelletto, dicendomi: “Intanto apri questo dannato banner e vedi di cosa si tratta. Non puoi startene lì a fissarlo e tracciare mentalmente dieci trame diverse. La Zingara è un gioco web, le sibille erano presenti nella mitologia greca e romana, non possono sopravvivere in una società così frenetica e materiale, questo è solo un manifesto pubblicitario”.

Così entro in questo nuovo spazio, si apre una pagina dal titolo “Hai scritto un libro? Inviacelo”. Senza dubbio sarà una delle solite bufale del tipo: “pubblica il tuo libro, inviaci il tuo manoscritto e un assegno da “X” euro”.

Invece no, è una casa editrice nota. Reclamizza un concorso, aperto a tutti, scadenza 10 Dicembre.

Non è un concorso a premi, semplicemente con cadenza periodica questo editore seleziona opere letterarie di varia natura e valuta l’opportunità di pubblicarle, senza chiedere denaro e garantendo un’eventuale pubblicazione solo previo consenso dell’autore.

Leggo tutte le condizioni necessarie alla partecipazione. Non è richiesto un argomento specifico, non ci sono limiti al numero di pagine dei manoscritti, non è richiesto un curriculum. Le uniche condizioni sono che il manoscritto deve essere dattiloscritto e deve pervenire entro il 10 Dicembre.

L’editore s’impegna in una risposta in un periodo che va da un minimo tre settimane fino a tre mesi.

La parte sinistra del mio cervello mi dice: “dai proviamoci, è una nuova avventura!”. ! Quella destra: ”Arrenditi, non sei neanche una dilettante, hai solamente scritto un diario sul web, chi credi sia interessato? Inoltre, mancano poco più di dieci giorni dalla scadenza, per spedire il tuo PC in regalo lo devi scaricare dal sito, trasferire in un unico file, rileggere tutto ed eventualmente correggerlo. Non c’è la farai mai!”

Lascio battibeccare i miei due emisferi cerebrali, fintanto che la parte razionale e quella emotiva trovano un accordo.

Perché rinunciare a una nuova avventura senza fare un tentativo? Potrei non fare in tempo a completare il lavoro, ma se non provo, non lo saprò mai. Qualora la mia storia non piacesse, non cambierebbe assolutamente nulla, se non il fatto di aver vissuto una nuova esperienza.

Il week end successivo, pulizie veloci e preparazione di piatti frugali, poi, naso appiccicato al PC a scaricare il blog dal sito e trasferirlo su file world. L’ultimo trasferimento di file lo completo all’1,30 di notte di Lunedì.

Ora, mi manca la correzione….riuscirò a fare in tempo, considerato che comunque mi sono imposta di pubblicare almeno un post a settimana?

Anche se leggo molto velocemente, dovrei ripassare il manoscritto almeno un paio volte , dedicando almeno due giorni e, per un risultato migliore, non di seguito l’uno all’altro….

L’aiuto insolito mi viene dal dentista, che per un piccolo intervento mi costringe a un giorno di riposo. La giornata di smaltimento anestesia è dedicata alla prima rilettura del mio manoscritto.

Mancano ormai tre giorni alla scadenza dell’invio del mio “Un PC in regalo”.

Domani sarà un giorno di festa, potrò dedicare la giornata alla seconda lettura, impachetterò il mio blog in una bella confezione Winzip e lo allegherò a una mail indirizzata alla Casa Editrice.

Loris dovrà pazientare ancora un po’ prima di trovare in tavola i pranzetti della festa.

Per me invece, inizierà una nuova attesa, lunga minimo tre settimane, massimo tre mesi. Alla curiosità di collegarmi alle statistiche blog, per consultare le visualizzazioni giornaliere, si aggiungerà un controllo costante delle mail …Fortuna che il mio mentore mi ha regalato il telefono intelligente, così blog e posta sono sempre con me!

Vedendomi così concentrata su questo progetto, Loris a un certo punto mi chiede: “Ora che hai deciso di spedire il tuo blog, che farai poi? Smetti di scrivere?”

La guardo un po’ stupita e rispondo: “No, perché dovrei, anche se mi ruba tante ore di sonno, mi sto ancora divertendo tanto. No, no assolutamente no, il blog continuerà fino a quando avrò qualcosa da dire!”.


Nessun commento:

Posta un commento