venerdì 17 settembre 2010

FINALMENTE PACE TRA UTENTE E TELEFONO INTELLIGENTE!!! (Davide contro Golia)


Raggiunto lo scopo di poter trasferire e visualizzare i miei filmati sul PC, l’incapacità di riuscire ad attivare la posta elettronica nel mio nuovo telefono è una spina nel fianco del mio orgoglio.
La convinzione che Windows mail, installato nel PC, non dialoga con il mio telefono intelligente che ha configurato Outlook, non mi convince più.
Gli innumerevoli tentativi fatti, chiedendo lumi all’oracolo Google, non hanno prodotto risultati.
Il malandrino non fa altro che suggerirmi pagine di forum inerenti alla telefonia, proponendomi tutti i quesiti inerenti alla mia specifica richiesta che, a prima vista fan ben sperare di trovare all’interno la risposta giusta, ma quando si apre la pagina, si scopre sempre che è visibile solo la domanda. La risposta è nascosta!!!! Per visualizzarla è necessario iscriversi!!
Uffa che barba!!!!
Procedo quindi alla richiesta di registrazione: inserimento nome utente, password…attesa di conferma registrazione (via mail), poi posso entrare!!!
Ho eseguito tre iscrizioni a forum diversi con il risultato di aver sviluppato una forte avversione alle password, senza essere riuscita a trovare risposte alla soluzione del mio problema.
Che frustrazione!
Decido così di ascoltare l’intuizione nata pensando al percorso che la posta elettronica fa per arrivare al mio PC…..
L’accesso alla posta elettronica è rilasciato dai gestori di telefonia; accedendo al sito web del proprio gestore, è possibile visualizzare la propria posta anche da postazioni diverse dal proprio PC. Seguendo questa logica, giungo alla conclusione che il programma di posta installato in un dispositivo non è determinante per inviare e ricevere e-mail.
Così mi collego al mio gestore (in gergo provider), inserisco il mio indirizzo e password….non mi riconosce! Ritento: niente! Vuoi vedere che ho dimenticato la password??
Poco male, decido di cambiarla.
Completo la noiosa procedura e tento di aprire la mia casella. Niente, non entro.
Sinceramente non mi capacito!! Utilizzo questo indirizzo da oltre 1 anno e non c’è traccia dei miei messaggi!!!
Riconosce il mio indirizzo ma non mi fa accedere al servizio di posta!! Mi sembra di sognare…
Comincio ad aprire tutte le finestre d’impostazione profilo, scopro così che chi mi configurò la posta, non ha utilizzato la password solita, ma ha inserito il mio numero di telefono (ghrrr..).
Riprendo la vecchia password e la modifico….magia appare la mia casella…ma vuota nessun messaggio da leggere!
Poi a ben guardare noto che la cartella spam è piena! Bah…
Apro e dentro ci sono i messaggi di tutti gli indirizzi che ho segnalato come indesiderati.
Che fine ha fatto la mia posta????
Rientro nel profilo, scopro che per non sprecare spazio di memoria, la casella web si scarica automaticamente quando apro Windows Mail!
Ora il web è allineato al PC.
Dopo un paio di giorni di tregua, necessari a sbollire la rabbiosa impotenza di non riuscire ad addomesticare il mio bellissimo telefono, riapro il manuale d’uso in cerca di un dialogo costruttivo con questo dispositivo che, ne sono convinta, abbia un alto potenziale ma ahimè nelle mie mani ancora inespresso…
Seguendo la mia intuizione, mi soffermo sul capitolo sincronizzazione, dove spiega che questo telefono è in grado di farla automaticamente via web. Entro nelle impostazioni del telefono, seleziono servizio dati –scegliere le impostazioni da sincronizzare; il magico telefono nel suo menù contiene una voce “Active-sync: posta, calendario, contatti, attività”. Apro la finestra e trovo il percorso per sincronizzare le funzioni descritte, inclusa la posta!!!
Inizio la registrazione, indirizzo, nome utente, la password (che ormai detesto) il dominio (che ho scoperto sia l’indirizzo web del gestore di telefonia) ma alla voce server m’inchiodo…. Dove lo trovo il server!!!! Uffaaaaa!!
Fortuna esiste Wikipedia!!! Senza questa enciclopedia multimediale, tutti questi aggeggi sarebbero da cestinare!
Scopro così che i server sono quei codicilli POP3 o IMAP, e indicano determinati percorsi.
Apro le impostazioni del mio gestore di posta e vedo che è stato indicato POP3, così faccio un tentativo.
Finita tutta la registrazione, entro nel sistema mail del telefono, faccio un tentativo di spedizione a Loris. Come per magia, il sistema elabora e inoltra!!!!
Vittoria!!! Mi sento quasi come Davide contro Golia!!!
Loris mi risponde…ma la risposta arriva solo sul PC ma non sul telefono…..
Ehh caro web!!! Non vuoi darmi vittoria piena, mi dico, ma credo di aver capito!!!
Entro nelle impostazioni mail dell’HTC, rifaccio la registrazione con indirizzo password, dominio e server e come per magia il telefono mi scarica 21 mail!!!!
Non posso fare a meno di inviare una mail a Loris: Oggetto: So’Mago!!!!

domenica 12 settembre 2010

IL TELEFONO INTELLIGENTE CHE FA ARRABBIARE L’UTENTE




Rientrata dalle vacanze, stordita dalla ripresa del ritmo usuale, per estraniarmi dalla routine quotidiana e con l’intento di mantenere un fievole ricordo vacanziero, la sera, continuo a dedicarmi alla scoperta del nuovo giocattolo.
L’obiettivo è sincronizzare la dispettosa posta elettronica del mio PC per poterla utilizzare anche sul mio galattico telefonino.
Comincio a documentarmi, dopo ore di ricerche, mi convinco che il sistema windows mail, utilizzato dal PC, non è compatibile con il telefonino che invece “dialoga” con il sistema di posta “Outlook”.
La convinzione m’indispettisce al punto che, nonostante sia mezzanotte passata, la devo condividere con il coniuge, il quale esasperato estrae dal cassetto il dischetto dei programmi Windows, con l’intento di installare Outlook sul mio PC, con, ahimè, la vana speranza di mettermi tranquilla e lasciarlo un po’ in pace..
Mi sequestra il PC, inserisce il dischetto e inizia a installare il programma.
Questo comporta alcuni minuti.
Finita l’installazione di tutti i file appare un messaggio: “Installazione non riuscita, il disco è danneggiato”.
Ormai è l’una di notte, non siamo più in ferie, il mattino la sveglia trilla, il pensiero di aver sprecato inutilmente ore di riposo aumenta notevolmente il mio malumore.
Outlook è dentro l’intero pacchetto office windows, cosa succede a tutti i miei file creati con questi programmi?
Vedendo la mia espressione, disinstalla immediatamente il programma danneggiato.
A operazione effettuata, faccio una prova e verifico la funzionalità dei programmi office.
Clicco sull’icona word e mi appare un nuovo messaggio, “impossibile aprire il file”.
Panico!
Pazienza i file di lavoro non mi preoccupano li recupero, ma i racconti del mio blog????
Tutte le mie storie, oltre ad essere pubblicate, sono salvate all’interno di file word!
Con un filo di speranza, senza una parola ma con sguardi inceneritori al mio consorte (lui, che tenta di placarmi dicendomi che in fondo non è un grosso problema, ci rivolgiamo al vicino che ci assiste nelle configurazioni dei sistemi di famiglia), riavvio il computer con trepidazione ormai all’1,30 di notte, tento di riaprire word: un nuovo messaggio “il programma richiesto non è compatibile con quello di default del PC” ma il file word si apre e funziona, pare, correttamente.
Piena di risentimento e timore di aver danneggiato il PC, lo spengo senza evitare di lanciare un commento al vetriolo “sarebbe meglio ammettere di non saper fare certe cose, invece di far credere il contrario!”
Sono tanto arrabbiata e frustrata che nonostante abbia a disposizione solo 5 ore di sonno, non riesco a dormire e il mattino successivo sono pimpante come una larva!
Continuo a ripetermi come fosse un mantra, che la devo smettere di passare notti insonni appiccicata al web, ma immancabilmente a fine di giornata non resisto e riaccendo il PC.
Decido di accantonare l’argomento sincronizzazione posta e riprovo la trasmissione via bluetooth da telefono a PC che nel precedente tentativo non mi riusciva. L’apparecchio riceve ma mi consente di inviare solo via SMS, mail (che non funziona) e facebook.
Uffà!!!!
Il manuale indica il dispositivo all’interno delle impostazioni, ma ormai avrò sfogliato le applicazioni centinaia di volte, senza risultato….
Ci riprovo, riapro le impostazioni una a una …ma niente!! Moralmente frustrata, invece di sfiorare l’icona chiudi, apro quella menù, trovo la parolina “altro”, seleziono e sul desktop del telefono appaiono altre icone d’impostazioni mai viste prima …compresa quella per attivare il bluetooth!!!!
Ora, sempre ripensando a quei maghi che scrivono i manuali d’uso, vorrei dire:
“Avete scritto 360 pagine di istruzioni per questo telefono, costava tanto aggiungere una piccola frase del tipo: Impostazioni: se selezionate l’icona troverete una parte di modalità di configurazione e personalizzazione del telefono, per visualizzarle tutte dovete entrare nel menù e selezionare la voce altro? Testine!!!”.
Sera successiva: Astiosamente apro il manuale d’uso e riprendo il ripasso, speranzosa di trovare la panacea ai miei molti malesseri telematici.
Mi soffermo al capitolo riproduzioni video sincronizzati da HTC a PC: “I video creati con HCT possono essere visualizzati su PC solamente da Vindows media player versione 11”.
Ehh ti pareva….
Recentemente Windows mi ha installato automaticamente un aggiornamento che contiene tra gli altri “Final media player”, cosi mi collego al sito Microsoft (lanciando anatemi a Bill Gates), cerco la versione 11 di Media Player e la scarico…..dopo 5 minuti di trasferimento file da una finestra all’altra, quando clicco installa, il sistema risponde “impossibile installare questa versione perché la versione richiesta è precedente a quella già installata”.
Se il PC fosse un pezzo di carta, giuro lo appallottolerei!
Basta!!
Tutte le volte che provo a completare un’azione, sorge un problema di compatibilità!
Seppur stizzita, ho la sensazione che dovrò piegarmi e acquistare un convertitore video, se voglio visualizzare i miei filmati senza un’antiestetica icona pubblicitaria posta al centro della ripresa..
Prima di appallottolare il PC, apro final media player, guardo i file archiviati al suo interno, quasi come fossero oggetti perduti, ne clicco uno: è la presentazione dell’HTC che ho trasferito da telefono a PC e miracolo riesco a visualizzarlo!!!
Sono incredula, ho provato per giorni senza risultato e ora si vede! Provo con i file girati in vacanza…si vedono!!!!
Noto che non è merito del convertitore che ho scaricato in prova perché non hanno l’antiestetica scritta pubblicitaria!!
Chissà se è merito della mancata installazione di Media player 11?
Vuoi vedere che anche Bill Gates ragiona come me? A volte per andare avanti bisogna tornare indietro….
Però, Bill, un consiglio se me lo consenti: insegna ai tuoi tecnici e relativi traduttori a scrivere dei manuali un po’ più pratici, soprattutto senza omettere quelle piccole informazioni che agevolerebbero tanto l’utente! La maggior parte dei tuoi clienti non sono dei tecnici ma semplici utilizzatori come la sottoscritta!
Non è carino farci sentire una massa d’incompetenti e la tecnologia invece di darci una mano in questo modo la prende!

domenica 5 settembre 2010

IL TELEFONO INTELLIGENTE PER FAR SENTIR L’UTENTE INCOMPETENTE


Sedici Agosto, festa del mio compleanno e primo giorno di ferie.
Per festeggiare i due eventi, mentre il fato mi regala un bellissimo attacco di cervicale, il mio consorte si dedica alla ricerca di un regalo per celebrare le mie molte candeline.
Stroncata dal mal di testa, declino l’invito a cena, così dopo un frugale pasto, di ritorno dalla preparazione del caffè, scorgo un involucro nascosto da un tovagliolo.. lo sollevo e trovo un pacchetto rettangolare; lo apro e sulla scatola la foto di un telefono HTC HD2.
“Con questo nuovo telefono mi auguro che quando ti chiamo, tu mi risponda!” Commenta il coniuge.
Ha ragione, in effetti, ha una suoneria troppo bassa, io lo tengo sempre dentro la borsa e mi scordo di guardare se ci sono chiamate….in pratica come se non l’avessi.
Apro la scatola ed estraggo l’oggetto, un rettangolo ultrapiatto con un display enorme e…..nessun tasto!
“Mi hai regalato l’Iphone?” chiedo.
“L’Iphone usa la tecnologia Apple, questo invece è di Windows, ha le stesse funzioni ma si chiama Smartphone, completamente touchscreen. Con questo telefono potrai rimanere connessa alla tua mail, quella del lavoro se vuoi e ai social network che ultimamente ti appassionano tanto, compreso il tuo blog. Potrai scattare foto, registrare video, ascoltare musica, inoltre tra le tante funzionalità è dotato anche del pacchetto office di windows, video scrittura, Excel, power point ecc.In poche parole non è solo un telefono è un portatile di piccole dimensioni.” Risponde.
“Caspita! Ma allora questo fa anche il caffè!” ironizzo.
Entrambi incuriositi dal nuovo oggetto, togliamo la smart card dal vecchio apparecchio e la inseriamo nel nuovo. L’home page si presenta con le condizioni meteo localizzate su Finale Emilia, il calendario, l’ora locale e alcuni riquadri, dove inserire i collegamenti preferiti. La grafica delle condizioni meteo è addirittura animata in funzione del tempo: sole che splende, nuvole sparse che si muovono oppure pioggia spazzata da tergicristalli.
Ammetto che sono impressionata da questo dispositivo!
Iniziamo così l’impostazione personalizzata, scelta delle suonerie e volumi completando rapidamente tutte le operazioni grazie ad un menù intuitivo.
Il primo problema nasce nel momento in cui decido di comporre un numero: opsss..come faccio senza tastiera?
Loris, con sufficienza, mi indica un simbolino spiegandomi che per visualizzare la tastiera basta sfiorarlo.
Bene! Lo sfioro e al posto della tastiera visualizzo il meteo di Palermo…
Un po’ spazientito, sfiora il simbolo, apre la tastiera e mi restituisce il telefono.
Inizio a digitare il numero di mia figlia ma se penso di selezionare un 5 mi esce un 9!!!
La tecnologia touchscreen è scenografica, ma richiede una manualità che bisogna acquisire, mi giustifico, pervasa da una leggera sensazione d’inadeguatezza…
Dopo una decina di tentativi, finalmente compongo il numero corretto e riesco a fare la prima chiamata.
Riesco anche a riagganciare a conversazione conclusa, ma mentre compio l’operazione evidentemente le mie grosse dita dotate di unghie lunghe, finiscono sulla rubrica e inavvertitamente comincio a lanciare chiamate indesiderate.
Nelle mie mani l’oggetto si anima di vita propria e ne perdo il controllo….
“Non ti preoccupare” mi dice Loris, “hai un passatempo per i prossimi giorni, in vacanza hai tutto il tempo per imparare ad utilizzarlo”.
Il giorno seguente lo dedico all’esercizio scrittura touchscreen.
Convinta che con una mezz’oretta di applicazione, sarei riuscita a cavarmela, uso come cavia mia figlia per impratichirmi sull’inoltro degli SMS.
Risultato: al primo tentativo mando un messaggio vuoto, al secondo una frase incompiuta perché inavvertitamente seleziono il tasto invia al posto delle lettere…..Morale il primo messaggio di senso compiuto, di appena due righe, lo inoltro dopo un giorno di studio, sempre con l’angoscia di digitare inavvertitamente il destinatario sbagliato!!!
Nel frattempo decido di intervenire sulle unghie modificandone la lunghezza.
Test sull’inoltro degli MMS: anche in questo caso una giornata di lavoro per poterlo impostare per l’invio. Lo mando a Loris e lui non lo legge!!! Panico!!! Se ci sono errori di configurazione server sono fregata! Di indirizzi IP e compagnia non ne so proprio nulla! Riprovo con mia figlia e lei lo riceve rispondendomi e inviandomi un immagine via MMS.
Sospiro di sollievo! Funziona.
A fine settimana mi manca di sincronizzare il telefono con il PC, configurare la posta elettronica e il collegamento ad Internet.
La sincronizzazione, che mi consentirà soprattutto di avere aggiornati i file di posta e la rubrica sia sul PC che sul telefono è semplice: basta collegarsi al sito indicato e scaricare il programma.
Un po’ meno il trasferimento dati via bluetooth. Il programma prima di trasferire le informazioni da un dispositivo all’altro chiede una password.
Guardo le istruzioni e scopro che molti sistemi utilizzano a scelta una delle 4 password indicate, altri invece consentono di avere password personalizzate.
Inizio a provare le 4 password, ma non entro con nessuna di esse. Cerco istruzioni su come inserire una password personale ma non trovo nessun accesso….
Chiedo consiglio a Loris e la sua risposta: “Impossibile, poiché non ti offre uno spazio per registrare una password personale, avrai sbagliato la digitazione dei codici indicati, riprova”.
Spazientita riprovo fino a esasperarmi…poi, ultimo tentativo disperato, su ispirazione di Loris, inserisco la password d’ingresso al mio PC….Funziona!
Non so se rallegrarmi o arrabbiarmi ulteriormente!
Ho passato una notte intera a leggermi le istruzioni e a riprovare i 4 codici suggeriti dal manuale o a cercare un modo per registrare una maledettissima password, invece bastava immettere quella del PC!
Ho quasi il dubbio che chi scrive questi manuali si diverta a dare istruzioni utilizzando la simbologia, che tanto piace al Dott. Langdon di Dan Brown, al posto delle parole concrete!
Se questo illustre signore anziché scrivere: “Alcuni sistemi consentono di avere password personalizzate” avesse scritto “se non funzionano le password indicate utilizzate quella d’ingresso al vostro PC” la sottoscritta non perdeva una notte intera di sonno e non rischiava quasi di litigare con il coniuge dalla frustrazione!
Ora che entrambi i sistemi (telefono e PC) sono tra loro sincronizzati, inizio a trasferire da telefono a PC e viceversa, le foto e i video che ho scattato. Grazie al cielo il trasferimento riesce!
Verifico soddisfatta che i dati trasferiti sono tutti visibili, compresi i video. Decido di aprirne uno, clicco apri e mi appare un messaggio “ll file con estensione MP4 non è riconosciuta dal lettore, ma il file potrebbe essere comunque riproducibile.”
Con cosa???? Inizio ad avere istinti distruttivi nei confronti del mio PC….
Non mi resta che interrogare Google…..mi leggo decine di pagine e scopro che esiste una grossa varietà di convertitori, basta scaricare i software.
Ora, mi chiedo: “Ogni due giorni Windows mi stressa inoltrandomi aggiornamenti di sistema che diligentemente installo, ma cosa mi fa inserire se tutte le volte che cerco di attivare una funzionalità devo andarmi a cercare dei software particolari? Perché fa un telefono che produce foto in MP4 mentre Windows media player legge tutti gli altri formati eccetto questo?”
Non discuto sull’intelligenza del telefono (mi fa pensare al robot Caterina del film con Alberto Sordi), ma su quella di chi scrive i relativi manuali d’uso e anche su chi si occupa della manutenzione degli applicativi, ho qualche riserva…ho il sospetto che hanno qualche interesse celato nell’alimentare i miliardi di forum sull’argomento?
A discapito di ciò, metaforicamente parlando, mi ritrovo con una Ferrari in mano da tre settimane ed ho imparato solo a inserire la chiave di accensione.
Se l’istinto demolitivo non ha il soppravvento, la cocciutaggine che mi contraddistingue mi aiuterà a mettere in moto questo dispositivo “intelligente”!

sabato 28 agosto 2010

BALLA COI CINGHIALI (come Woodstock, ma si mangia meglio)



La scoperta di Roadsharing, ha suscitato curiosità alla mia amica Carla, tant’è che esplorando tra le destinazioni legate agli eventi Italiani, da buon gustaia e appassionata di gastronomia, mi ha segnalato “Balla coi cinghiali dal 19 al 21 Agosto” in provincia di Savona, con un suggerimento:
“Da tenere in considerazione per il prossimo anno. Un’occasione per degustare piatti tipici accompagnati da eventi musicali. Un buon binomio, magari per fare un’esperienza di questo tipo, insieme”.
Rispondo divertita: “Ci sto! Magari ci avvaliamo dei servizi di Roadsharing, oppure di passaggio.it (altro sito, suggeritomi da Carpooling e autostop organizzato), così completiamo l’esperienza!
Naturalmente nei confronti di Carla è una provocazione. Non ha sopita l’animella hippie che ho io.
Ammetto che il titolo di questo evento incuriosisce anche me! Trovo divertente il nome e soprattutto la sua descrizione: “come Woodstock, ma si mangia meglio!”.
Così, un paio di giorni prima dell’inizio della festa, attivo l’oracolo Google e faccio un po’ di ricerche su questo “Balla coi Cinghiali”. E’ una manifestazione che si tiene da sette anni a Barbineto.
Si prefigge lo scopo di divulgare la cultura musicale giovanile unita alla gastronomia locale e non solo.
Anche questo festival, come il Boom, raccoglie diverse espressioni artistiche, quali mostre fotografiche, copertine discografiche, gruppi di scrittura creativa, corsi di teatro e danza.
Attivo la sfera di cristallo “Youtube” e inizio la ricerca video di questa festa.
Il primo riguarda un’intervista dell’organizzatore, un ragazzo che stufo di vivere in un territorio che non offre eventi musicali, ha deciso fondare l’associazione “Balla coi cinghiali” e organizzare un festival di tre giorni che raccolga il maggior numero di stili.
Cosi, a differenza del Boom dove si ascolta solo techno e addirittura trance, al Balla coi Cinghiali, i generi musicali spaziano dal rock, al blues passando per l’afro e arrivando anche alla techno.
Quindi, quasi nessun genere è escluso!
Questo festival non solo si prefigge di promuovere la musica e l’eno-gastronomia in Liguria, ha scopi nobili come sostenere associazioni Onlus “Find the cure” per le cure sanitarie in India, “AMREF” e”Gaslini Band Band”.
Tutti gli spettacoli sono gratuiti.
Anche l’ecologia è un tema sentito e, allo scopo all’interno dell’area, sono allestiti spazi per la raccolta differenziata e i contenitori alimentari sono tutti biodegradabili.
Scorro un po’ di video dell’edizione passata e con molto piacere noto che l’ambiente descritto è molto diverso dal Boom, assomiglia veramente un po’ al mitico Woodstock. Un enorme parco tende contornano l’area festival. Anche qui gente che arriva un po’ con tutti i mezzi: moto, auto, furgoni allestiti a camper e pulmini pieni di giovani.
Ragazzi e bambini che ballano nelle strade, persone allegre che voglio divertirsi e socializzare attraverso la musica e l’arte.
Ci sono sei palchi allestiti e su ognuno di essi si esibiscono gruppi di diverse tendenze musicali.
Scorrendo le recensioni, scopro che lo scorso anno a questa manifestazione hanno partecipato diecimila persone!
Se non fossi in procinto di partire per le vacanze, mi piacerebbe fare un giretto e assistere a questo evento.
Carla ha ragione! E’ una manifestazione da tenere in agenda per il prossimo anno. Tuttavia, posso sempre seguirne i resoconti attraverso il web.
Così, attivo la sveglia al mio oracolo, Google Alert e mi faccio inviare tutte le novità inerenti a Balla coi Cinghiali.
Puntualmente, a due giorni dalla chiusura del festival, la mia mail personale inizia a riempirsi di messaggi che mi notificano tutti gli articoli pubblicati in merito.
Le recensioni sono tutte di testate locali e, nessuna esclusa, elogia l’iniziativa.
Se lo scorso anno hanno partecipato diecimila persone, quest’anno erano in quarantacinquemila e il tutto si è svolto all’insegna del divertimento e della condivisione senza incidenti.
Queste critiche mi confortano!
Dopo aver visitato il Boom Festival, mi ero quasi convinta, data la distanza generazionale, di non aver molto in comune con questi giovani così introspettivi; scoprendo Balla coi Cinghiali, mi riappacifico con il mondo giovanile e mi rincuora che ancor oggi i giovani nei loro percorsi espressivi, prendano spunto da ideali a me molto cari.
Questo evento mi colpisce e lo descrivo a Loris. Mentre gli racconto le mie ricerche, noto una luce nei suoi occhi di leggero rammarico….”questo è sempre stato anche il mio di desiderio” risponde.
“Il parco del castello di Massa Finalese, sarebbe una cornice ideale per rassegne tipo balla coi cinghiali, non sai quante volte ho sognato di realizzare un evento simile”, replica.
E’ vero il Paese dove abitiamo ha uno spazio molto bello inutilizzato, ma è anche privato.
Tuttavia, a volte mi capita di pensare che nel famoso detto “se lo desideri veramente, le cose accadono” un fondo di verità ci sia !
La conferma di questo mio pensiero mi arriva attraverso le notizie in evidenza della pagina Facebook.
“A Cesena: 25-26 Settembre: Woodstock a 5 stelle “
Ahh ma allora non sono la sola ad essere una nostalgica!!!! Evidentemente anziché essere fuori dal coro sono dentro più di tanti altri!
Quasi, quasi, mando l’invito al mio compagno di scuola Enrico, così ha un motivo in più per definirmi nostalgica.
Bene, mi dico, andiamo a vedere di cosa si tratta! Apro la pagina facebook e scopro che l’organizzatore è un cinquatanovenne, capelli lunghi e fascia hippie sul capo.
E’ Beppe Grillo che testualmente scrive:
“ a 41 anni da Woodstock con i sui 3 giorni di “peace and music” a Cesena ci sarà
una due giorni di “futuro e musica”. Non ci saranno Joe Cocker e Jimi Hendrix. Woodstock 5 Stelle non sarà solo musica, sarà anche futuro. Per ognuna delle 5 Stelle del Movimento parteciperà un esperto mondiale. Un momento di parole nuove, di emozione, in cui i pensieri diventano progetti, i nickname del blog visi, amicizie.
Musica e futuro si alterneranno dal mattino alla notte del 25 e 26 settembre. Stiamo attrezzando spazi per camper e tende. L'ingresso è gratuito, chi vuole può fare una donazione, su richiesta di molti ci saranno spazi per le famiglie e i bambini”
Non posso fare a meno di lasciare un commento a questa iniziativa:
“Ehh vai!!!! La storia insegna che per cambiare a volte è necessario tornare indietro!! Anche se mancheranno Hendrix e Richie Havens con la sua freedom, spero che ci sia ancora qualcuno che la canti e soprattutto la divulghi !!!!! “
Cerco su Youtube Richie Havens e la sua Freedom a Woodstock e la allego al post…..
A questo punto so già a cosa sarà volta la mia attenzione nei prossimi giorni..
Non me ne vogliano i progressisti, ma forse tutto questo ha un senso…quando ci si perde è necessario tornare indietro e riprovare a partire!

mercoledì 18 agosto 2010

BOOM FESTIVAL E MUSICA TRANCE



La pagina web del Boom Festival non mi è servita a capire cosa avviene durante questa manifestazione, nemmeno le interviste fatte nella cerchia delle mie amicizie mi hanno aiutato a capire di cosa si tratta.
Così, decido di interrogare quello che ormai chiamo l’oracolo web “Wikipedia” che, come solito non mi delude.

Il Boom Festival è un festival biennale che si svolge in Portogallo. Il festival offre appuntamenti di musica, pittura, scultura, video, cinema, teatro è un concetto di contaminazione di diverse forme d'arte. Il primo Boom Festival nel 1997 fu un evento di incontro di musica elettronica Oltre a crescere musicalmente, Boom ha incoraggiato diversi mezzi per comunicare, una galleria d'arte, scultura naturale, teatro di strada, danze di fuoco, e il Villaggio Liminal contiene uno spazio ombreggiato per lettura, yoga, film, meditazione e discussione. Trovi il boom festival all’interno della pagina dedicata agli stili musicali e nel dettaglio la musica techno.

Trovo interessante l’idea di fondere in un unico festival le molteplici espressioni artistiche ma, se il sottofondo è la musica techno, visto il mio feeling con questo tipo di musica, non credo sia il tipo di festival che fa per me.
Tuttavia, sarà la distanza generazionale, ma ancora non mi è chiaro il genere musicale celebrato in questo evento. La pagina web del Festival parla di “musica trance”, così chiedo di nuovo aiuto a Wikipedia e scopro:

“La Trance è un genere musicale sviluppatosi negli anni novanta, appartenente alla famiglia Electronic Dance Music (EDM).
Il nome Trance trova giustificazione nello stato psico-fisico al quale, in teoria, produzioni di questo stampo dovrebbero condurre i propri ascoltatori.
La Trance è derivata sostanzialmente da generi quali la techno ed la house; indicativamente i suoi BPM variano da un minimo di 130 (progressive trance) ad un massimo di 160 (hard trance), a seconda dello stile considerato.
Attualmente la musica Trance rappresenta l'anima di quasi tutti i grandi Dance Festival del mondo, mentre possiede solo una discreta diffusione nelle discoteche. Durante il primo periodo la Trance ebbe la possibilità di distinguersi come genere a sé stante e, pur rimanendo una cultura nota ai soli addetti ai lavori, riuscì facilmente a conquistare le simpatie del pubblico dei rave e dei club specializzati. Successivamente la Trance deviò la sua attenzione verso suoni più epici, ammorbidendo la propria componente acida per privilegiare melodie corpose ed orchestrali, entrando così di prepotenza nel circuito radiofonico e inaugurando la stagione dei grandi Dance Festival.

Beh, se è un genere musicale per i soli addetti ai lavori, mi consolo! Non è una questione di distanza generazionale se non conosco questo stile.
Tuttavia, nonostante le spiegazioni Wikipedia, pur conoscendo la musica tecno, non riesco farmi un’idea di cosa può essere questa evoluzione “trance”...
Se Wikipedia è l’oracolo, YouTube senza dubbio è la "sfera di cristallo”. Mi connetto, digito Boom Festival e mi appaiono una ventina di video, registrati nell’ultima edizione 2008!
Idhana il luogo dell’evento, offre un paesaggio mozzafiato, un lago bellissimo incastonato in mezzo a morbide colline, il tutto contornato da vegetazione mediterranea.
Molteplici sono i punti spettacolo: aree concerto, artisti di strada, sputa fuoco,funamboli, spettacoli emozionali fatti di luci e colori ma purtroppo…..il sottofondo musicale fatto tutto di musica tecno trance.
Se la musica tecno è fatta di ritmi e tempi ossessivi, l’ossessione e l’appiattimento del ritmo nella trance sono esasperanti!
Ora capisco! Mica per nulla si chiama trance! Ogni brano dall’inizio alla fine mantiene sempre lo stesso tempo; l’unica emozione che mi dà è stordimento e una sorta di emicrania da cervicale! Non me ne vogliano gli artisti di questo genere, ma per suonare questo tipo di musica non penso sia necessario essere musicisti, se ci provo, scommetto che saprei farlo anch’io, anche se l’unica cosa che ho suonato in vita mia sono il campanello di casa e qualche volta il clacson dell’auto.
La cosa buffa è che questi tipi di manifestazione sono anche denominati “Dance festival”.
Di tutte le riprese che ho visto, il pubblico è stato una sorpresa. Centinaia e centinaia di ragazzi in piedi che scuotono il capo al ritmo sempre uguale e si dondolano su due piedi ma senza muoversi, e soprattutto senza comunicare tra loro!
Sembrano i replicanti di “Bladerunner”, individui privi di gioia, ma solo catturati dal ritmo maniacale di questo tipo di musica.
Anche se scontato, non posso fare a meno di confrontare il Boom Festival, con il padre, e ancor oggi, il più grande di questi eventi: il mitico festival rock di Woodstock targato 1969.
L’unica tecnologia utilizzata era quella degli amplificatori. Niente effetti speciali, gli spettacoli emozionali non si conoscevano, le luci psichedeliche nacquero qualche anno dopo. Solo musica e 450.000 ragazzi.
A seguito di questo evento fu fatto un documentario che vinse l’Oscar nel 1971 e il ricordo che mi ha lasciato è distante anni luce da quanto appena visto sul Boom Festival.
Ragazzi che arrivavano all’appuntamento con i mezzi di locomozione più disparati, abbigliamento multicolor , accompagnati da inseparabili chitarre erano da soli scenograficamente d’effetto. Quello che i protagonisti hanno lasciato ai posteri è l’immagine di una generazione alla ricerca della condivisione e della comunione con il prossimo. Il documentario in questo è molto esplicativo, là le persone ballavano insieme agli altri e non sole come al Boom.
Woodstock voleva essere la celebrazione della pace e dell’amore e per molti versi, a modo suo lo è stato!
Poi, malauguratamente, forse molti di loro saranno finiti in Wall Street con giacca e cravatta, magari anche finanziando chi non mette fiori nei propri cannoni…..
Una delle cose che più mi colpiscono del Boom Festival è la pretesa di celebrare la comunicazione, arrivando al paradosso dell’inutilità delle parole.
Sarò pure retrograda ma l’arte, la pittura e la musica da sole, sono sicuramente forme di espressione, ma la comunicazione deve passare attraverso la parola e il confronto.
La percezione che ho di questa teoria e che possa portare a un’introspezione troppo aggressiva che va oltre la percezione della realtà che circonda chi crede in queste teorie.
Mi sembra quasi uno spot per lo sballo perenne e la techno trance il veicolo per arrivarci.
Se metto a confronto le due generazioni, una cosa in comune la trovo: il rifiuto della quotidianità contemporanea, ma l’approccio è completamente diverso: i ragazzi del ’69 manifestavano il disagio apertamente e soprattutto in gruppo, senza paura di confronti; quelli di oggi utilizzano tutti gli strumenti disponibili, compreso lo stato ipnotico per una sorta di fuga non solo dal mondo ma anche da se stessi.
Se Woodstock mi trasmette la gioia di vivere , manifestazioni come il Boom festival le percepisco come un inno all’introspezione e alla solitudine dell’individuo anche se in mezzo alla folla.


venerdì 13 agosto 2010

C’ERA UNA VOLTA…L’AUTOSTOP


Sulla scia di “On the Road”, mitico romanzo della beat generation, la pratica dell’autostop negli anni ’70, non era solo un modo di viaggiare per i ragazzi squattrinati e curiosi. Era uno status symbol, uno degli strumenti della contestazione giovanile, avulsa dal consumismo e dai cliché imposti dalla morale borghese dell’epoca.
Si voleva dimostrare che il denaro non era essenziale, bastavano la fantasia, lo spirito di avventura e non essere schiavi della “proprietà” .
Insomma una sorta di gesuiti del ‘900!
Così, chi poteva permettersi periodi di vacanze o aveva il permesso di viaggiare senza la famiglia, non prendeva il treno, il pullman e tanto meno l’aereo, per raggiungere la destinazione prescelta. Con il sacco a pelo sulle spalle, si metteva sul ciglio della strada, braccio teso verso la corsia, pollice alzato, in attesa che un mezzo qualsiasi di locomozione si fermasse e donasse un tratto di strada.
A questo proposito, ricordo due amici che un’estate partirono per l’Olanda in autostop. Uno finite le ferie ritornò per riprendere il lavoro, l’altro si prese un “periodo sabbatico” è ritorno a fine estate. Io all’epoca adolescente ricordo che mitizzai l’impresa!
Quanto avrei voluto fare anch’io quel tipo di esperienze!!! ….Fortuna che ho avuto un padre con corporatura da armadio a 4 ante e mani grandi come una pala da pizza!
Così…dovevano bastarmi i racconti degli amici più grandi…
Tuttavia, anche se non per lunghi viaggi, l’autostop l’ho praticato anch’io!
Assieme ad un paio di amiche, Valeria e Melania, la domenica pomeriggio (la sera era vietato uscire), braccio teso e pollice alzato per andare in discoteca, ma anche da più grandicella per andare al lavoro, quando perdevo il pullman!
Ripensandoci oggi, piuttosto che fare l’autostop per andare al lavoro, chiamo un taxi!
In quegli anni, tutto sommato, se era abbastanza normale trovare persone ai cigli della strada che chiedevano un passaggio, lo era altrettanto concederlo.
Poi, probabilmente grazie ad una crescita del tenore di vita, già dagli anni ’80 questa pratica iniziò a diminuire, tant’è che ormai sono anni che non incontro più nessuno sulla strada con il pollice alzato.
Poi, qualche sera fa, navigando svogliatamente nel web in cerca di curiosità, un link mi porta a un sito chiamato “Roadsharing”.
Visualizzo l’home page, dove trovo tre domande:
Sei un pendolare?
• Cerchi o offri un passaggio in auto?
• Vuoi dividere le spese di viaggio con qualcuno?
• Vuoi ridurre l'inquinamento?
“Quanti sono coloro che, vuoi per motivi di lavoro, di studio o altro, si spostano in continuazione soli in auto, spesso anche più di una volta nella settimana? Sicuramente moltissimi... RoadSharing.com è un modo facile per trovare compagni di viaggio, è un punto di incontro fra chi cerca e chi offre passaggi auto per risparmiare, inquinare meno e fare nuove amicizie! “
Nooo mi dico, non ci posso credere!
Il web ha riesumato l’autostop! Non più il pollice alzato sul ciglio della strada, ma l’indice per il clic sul mouse!
Sono pronta a scommettere che questo portale è stato ideato da un ultra cinquantenne nostalgico o al massimo uno dei nipoti di Jack Kerouac!
D’accordo, il messaggio è rivisto per rendere l’iniziativa contemporanea (il problema dell’inquinamento e il risparmio) ma comunque sempre autostop resta!
Decido di approfondire l’argomento.
Gli interessati devono registrarsi, inserire una proposta di viaggio o scegliere tra quelle già pubblicate da altri inserzionisti.
Tra gli annunci si trovano proposte di viaggi, una miriade di destinazioni Italiane, Europee e addirittura Statunitensi. Gli avvisi indicano luogo, data e ora di partenza, destinazione finale, disponibilità o meno a un contributo spese e se trattasi di richieste percorsi per pendolari.
Le offerte di passaggio sono contrassegnate da una macchinina, mentre le domande dal classico pollice alzato.
E’ consolante vedere che nella maggior parte dei casi le offerte di passaggio sono gratuite, mentre le domande offrono un contributo, spese!
I viaggi legati a eventi particolari sono evidenziati con un’etichetta. Gli inserzionisti portoghesi vogliono andare quasi tutti a Idhana mentre le destinazioni Italiane legate a eventi riguardano principalmente concerti.
L’evento di Idhana si chiama Boom Festival!
Chissà cosa sarà?
Fortunatamente esiste il link che consente di accedere alla pagina web di questo Festival, che testualmente cita:
“ L' idea alla base del boom è quello di creare uno spazio in cui le persone provenienti da tutto il mondo possono vivere una realtà.
E 'un festival dedicato a tutti gli spiriti liberi .
E ' una celebrazione di intuizione e la telepatia come si osserva come cambia la comunicazione secondo questi pochi giorni e di come , alla fine, non c'è più bisogno di parole.
Siamo rinati di nuovo in una realtà di essere in costante universale Trance , in questo stato tutte le modifiche sono possibili , l'Universo è " a portata di mano "... siamo in grano di muffa !
L'obiettivo è quello di unire una grande famiglia in tutto il mondo nel continuum presente e insieme consentire la Cultura , l'Amore , la Terra Sacra e l'arte di fondere e mescolare e alla fine ... Boom! Noi tutti fare un grande passo insieme ...
Ogni cultura si esprime con la sua arte, che emana attraverso le molteplici espressioni e forme che assume. Un evento culturale come mezzo di espressione non si limita a concentrarsi su uno degli aspetti dell'Arte , ma in whole. Boom è un evento d'arte , nato da una cultura che ha coltivato a lungo ai margini della cultura dominante raggiungendo nuove espressioni e visioni. Un intero mondo di persone coinvolte in subordine , la cultura psichedelica e indipendenti si riuniscono per mostrare e condividere ciò che hanno trovato all'interno del frattale Conscio, l'interezza , l'Unità , la Verità .
Pensieri, brani musicali, sculture, dipinti, abiti , film , foto, ideologie , esperienze , comunicazione, filosofia e molto altro ancora , tutto il potenziamento delle possibilità di esperienze della nostra vita. Tutti aggiungendo l'Universo.
La Luna Piena di agosto è da sempre la nostra guida per quanto riguarda il calendario Boom è interessato. E ' una tradizione in corso da alcuni anni (è l' 8 ° edizione ) e questo ha decretato le date del festival Boom fin dalla sua nascita nel '97 .
Boom festival , grazie alla sua mutaforma consapevole e mutare le proprietà , avviene ogni due anni, in sincronia con la verità dell'impermanenza, in sincronia con la luna piena .

In tutta sincerità devo ammettere che non ho capito gran che sullo scopo di questa manifestazione.
La prima cosa che mi viene da pensare è che chi ha scritto questa cosa, sia anch’esso un nostalgico ultracinquantenne, cotto dai troppi “Acid Trip” fatti in gioventù sognando “Woodstock” e “L’Isola di Wight”.
Rileggo la citazione per cercare di capire l’intento di questo festival. Mi sembra un cocktail di mostre d’arte, miste a un pizzico di “sballo esoterico” (vista la citazione sulla madre terra e la luna di Agosto.)
Chissà se la mia amica, cartomante, Paola M. conosce questa manifestazione…
Mah… questo web, sapendo ben cercare, non finisce mai di stupirmi!
Ci trovi l’autostop con il lifting e i raduni giovanili che pare vogliano dare un senso esoterico e artistico allo sballo.
Tuttavia ammetto che questo Boom Festival m’incuriosisce, e mentre cerco di approfondire l’argomento, la chat s’illumina.
E’ Mary che scrive”Mi raccomando domenica mandami un alieno, preferibilmente il pony!”.
Beh, dopo la scoperta del Boom festival, il pony alieno mi lascia un po’ sbigottita….
Mi dico: sono finita nel web “paranormale”? Vuoi vedere che la luna d'Agosto fa brutti scherzi?
Ritorno alla pagina facebook; un post di farmville avverte che da domenica 15 Agosto ritornano gli alieni nella fattoria.
Grazie al cielo con questo post riesco a interpretare il messaggio di Mary.
Certo è che anche quelli di Zynga, un po’ impasticcati lo sembrano! Un alieno in un campo di peperoni da coltivare mi sembra sinceramente un’idea un tantino fuori di testa.
Per oggi meglio spegnere il PC e andare a dormire….non vorrei che l’alieno uscisse dal monitor…l’approfondimento sul Boom Festival al prossimo collegamento.

giovedì 5 agosto 2010

CONDIVIDERE…CONDIVIDERE!

Sfumata l’occasione di partecipare a Umbria Jazz, il mio consorte mi consola proponendomi un concerto a Modena: i Jethro Tull.
Occasione quasi unica e imperdibile!!
Grazie al loro ricordo ho ritrovato un amico perso di vista da tanti anni.
Gruppo musicale storico degli anni ’70, i loro brani più famosi hanno accompagnato molti bei momenti della mia adolescenza! In quegli anni, poter partecipare a un concerto per un ragazzino (per giunta femmina) era considerata “mission impossible”.
Le ragazze di sera non uscivano, figuriamoci sperare di avere il permesso e i soldi per andare a un concerto!
I genitori dell’epoca non erano così aperti da accompagnare i figli, come succede negli ultimi vent’anni!
Se poi si pensava di farlo di nascosto….minimo si era ricercati dalla polizia!
Così, come tutte le cose proibite, questi eventi erano mitizzati da chi, come me, non poteva partecipare. L’unico palliativo concesso era farsi raccontare lo spettacolo dagli amici più grandi, risparmiare sulle merende per comprare le riviste musicali come il mitico CIAO 2001, leggere le recensioni di Renato Marengo e colleghi, sognando di essere là.
Ebbi l’occasione di coronare il sogno nei primi anni ’80. Già maritata, mi procurai l’agognato biglietto per assistere al concerto dei Jethro a Bologna.
Ahimè non era destino!
Arrivata davanti al palazzetto dello sport, un mare di giovani che iniziano a protestare (si vocifera siano stati venduti più biglietti di quanti la struttura possa contenere), la celere con elmetti, scudi….e manganelli, in posizione anti-sommossa trincerata all’ingresso, inizia a caricare la folla ed io….. per paura di essere travolta mi allontano correndo, inciampo su biciclette, motorini caduti, perdo le scarpe e cerco rifugio in un bar vicino.
Nel frattempo, i fans rimasti fuori rompono le finestre del palazzetto, qualcuno prende un po’ di botte, poi decidono di aprire le porte a tutti.
Morale: la sottoscritta, nonostante il possesso di regolare biglietto, resta fuori e non assiste al concerto…
Non posso lasciarmi sfuggire quest’opportunità; probabilmente sarà l’ultima occasione che avrò di vedere un loro concerto (ormai hanno una bella età), così minaccio Loris di ricordarsi assolutamente di comprare i biglietti e di non prendere assolutamente impegni per la data fissata.
La notizia mi emoziona a tal punto che ho bisogno di condividerla.
In questo il mio PC è il migliore alleato!
L’intenzione è comunicare la notizia agli amici, magari accompagnata da una registrazione di uno dei brani più famosi.
Mi connetto a YouTube, digito Jethro Tull…. Trovo una raccolta di oltre cento video dal ’69 ai giorni nostri. Mitico! Non ho che l’imbarazzo della scelta!
La scelta del brano, a mio giudizio più rappresentativo, è facile! Bouree.
Così restringo la ricerca. YouTube mi propone una ventina di versioni, fantastico!
Le guardo tutte quante e ne scelgo una: un live del 2007 a Rio, con assolo di violino. Superlativo!
YouTube offre la possibilità di condividere i video selezionati con facebook, così “condivido” aggiungendo un annuncio sulla mia bacheca: “Sabato sera in piazza Roma a Modena! E io??? Ci sarò!!! Se Bouree è uno dei pezzi che mette le ali alla mia anima, sabato volerò!!!!!”
Ad alcuni amici in particolare vorrei fare in modo che il mio post non sfugga loro… dopo un po’ di tentativi falliti, trovo la soluzione, il copia e incolla!!
Inizia così l’attività sulla bacheca di Melania, Enrico e Bartolomeo. Con Melania ed Enrico l’operazione riesce, ma non con Bartolomeo. Probabilmente ha messo un filtro (suppongo senza neanche saperlo, vista la conoscenza che ha del PC….) che inibisce la pubblicazione sulla sua bacheca. Cosi inoltro il post via mail.

Personalizzo però il messaggio a Enrico che spesso non manca di sottolineare la mia vena nostalgica….:” Ancora una botta di nostalgia!!! Sabato prossimo a Modena in Piazza Roma ...i Jethro!!! E io......ci sarò !!!!! Cosi dalla prossima settimana anch'io potrò dire: ho assistito di persona, non attraverso il racconto di un compagno di classe, a un concerto dei Jethro!!!”
Ormai è mezzanotte, spengo il PC sorridendo pensando ai commenti che riceverà il mio post.
Sera successiva: apro facebook, il sistema segnala 6 notifiche. Enrico M , Paola M. e Francesco votano il mio post con un bel mi piace! Enrico, l’antico fan dei Jethro, lascia un commento
“Buon concerto dei mitici Jethro... Sono sempre grandi, anche se purtroppo Jan Anderson ha perso un po' di voce... Raccontami le tue impressioni”
Non mancherò, penso, dopo tutte quelle ore passate a scuola ad ascoltare te che mi avevi descritto nei minimi dettagli il concerto dei primi anni ’70!
Melania, mi cerca sulla chat per commentare il post, contenta del mio entusiasmo ma depressa per le sue vicissitudini personali. Vorrebbe partecipare alla Woodstock del ballo sud americano in Croazia ma non può.
Sono tanto dispiaciuta per lei. Così, come da ragazze, comincio a incitarla a trasgredire, almeno una volta, ad ascoltare un po’ anche il cuore, non solo la testa! Purtroppo per lei, non ho più l’ascendente di un tempo…
Sera del concerto: nonostante l’afa inizio a lavorare sul look: trucco accurato, capello in ordine, vestitino elegante e un po’ sexy, sandaletti gioiello ai piedi (che aiutano ad aggraziare la mia pianta numero 40) …mi presento al consorte. “Perché ti sei vestita così?” chiede.
Perché? Non mi sta bene quest’abito? Chiedo con aria diffidente..
“No, non è questo, mi chiedo come fai a salire sullo scooter con quell’abito stretto, questa sera con il traffico che ci sarà, useremo lo scooter è più pratico”, risponde.
“Ohhh noooo, lo scooter!! Mi trovo talmente a mio agio sul quel coso, …come fossi seduta sulla poltrona del dentista!”
L’uomo non si smuove, così mio malgrado mi tolgo l’abitino sexy, infilo un paio di jeans, senza rinunciare ai sandaletti gioiello, e mio malgrado inforco lo scooter vivendo l’azione come un prezzo da pagare per coronare l’agognato desiderio.
Tuttavia, grazie allo scooter, parcheggiamo a 10 metri dalla piazza, dove si tiene il concerto, con quasi un’ora di anticipo, cosi cerchiamo un ristorante nei paraggi per una cena veloce.
Ne troviamo uno quasi vuoto, ci sembra il più adatto, chiediamo se possiamo fermarci. “Avete prenotato?” chiede il cameriere. No, rispondiamo .
Questo, ci gira le spalle e se ne va lasciandoci un po’ attoniti sulla soglia.
Appare un’altra persona, forse il proprietario, ci guarda scocciato e dice “se siete in due, sedete pure li” indicando un tavolo.
D’accordo, rispondo, ma a una condizione abbiamo mezz’ora di tempo, ci va bene anche un piatto freddo.
“Non abbiamo piatti freddi, non avete prenotato, quindi dovete aspettare!” replica con la stessa espressione scocciata.
A questo punto la mia animella ribelle si sveglia e a mani giunte (tipo saluto indiano) gli dico: “È stato un piacere, sarà per la prossima” giro i tacchi e me ne vado, lasciando Loris sorpreso per la mia reazione, costretto forse suo malgrado a seguirmi.
Mentre cerchiamo un altro locale, mi giustifico “quel signore si dà un po’ troppe arie per i miei gusti e non mi va di arrivare a spettacolo iniziato! Sono solo circa trent’anni che aspetto di vedere un concerto dei Jethro, se ti sembra poco!”
Trenta metri oltre troviamo un altro locale, il cameriere ci fa accomodare, spieghiamo prima di accettare la ns. esigenza, decidiamo per una porzione di prosciutto melone e una caprese. Il commento del cameriere mi sorprende “Avete fretta ma devo sentire la cucina se fa in tempo a preparare i piatti ordinati”.
Sinceramente, mi sembra di sognare! Per tagliare 2 fette di pomodoro e tre di melone, ci vorranno massimo tre minuti!!!
Come profetizzato, la consegna dei pasti avviene dieci minuti prima dell’inizio del concerto. Una mozzarella con tre fette di pomodoro, il tutto rigorosamente scondito. In tavola niente cestello con olio e sale…..
Se questa dei ristoratori modenesi è una tecnica di vendita, con una campagnola quale sono io è completamente sbagliata. Ne passerà di tempo prima che mi torni il desiderio di andare a cena a Modena!
Ingoiato lo scialbo pasto, di corsa ritorniamo alla piazza e finalmente prendiamo posto per l’inizio del concerto!
All’uscita del gruppo e appena intonate le prime note, la trepidazione è rispondente alle aspettative. L’apoteosi della serata è al terzo brano “Bouree”, dove l’emozione si trasforma in commozione, fino allo spuntar di 2 lacrime di gioia!! La mia anima ha realmente volato sulle note del flauto di Jan Anderson!
Due ore di divertimento puro e un lifting dell’anima che nessun chirurgo riesce a vendere!
Tant’è che tornando a casa, seduta su quell’ostile sellino dello scooter , sorridendo tra me ho pensato: “forse c’è un po’ di verità quando si dice che per ottenere le cose è necessario desiderarle veramente. Questa sera ho coronato uno dei miei sogni inespressi di ragazza, mi ritrovo seppure a cinquant’anni seduta su di uno scooter, non con il vento tra i capelli come le icone dell’era hippy, ma con il casco, visti i tempi! La felicità in fondo è un godere di attimi. Questo è uno di quelli!”
Il giorno dopo curioso su Youtube per vedere se qualcuno ha inserito video della serata di Modena. Ne trovo una decina, scelgo i più belli e li invio a Melania, Enrico e Bartolomeo.
-A Melania per consolarla e per trasmetterle un po’ di quelle belle emozioni che ho provato;
-Ad Enrico con un messaggio: è vero purtroppo la voce non è più la stessa, ma in compenso il musicista è anche meglio di come lo ricordavo;
- A Bartolomeo: a te amante dei concerti, ieri sera la mia anima è volata sulle note dei brani dei Jethro!!
Enrico e Melania apprezzano, mentre Bartolomeo lancia la critica: “Non un gran che! Gruppo finito da una decina d’anni!”
Capirai…è arrivato l’esperto, mi dico! Per lui, Peter Pan sessantenne sono tutti vecchi tranne lui!!!!